Category: ANNO V 2015

ERRIADH: il villaggio trasformato in museo a cielo aperto

ELSEED-04-01-site-djerbahoodDjerbahood  è un progetto che ha coinvolto 150 artisti provenienti da trenta diverse nazionalità, insieme per trasformare i muri di Er-Riadh, villaggio sull’isola di Djerba, in Tunisia in un museo a cielo aperto, uno dei più grandi allestimenti di street art al mondo. Il villaggio è diventato uno spazio di espressione culturale grazie ad una idea di Mehdi Ben Cheikh, professionista della street art, che ha già in attivo grandi mostre in spazi destinati alla demolizione o luoghi da rivalorizzare.

 

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Una scuola di arti plastiche diretta da uno scultore non vedente

Digital StillCameraChiesa dell’Arte” è la prima scuola di arti plastiche al mondo diretta da uno scultore non vedente.Il maestro Felice Tagliaferri guida i corsisti alla scoperta di un modo alternativo di percepire la realtà nelle sue più diverse sfaccettature. La scuola è ospitata presso un ex edificio ecclesiastico completamente ristrutturato e adattato allo scopo, una chiesa sconsacrata collocata all’interno di Villa Terracini a Sala Bolognese (BO), messa a disposizione dall’amministrazione comunale. I corsi sono indirizzati a chiunque voglia approcciarsi in modo diverso all’arte scultorea: appassionati d’arte, disabili, alunni delle scuole di ogni grado, associazioni e aziende. Diversamente da una scuola tradizionale, la Chiesa dell’Arte non è sede stabile di corsi fissi ma è itinerante, viaggia insieme al suo conduttore. Bambini della scuola primaria e secondaria, adulti e persone anziane, persone con disabilità, aziende, operatori sociali, tutti possono parteciparvi. La “Chiesa dell’Arte” è anche il luogo dove sono esposte le sculture dell’artista. (slup)

 

AISTHESIS la nuova rivista online del Museo tattile Omero

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Discobolo-Museo Omero

AISTHESIS – Scoprire l’arte con tutti i sensi quadrimestrale a carattere scientifico è la nuova rivista online del Museo tattile statale Omero che nasce  per promuovere e diffondere gli studi e le ricerche sulla percezione sensoriale e l’accessibilità ai beni culturali. Al via  la fase sperimentale con il primo numero vocale, consultabile e scaricabile online da alcuni giorni in , e inviato su cd con braille e vocale a non vedenti e ipovedenti e sempre disponibile.

Il progetto prevede la realizzazione di una pubblicazione quadrimestrale plurilingue a carattere scientifico, che  raccolga parte del lavoro fin qui svolto e favorisca  il dialogo e  il confronto  tra persone, istituzioni culturali, università, ricercatori e professionisti che operano nell’ambito della percezione sensoriale con  i più differenti approcci culturali: dalle neuroscienze alle più avanzate tecnologie informatiche. Lo scopo è recuperare e diffondere, quanto concretamente esiste già  in materia di accessibilità all’arte e ai beni culturali e quanto si sta sviluppando a livello internazionale,  in particolare nella lettura tattile delle opere d’arte, per cui il Museo Omero è un punto di riferimento avendo maturato da più di 15 anni specifiche metodiche e buone prassi  sia teoriche  che pratiche.

Pietà di Michelangelo - Museo Omero

Pietà di Michelangelo – Museo Omero

Nell’articolo di apertura titolato “Perché AISTHESIS”, il presidente del Museo, Aldo Grassini,  spiega la filosofia del progetto, soffermandosi sul valore estetico della tattilità -“Le sensazioni  tattili sono diverse dalle sensazioni visive, ma ciò che conta è che le une e le altre sono capaci di stimolare l’intelletto ad individuare forme, a scoprire significati, ad evocare esperienze, a produrre emozioni. Tutte le sensazioni sanno produrre un piacere peculiare alla loro natura ed il tatto non fa eccezione… L’arte contemporanea sta scoprendo questa ulteriore dimensione e la multisensorialità rappresenta una nuova sfida che trova cultori sempre più numerosi”. Seguono gli articoli: “La rivoluzione dei sensi nell’era dei media elettronici” di Andrea Socrati; “Percepire, ascoltare ed emozionarsi” di Gabriella Papini. In chiusura: “Le mani modellano il sentimento” di Loreno Sguanci (tra i primi artisti italiani ad aderire al Museo).

STORIE MILANESI, per raccontare la città attraverso i luoghi dell’abitare

Attraversiamo Milano con i personaggi che l’hanno vissuta…

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“Diventare un punto di riferimento per chi vive e vuole lasciarsi sorprendere da Milano, per poter scoprire e conoscere chi ha contribuito alla storia culturale di una città oggi riconosciuta a livello internazionale” è questo l’obiettivo principale di Storie Milanesi. Online da settembre 2014, il progetto, promosso da Fondazione Adolfo Pini, con la collaborazione di comune di Milano e curato da Rosanna Pavoni, racconta Milano attraverso le residenze abitative e professionali di coloro che con la loro storia hanno inciso sulla fisionomia culturale della città. Un progetto innovativo che attraverso i luoghi dell’abitare accompagna il viaggiatore in un percorso urbano inedito guidato dai racconti di Gianni Biondillo e dalle letture di Laura Pasetti in italiano e in inglese.

Quattordici sono i personaggi scelti per essere i “padroni di casa” in questo percorso esclusivo, ciascuno legato a un’istituzione culturale della città. Partner del progetto sono infatti, oltre a Fondazione Adolfo Pini, Associazione ‘Per Mario Negri – Per la Scultura’, Casa del Manzoni, Centro Artistico Alik Cavaliere, FAI – Fondo Ambiente Italiano Villa Necchi Campiglio, Fondazione Achille Castiglioni, Casa Museo Boschi Di Stefano, Fondazione Franco Albini, Fondazione Corrente – Studio Treccani, Fondazione Studio Museo Vico Magistretti, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Poldi Pezzoli, Spazio Tadini, Studio Museo Francesco Messina.

Nella navigazione del sito, è possibile scegliere chiavi di lettura diverse per scoprire Milano, attraverso i protagonisti e il loro ruolo culturale (collezionisti, scrittori, designer, architetti, artisti), attraverso i quartieri e i periodi storici a partire dalla prima metà del XIX secolo fino ai giorni nostri. Numerosi gli approfondimenti storici, culturali, urbanistici e architettonici, a cura di Chiara Continisio e viapiranesi.

Mai come in questo periodo, in cui Milano sta vivendo un nuovo rinascimento di creatività e di fermento artistico e culturale e si appresta a presentarsi al mondo durante il semestre di Expo 2015, è importante valorizzare il suo patrimonio di storia e di saperi raccontando ai milanesi, ai nuovi cittadini e ai visitatori l’esperienza di chi ha contribuito a renderla il punto di riferimento per la cultura europea – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Un progetto che unisce al valore della memoria il piacere della narrazione e la bellezza delle immagini realizzate ad hoc, che ‘raccontano’ di un passato importante e di un presente ricco di testimonianze”. Proprio per la vocazione cosmopolita di Milano e in vista di Expo2015, Storie Milanesi nasce anche in lingua inglese. (slup)

 

UN PIANOFORTE PER TUTTI! Le grandi stazioni ferroviarie si fanno adottare dalla musica

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Musica dal vivo, no-profit e per tutti. Le stazioni ferroviarie adottano pianoforti, anzi sarà la musica a prendersi cura di questi spazi e di tutti coloro che li attraversano. Alla stazione di Venezia S. Lucia, ad esempio, l’11 settembre 2014 è arrivato Lucy, un “pianoforte da strada” dedicato al compositore e scrittore veneziano Ernesto Rubin de Cervin, scomparso a marzo del 2013. Un video ne racconta l’arrivo.  Tutto nasce da un tenero progetto culturale chiamato “United street pianos” e nato da un’idea della cantante e pianista italiana Sofia Taliani che ha avuto l’ispirazione grazie ad una esperienza di due mesi vissuta suonando pianoforti da strada nella stazione londinese di St Pancras. La partecipazione delle persone che in quei “non luoghi” (sempre più veloci e spersonalizzati), si fermavano ad ascoltare o a suonare, comunicavano e condividevano “quasi 24 ore al giorno rendendo la stazione un posto più umano”, l’ha spinta a desiderarne una versione simile a Venezia e magari in tutte le altre stazioni di grandi città italiane ed europee. Lucy ad oggi è l’unico piano pubblico legato al progetto, ma, come spiega l’ideatrice “stiamo lavorando a Vienna, dove ora mi trovo, per metterne almeno due in Austria”.

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Lo scopo dei “pianoforti di strada” 
è principalmente quello di unire le persone. Curiosi, viaggiatori, musicisti, adulti, vecchi e bambini, possono incontrarsi e ritrovarsi in un luogo che grazie alla musica diventa per tutti spazio comune, condiviso, uguale. United street piano  vuole ricordare semplicemente al mondo che “siamo umani”. Il progetto si mantiene a seguito del lavoro e dell’amore per la musica di tutti coloro che gli ruotano intorno: c’è chi lo sostiene con entusiasmo e donazioni, chi regala il proprio tempo, la propria professionalità, chi può far dono del proprio strumento. Per il resto, spiega Sofia Taliani “non ha bisogno di nulla” e comunque “offrire” è il massimo che si possa fare. Gli organizzatori ringraziano per la collaborazione all’iniziativa l’artista inglese Daisy Rickman, Dakota West, scrittrice veneziana che ha tenuto in piedi il blog e sostenuto Sofia Taliani durante tutta l’estate del 2014 mentre si cercavano aiuti per rendere possibile la nascita di Lucy. Pierluca Albanese grafico e beatboxer italo-francese, Sergio La Saponara che si prenderà cura del pianoforte della stazione di Venezia e naturalmente Grandi Stazioni perché, come sottolinea la stessa Taliani “senza di loro non si faceva nulla”. (sl) Immagine anteprima YouTube