Category: ANNO V 2015

Vertical Conquests: il cinema d’autore per la prima volta punta sulla Street Art

Foto di Vertical Conquests di Rosa Chiara Scaglione

Foto di Vertical Conquests di Rosa Chiara Scaglione

E’ dall’unione tra la Street Art ed il cinema che nasce Vertical Conquests di Rosa Chiara Scaglione, il primo film documentario tutto italiano con carattere internazionale sull’arte urbana ad arrivare nelle nostre sale cinematografiche, attraverso un viaggio, che inizia dalla strada e finisce nei più grandi musei del mondo, alla scoperta della terza generazione degli Street Artists, svelando il movimento della Street Art nella sua interezza, ovvero un grande movimento globale, sociologico e culturale.

Vertical Conquests vuole ampliare la visione più comunemente diffusa tra il pubblico, quella che vede gli Street Artists come dei graffitari che sporcano i muri, raccontando della nuova generazione dopo Banksy, fatta di giovanissimi talenti, molto versatili nella loro arte, dei veri ricercatori, che utilizzano i muri per sperimentare e crescere nel loropercorso artistico.

Questo li porta ad avere non solo milioni di “followers” su internet, ma a finire nei più grandi musei del mondo, a testimonianza che la Street Art non è altro che arte contemporanea a tutti gli effetti. A novembre il documentario, prodotto dalla Stemo Produciton, sarà distribuito nelle sale delle principali città italiane.

Rosa Chiara Scaglione, regista alla sua opera prima, ha voluto dare con “Vertical Conquests” una risposta, un seguito ed un punto di vista ben diverso, al famoso film di Banksy sul tema, “Exit through the gift shop”, ormai già vecchio, perchè la Street Art è un mondo in veloce evoluzione. Per fare questo, oltre ad aver ripreso dieci tra i più giovani ed influenti Street Artist intenazionali al mondo, ha coinvolto nel progetto molte delle persone più di spicco del cinema italiano.

La regista ha così co-sceneggiato l’opera insieme a Heidrun Schleef, considerata una delle più importanti autrici pluri premiate del panorama italiano dell’ultimo decennio, ha scritto sceneggiature del calibro della “La Stanza del Figlio” vincitore a Cannes della Palma d’Oro, il“Caimano” di Moretti e molte altre opere cinematografiche.

Le musiche originali sono del Maestro Pasquale Catalano, autore delle colonne sonore di registi di grande spessore quali Paolo Sorrentino per “L’uomo in più” e “Le conseguenze dell’amore”, di Ferzan Ozpetec nel suo film “Mine Vaganti”, Andrea Caucci maestro del sound design con all’attivo ben oltre cento film firmati dai grandi Maestri del cienema, e tanti altri come il poeta della luce Francisco Gaete Vega con il quale ha condiviso un viaggio di riprese e ricerche durato due anni.

“Vertical Conquests”, che ha iniziato il suo percorso naturalepartecipando ai Festival, inaugurato con la sua presenza in concorso al ‘Terra di Siena International Film Festival’, proseguirà con una distribuzione nelle sale in Italia. L’anteprima cinematografica sara inaugurata con un evento nella prestigiosa Stazione Tiburtina di Roma, grazie alla sinergia con Ferrovie dello Stato e Grandi Stazioni.

Inoltre, Vertical Conquests promuove una campagna di crowdfunding su Indiegogo (http://igg.me/at/verticalconquests), al fine di incentivare la gente ad avvicinarsi alla Street Art per poterne usufruire in maniera diretta a 360 gradi; la campagna è unica nel suo genere perché unisce cinema, collezionismo, arte e svago; offre ai suoi sostenitori opere degli Street Artists diventando per sessanta giorni una “galleria d’arte on-line”; incentiva e promuove un “turismo d’arte e culturale”, con percorsi in bici ideati da Ziguline ed offerti da Pro4Geo, a Roma e Gaeta, con pernotti e visite dei muri e dei musei che collezionano gli Street Artists: come il museo Palazzo Collicola Arti Visive di Spoleto, e anche anteprime alla storica Galleria di Street Art Wunderkammern.

Tutto questo permette al pubblico di ripercorrere ed immergersi nelle tappe dei protagonisti del film, alla ricerca delle opere lasciate in giro nelle città frettolosamente di notte o come monumentali testimonianze in importanti festival di Street Art internazionali quali l’Outdoor di Roma e Memorie Urbane di Gaeta. La campagna, e l’opera cinematografica insieme, offrono un esperienza originale ed avvolgente. (r.f.)

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Le opere di 900 pittori disabili riunite in un unico sito: AbilityArt

525423Chi non ricorda la ditta commerciale che riuniva gli artisti italiani che dipingevano con la bocca o col piede, conosciuta come Spam acronimo di “solo pittori artisti mutilati”? Chi non ha ricevuto anche solo una volta via posta nella propria casa o in quella di nonni e zii, un biglietto augurale, un’agenda, un calendario, un segnalibri o una rubrica con le immagini dei dipinti? Il nome “artisti mutilati” risale agli inizi della nascita della Spam, era infatti  il 1956 e non era passato molto tempo dalla fine della guerra, le persone che vi aderivano avevano una disabilità causata dal conflitto bellico e molti di loro avevano perso l’uso delle braccia. “Agli inizi – spiega Giovanni Iachelli, amministratore unico Spam – la produzione artistica era molto limitata, potevamo commercializzare solo nove cartoline postali con le opere dei nostri artisti, c’era molta diffidenza ed incredulità, non era immaginabile che delle persone disabili potessero dipingere sorreggendo il pennello con la bocca o con il piede. L’Amministratore della Spam di quel tempo dovette in più di una occasione spiegare che dipingere con la bocca o con il piede era una realtà”.

Per fortuna il progresso ha aiutato a semplificare e ad automatizzare diversi processi: se prima gli indirizzi delle persone che ricevevano i prodotti degli artisti venivano scritti a mano e le cartoline venivano raccolte sempre a mano ed inserite in una busta a sacco, oggi le cose sono cambiate. Il gruppo ha infatti deciso di rinnovarsi e di arrivare a quanta più gente possibile. Grazie alla tecnologia e soprattutto ad internet, è stato realizzato il potale Abilityart nuova identità digitale Spam. L’intento è sempre quello:“consentire ad artisti con difficoltà fisiche di vivere attraverso la propria arte”e farne conoscere il talento. È il nuovo che avanza, nel rispetto della tradizione “i biglietti augurali, i calendari, le agende saranno sempre il fulcro della nostra produzione – continua Iachelli – spero che continuerete ad apprezzarli, avendo comunque nuove occasioni di acquisto e di personalizzazione dei vostri desideri grazie al nuovo sito”.

Il portale propone le opere di oltre 900 pittori provenienti da tutto il mondo, chi acquista può scegliere il quadro che desidera e stamparlo su carta, legno, plexiglass, marmo o cover per telefoni. Le collezioni spaziano dai ritratti ai paesaggi, dalle nature morte alle stampe con animali ecc. Tra gli artisti, ha aderito anche Simona Atzori, nata senza le braccia a causa di una malformazione focomelica, sin da bambina ha intrapreso l’attività di pittrice e di ballerina classica, passioni che l’hanno portata in giro per il mondo e che l’hanno fatta conoscere al pubblico. Santina Portelli altra artista presente nel gruppo scrive “la parola Spam, in gergo informatico rimanda ai messaggi cosiddetti ‘spazzatura’ e noi con il nostro vissuto e la nostra storia, non possiamo permettere di essere fraintesi, per questo e per andare incontro alle nuove e diverse esigenze dei nostri estimatori, nasce Abilityart, termine comprensibile in tutto il mondo”. Una nuova sfida che la Spam vuole vincere nell’interesse di tutti gli artisti dell’associazione che con “straordinaria tenacia e un’esemplare forza di volontà, proseguono la loro battaglia per vivere del proprio lavoro dimostrando capacità inimmaginabili”. (slup)

Fonte: Redattore sociale

“Lasciate che mostrino i loro volti”. Essere omosessuali in Uganda

"Let them show their faces" di Aldo Soligno

“Let them show their faces” di Aldo Soligno

In Uganda l’omofobia è molto diffusa e gli omosessuali sono spesso vittime di minacce e violenze. A febbraio del 2014 viene firmata dal presidente Yoweri Museveni una nuova legge che prevede l’ergastolo per il “reato di omosessualità” e fino a sette anni di detenzione per chi è accusato di favoreggiamento, compresi gli avvocati che difendono i gay. Dopo le forti pressioni della comunità internazionale la Corte Costituzionale ugandese ad agosto dello stesso anno annulla la legge a causa di un vizio procedurale, ma la realtà dei fatti nel paese non è cambiata: l’omosessualità è ancora un reato e l’omofobia sempre più diffusa mentre la comunità Lgbti è costretta a nascondersi per evitare aggressioni fisiche e verbali.

Subito dopo l’approvazione della legge anti omosessualità, nella primavera del 2014 il fotografo italiano Aldo Soligno parte per l’Uganda; non ha interesse a scattare immagini choc ma a raccontare la vita di queste persone, separate dal loro mondo, obbligate all’isolamento “a chiudersi dentro le loro case, a celarsi alla vista dietro pesanti tende”. Quando Soligno scopre che i principali tabloid del paese hanno sbattuto in prima pagina centinaia di ritratti di veri o presunti omosessuali sotto al titolo “Impiccateli” e comprende che il ritratto non serve più a dare dignità ma diviene uno strumento di persecuzione, decide di creare una serie di “contro-ritratti” chiedendo agli attivisti ugandesi, mobilitati contro la legge anti-gay, di posare in un set buio con una lampada alle spalle, in modo che il loro volto rimanga in ombra, per evitare il rischio della riconoscibilità e della denuncia, nasce così il report fotografico “Let them show their faces”.

Le foto rappresentano un forte atto d’accusa contro la politica discriminatoria del regime ugandese ma al contempo “divengono simbolo di tutte quelle situazioni politiche e sociali che impediscono alle persone di mostrarsi come esse sono”. Ci parlano di “tutte quelle condizioni di costrizione che ci spingono a nascondere ‘diversità’, paure e sofferenze dietro maschere socialmente ‘vincenti”. L’autore si mette “emotivamente e visivamente dalla loro parte”, l’obiettivo è mostrare “la solitudine e lo sconforto di vite trascorse nella paura, nell’ansia di essere denunciati, incarcerati per un semplice sospetto, o magari fatti sparire nel nulla”. Tutte le persone che vi sono ritratte sono costrette a nascondersi, tuttavia chiedono “di poter tornare alla luce”. Nell’ambito del progetto “Al fianco dei difensori dei diritti umani in Uganda”, l’organizzazione umanitaria Soleterre  in collaborazione con la galleria Spazio Aperto San Fedele e il patrocinio della Città Metropolitana e del Centro Astalli, propone a Milano la mostra di Soligno. L’esposizione a cura di Gigliola Foschi e Andrea Dall’Asta SJ  visitabile dal 7 ottobre al 4 novembre 2015.  (slup)

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Fonte: Redattore sociale

 

Uganda Art-Icle: l’arte risponde alle campagne omofobe

Galizia Ernesto - Uganda Art-Icle/Cantiere Nuovo

Galizia Ernesto – Uganda Art-Icle/Cantiere Nuovo

In risposta alle campagne informative anti-gay segnaliamo anche il progetto dell’associazione culturaleCantiere Nuovo  di Nico Malvaldi e Luca Serasini che nel febbraio 2014 hanno dato vita a Uganda Art-Icle: “l’idea è nata ascoltando al Tg la notizia che un giornale in Uganda aveva pubblicato i nomi di circa 200 presunti omosessuali” spiega Serasini “poi come troppo spesso avviene, così come era venuta, la notizia è scomparsa dalle cronache, ma mi è sempre rimasta in testa. Ho cercato questa pagina, trovata, ricomposta e stampata e ci ho disegnato sopra e col mio compare Nico Malvaldi abbiamo pensato di estendere l’iniziativa ad altri artisti”. L’invito a ridisegnare la pagina del giornale, emblema di “ogni campagna ignobile contro l’omosessualità” è esteso a tutti. Ad oggi sono 66 le opere che vi hanno aderito. (slup)

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Fonte: Redattore sociale

“Agli occhi dei futuri migranti” l’arte ricorda le stragi del Mediterraneo

524724Per le vittime di Lampedusa nel 2014 l’associazione Cantiere Nuovo, progetto culturale ed artistico di Nico Malvaldi e Luca Serasini  realizza e pubblica la breve graphic novel “Con queste mani” di  Serasini e Walid Mokni, in poche tavole, attraverso il linguaggio immediato dell’arte, lo sguardo poetico e amaro della vicenda. L’auspicio  degli autori? Che il breve racconto “arrivi agli occhi dei futuri migranti”. Alcune di queste vignette sono state usate dal regista Dagmawi Yimer per il video “Ascmat -Nomi: Lampedusa 3 ottobre 2013” presentato in anteprima a Verona il 2 novembre 2014. Cantiere Nuovo, mira a costituire un supporto pratico e logistico per chi vuole “fare”, è uno spazio creativo dove l’arte diviene punto d’incontro per condividere ed ispirare “per imparare ad essere ispirati”. Obiettivo del gruppo è quello di “incidere in maniera significativa nel tessuto culturale attraverso la realizzazione di eventi espositivi e performativi, corsi e workshop” e “avvicinare la comunità al mondo delle arti contemporanee, della cultura e dei valori sociali”.  

Benvenuti in “Viamediterraneo366”, condominio di esperienze diverse. In occasione del 2° anniversario della strage di Lampedusa, l’associazione lancia la sua nuova sfida pubblicando oggi il blog Viamediterraneo366. “Vi porterà a leggere le ingiustizie dovute alle guerre e alle migrazioni, in modo diverso dalle fotografie e dalle notizie di cronaca, attraverso il punto di vista di chi, con l’arte, le esprime con l’emozione, la rabbia e la speranza. Magari, dico, magari, scrive Luca Serasini, a quelle persone che non hanno molto chiaro tutto questo mondo, che non hanno ancora un’idea ben chiara di cosa succede intorno a noi tutti e solo perché queste tragedie non accadono dietro il nostro quartiere non vuol dire che non siano comunque vicine. I sentimenti di dolore e di vicinanza non sono certo inversamente proporzionali alla distanza, per chi li ha, per chi ha umanità e comprensione dell’altro…”. Immagino il blog come un condominio di esperienze diverse, non poteva quindi non abitare in “via Mediterraneo”. Il civico, il “366”, vuole ricordare il numero delle vittime del naufragio. Mi è, questo evento, molto caro, perché come ‘artista’, diciamo così, mi ha risuonato nell’animo”. (slup)

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Fonte: Redattore sociale