Category: ARTEVISIVA e MEDIART

Night Chant: “un viaggio all’interno dell’irrazionalità del sogno”

RvB Arts presenta Night Chant, prima mostra personale in galleria del giovane artista italiano Alessandro Sicioldr nato aTarquinia nel 1990.

Più che una mostra “è un viaggio all’interno dell’irrazionalità del sogno e dell’inconscio alla scoperta di mondi abissali e meravigliosi. Creature bizzarre e mitologiche, esseri strani e misteriosi, divinità onniscienti, ibridi e replicanti sono i protagonisti dei dipinti, disegni e acquerelli di Sicioldr. Questi scaturiscono dalla reinterpretazione di storie antiche, rendendosi immagini incarnate nella sapiente tecnica della sua pittura ad olio.”

Nelle sue opere Sicioldr “crea atmosfere oniriche in cui visioni e suggestioni personali si fondono a simboli e immaginari storici. Nonostante la giovane età ha già partecipato a diverse mostre personali e collettive manifestando un’abilità tecnica e una capacità visionaria supportata da studi che abbracciano diversi campi disciplinari”.

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

 

SICIOLDR  –NIGHT CHANT
Vernissage e cocktail: giovedì 16 e venerdì 17 novembre 2017 (dalle 18:00 alle 22:00), via della Zoccolette 28, 00186 Roma

La mostra resterà aperta fino al 2 dicembre. Orari: 11:00-13:30 e 16:00-19:30; domenica e lunedì chiuso

Curatrice e organizzazione: Michele von Büren di RvB Arts
Testo critico: Viviana Quattrini
Info 3351633518 | www.rvbarts.com

 

 

 

“Singolare e Plurale”: le arti, motore di cambiamento, crescita, salute pubblica e welfare culturale

Opere di Caterina Marinelli @Ivo Martin

Mostre, laboratori, residenze d’artista, workshop ed eventi. E’ quanto propone l’edizione autunnale di Singolare e Plurale, rassegna torinese “per la promozione di iniziative con al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare culturale.

Un progetto per la “circolazione di idee e persone” che offre “opportunità di cittadinanza attiva a tutti, mostrando quanto l’arte e la cultura siano capitali da scoprire – là dove sono nascosti – e da spendere insieme come contributo per l’evoluzione di una città, di un paese”.

Singolare e Plurale è un’occasione per non perdere il filo di quello che avviene, mantenendo attiva e connessa l’ampia rete di Arte Plurale – costruita fra Comune, scuola, università, fondazioni, dipartimenti educazione dei musei, associazioni e cooperative sociali – che in tutti questi anni ha saputo rendere Torino una città unica nel panorama italiano e forse internazionale. Si è ora costituito un corridoio artistico, che si sviluppa sul territorio cittadino e collega InGenio con Palazzo Barolo e l’Housing Giulia.

Opera di Giannantonio Gasparin@Ivo Martin

Dal 6 ottobre al 12 novembre 2017, inaugurazione dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Conferenza stampa venerdì 6 ottobre ore 11.00, Palazzo Barolo, Salone d’onore
Ingresso gratuito a tutti gli eventi

Per approfondimenti:
www.comune.torino.it/pass/ingeniowww.operabarolo.itwww.artenne.it/new Prenotazioni laboratori obbligatorie inviare, entro il 4 ottobre
Inviare una mail a: artenne.artenne@gmail.com o compilare il form di iscrizione: bit.ly/2iuWm3C

Un progetto di:
Opera Barolo/PARI/Polo delle Arti Relazionali e Irregolari: Palazzo Barolo e Housing Giulia
Città di Torino: InGenio Arte Contemporanea e InGenio bottega d’arti e antichi mestieri
Con il contributo di Fondazione CRT

Leggi tutto il Comunicato stampa con il PROGRAMMA

In Italia, Turchia e Nepal, i “Murales senza frontiere” raccontano mondi possibili e senza confine

L’arte non ha confini, attraversa ogni muro, è un ponte capace di collegare le persone al di là della loro appartenenza geografica, politica, religiosa, generazionale. Al di là di ogni possibile diversità. Lo sanno bene gli ideatori di Murales Senza Frontiere progetto di promozione sociale proposto all’organizzazione no-profit “Her Yerde Sanat” Mardin (Turchia) in collaborazione con l’associazione italiana Circo all’inCirca di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco. Lo scopo per cui nasce è quello di realizzare laboratori d’arte formativi in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività “come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo”.

Nel biennio 2014/2015 più di 100 bambini siriani, turchi e kurdi, delle scuole elementari di Mardin hanno partecipato ai laboratori di pittura su pannelli scenografici e alla decorazione di un murales collettivo lungo 50 metri. Partecipavano al programma “Play for no war – Social art school”. I disegni realizzati sono stati utilizzati come bozzetti per la composizione del dipinto finale appoggiato logisticamente e patrocinato dal Museo Archeologico e dalla municipalità di Mardin. Negli anni 2016 e 2017 uno sviluppo incrociato del progetto con l’Italia, atto a sensibilizzare nell’ambito del programma scolastico il tema dei confini, è stato avviato presso la scuola primaria Alberto Azzolini, qui nove classi hanno partecipato alla decorazione del giardino esterno completando 160 metri quadrati di superficie con il patrocinio del comune di Mirano (Venezia).

Foto: Murals Without Borders/Her Yerde Sana

Motivare i giovani e la popolazione locale a combattere gli stereotipi che nascono in zone dove il concetto di frontiera si irrigidisce; dando l’opportunità di rispettare il territorio lavorando sui contrasti esistenti, condividendo i risultati apertamente con la comunità” è questo un altro obiettivo di Murales Senza Frontiere. L’idea primaria, spiegano i responsabili, si basa sul tentativo di “combattere l’esclusione sociale divenuta un fenomeno sempre più insostenibile soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, proponendo diverse attività manuali atte a rivitalizzare gli stimoli comunicativi personali e collettivi”. La realizzazione di un’opera d’arte “pubblica” ha il merito di mettere “tutti nelle condizioni di agire concretamente sul proprio contesto quotidiano facendo acquisire ai giovani e alla popolazione della città una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità, smorzando così la mancanza di fiducia in sé e nelle potenzialità del proprio territorio”.

Murales Senza Frontiere coinvolge artisti nazionali e internazionali. Il prossimo progetto sociale sarà presso la Steiner Academy di Kathmandu (Nepal) in collaborazione con Green Farm Movement di Bologna che “sta raccogliendo partecipanti al fine di finanziarne la realizzazione secondo una formula di turismo sostenibile, proponendo un programma multidisciplinare diretto agli alunni e ai viaggiatori, interessati a vivere un’esperienza di arte sociale congiunta”. Il programma prevede la realizzazione di un murales nella scuola di ispirazione steineriana con la partecipazione degli insegnanti locali e 40 bambini. Questo laboratorio “partecipato ed itinerante”, sarà congiunto ad un altro realizzato in una fattoria didattica e centro di ricerca in permacultura, situata in un piccolo villaggio distante qualche ora dalla capitale. Il viaggio è previsto tra l’8 e il 19 gennaio, vi possono partecipare dalle 4 alle 8 persone. Artisti e viaggiatori saranno non solo fruitori ma “attori attivi nella costruzione dei dipinti murali”. (sabrina lupacchini/slup)

Fonte: Redattore sociale

Renato Brazzani e le sue “Prospettive variabili”

Renato Brazzani Sacra Famiglia (2) 1981 – Serie anamorfosi – bd

Architetto, pittore-viaggiatore e studioso dell’anamorfosi, l’artista torinese Renato Brazzani è al centro dalla personale “Prospettive variabili” che la Fondazione Bottari Lattesdi, Monforte d’Alba (Cn) gli dedica da sabato 30 settembre a sabato 2 dicembre 2017. Una mostra che racconta le diverse stagioni attraversate da Brazzani tra gli anni Settanta e il 2010: la lunga serie delle anamorfosi, che trovò uno dei suoi apici nell’imponente Autoritratto americano (1982); il ciclo Oceano, interamente dominato da un blu tenebroso; le opere con inserti lignei Totem, Trofei e Scudi, dal richiamo tribale e ancestrale, caratterizzate dalla raffinatezza di forme e da un approfondito studio sul colore; le oniricheSedie Thonet, di derivazione pop e iperrealista. Venticinque opere che si differenziano per la tecnica utilizzata, ma che sono accomunate dalla volontà di rappresentare la realtà attraverso punti di vista e prospettiva inconsueti, prospettive variabili, appunto.

…Con le prospettive variabili – spiega Renato Brazzani –, titolo che ho scelto per la mia mostra ospitata dalla Fondazione Bottari Lattes, desidero raccontare il mio amore per la geometria tridimensionale e la sua rappresentazione. Parlare della ricerca dei rapporti tra la prospettiva normale e l’anamorfosi, dove con anamorfosi non intendo una deviazione dalla regola, ma la prospettiva normale che va a costituire un punto particolare dell’anamorfosi stessa. Ma prospettive variabili dice anche dei cambiamenti e delle scelte pittoriche diverse da quelle geometrico-anamorfiche. Cioè riconsidero il colore e la materia pittorica con lavori che da un lato riflettono sulle culture etniche e tribali (dai continenti americani, australiano e africano) e dall’altro si ispirano all’osservazione della natura (animali totemici e trofei), ma soprattutto del mare pensando a Debussy, Charles Trenet, Lucio Dalla…”.

Inaugurazione alla Fondazione Bottari Lattes (Via Marconi 16, Monforte d’Alba CN): sabato 30 settembre 2017 alle ore 18, alla presenza dell’artista. Orari mostra: lunedì-venerdì ore 10-12 e 14.30-17; sabato ore 15.30-18.30; domenica su prenotazione.

 

“Non fermo il tempo, ma imparo ad accettarlo”. A Milano “NOI” la mostra di Francesca Piovesan

NOI

Il Comune di Milano, CRAMUM e la Fondazione Cure Onlus presentano giovedì 7 settembre, alle ore 18:00, allo Studio Museo Francesco Messina, la mostra NOI di Francesca Piovesan, curata da Sabino Maria Frassà. All’interno della Chiesa di San Sisto, oggi Studio Museo Francesco Messina, l’artista, che vinse il premio cramum come miglior artista nel 2015, presenta il nuovo ciclo di opere “Gli Specchianti”, frutto della collaborazione con artigiani muranesi.

L’artista non si limita a rivisitare lo specchio veneziano, ma lo fa evolvere, caricandolo di significato e di inedita dimensione scultorea. La parte interna di ogni opera – a prima vista una scatola di legno scuro – è ricoperta di specchi veneziani. All’interno di questi specchi Francesca, dopo averci impresso il proprio corpo, riesce a sviluppare fotograficamente la propria immagine, grazie alla reazione che avviene tra l’argento della specchiatura e i sali minerali e grassi lasciati dal corpo sul vetro.  Come ricorda il curatore, Sabino Maria Frassà, <<lo spettatore può scegliere se essere più o meno parte dell’opera, aprendo e schiudendo le “scatole”, decidendo se e come specchiarsi e se e come interagire sia con il proprio corpo – riflesso – sia con il corpo dell’artista, “intrappolato” all’interno dello specchio. Con questa scelta è quindi lo stesso spettatore – “l’altro” – a scegliere se abbracciare la visione del mondo proposta, il “Noi”, oppure continuare a vedere l’“io” separato dall’“altro”. Francesca Piovesan cerca così di ricomporre tale frattura, non cancellando l’Io, ma arricchendolo di un Noi. Guardandomi nello specchio io mi conosco perché non contemplo solo me stesso, ma vedo nello stesso riflesso l’altro, ovvero il mondo che mi circonda nella sua totalità di cui anche io faccio parte>>.

Francesca Piovesan parlando del suo lavoro: “le mie opere non sono fotografie che si possono modificare o migliorare: quella impressa nello specchio sono “fisicamente” io in quel momento: nello specchio lascio sali minerali, grassi, ovvero parti del mio corpo. I miei “specchi” non mi migliorano ed anzi, visti da vicino, mostrano tutte le mie naturali imperfezioni e anche quei difetti che la maggior parte delle donne preferirebbe non vedere o nascondere. In realtà non ci sono difetti: se guardo un corpo umano, non posso che perdermi in esso, nella sua insita perfezione e complessità. La nostra pelle è come una mappa straordinaria che continua a lavorare nel tempo. Nulla è eterno, neanche l’opera d’arte. Con le mie opere non fermo il tempo, ma imparo ad accettarlo, raccontando il tempo che passa e cercando di interiorizzare la stessa finitezza e precarietà dell’esperienza umana”
Studio Museo Francesco Messina
via San Sisto 4/A, 20123 Milano
8 settembre – 24 settembre 2017
Inaugurazione: 7 settembre, h 18.00
mart-dom 10.00-18.00
Promotori: CRAMUM e Studio Museo Francesco Messina
In collaborazione con: Fondazione Cure Onlus, Comune di Milano
Media Partner: Ama Nutri Cresci
INGRESSO GRATUITO
telefono 02 86453005 – 3341539578