Category: ARTEVISIVA e MEDIART

Alla scoperta delle meraviglie della pittura iconografica

A Siena domenica 28 gennaio l’Associazione Archesofica di Siena in collaborazione con il gruppo di artisti di “Icona in arte” organizza un singolare appuntamento che per un’intera giornata invita appassionati e curiosi a scoprire questa originale tecnica figurativa.

A partire dalle ore 10.00, nella sede espositiva di via Cecco Angiolieri, 13 a Siena, ad ingresso gratuito saranno in mostra 15 tavole iconografiche di varia grandezza e formato realizzate seguendo il modello tradizionale su tavola con foglia oro zecchino.

Alle ore 17.30 invece prenderà il via la conferenza di Silvia Gasparrini, docente di pittura iconografica e artista, durante la quale partendo dalla storia e dalla tradizione iconografica russa si indagheranno i principi che la distinguono da ogni altra forma di espressione artistica e mostrano le soluzioni tecniche spesso rivoluzionarie che nei secoli sono state messi a punto dai pittori iconografici per cercare di liberare e di liberarsi da un profondo senso di inquietudine.

Le opere in mostra a Siena sono frutto del lavoro di un gruppo di artisti che da tempo si dedicano allo studio e alla ricerca dell’arte iconografica tradizionale. Un progetto internazionale di divulgazione che coinvolge diversi paesi come Italia, Austria, Romania, Grecia, Portogallo e Germania.

L’ingresso alla mostra e alla conferenza è libero. Durante l’intera giornata sarà messo a disposizione dei visitatori materiale divulgativo inerente alla tradizione iconografica

“The Secret Garden”: mostra collettiva ispirata al celebre romanzo

Il “Giardino Segreto” è il romanzo di Frances Hodgson Burnett, segue le avventure di una bambina di dieci anni rimasta orfana, e di suo cugino Colin, che ha perso la madre e si crede malato, racconta il lungo e difficile processo di guarigione dei piccoli protagonisti, una guarigione che avviene, magicamente, grazie alle cure da essi fornite a un giardino segreto e proibito.

RvB Arts presenta per il 2018 la mostra collettiva: The Secret Garden. L’esposizione prende spunto dal famoso classico inglese della letteratura per l’infanzia.

“Le opere vanno dalla pittura, alla scultura, al disegno, al collage, alla fotografia, gli artisti coinvolti si confrontano liberamente con il tema. Alcuni offrono un’interpretazione esplicita rivolta al romanzo, e altri, invece, esplorano il senso metaforico prendendo spunto dal titolo del libro per indagare un personale immaginario segreto e privato”.

Arianna Matta – Awaiting the Return. Olio su tela

Creata da Michele von Büren, RvB Arts promuove l’Accessible Art. Scova talenti emergenti e organizza mostre ed eventi con lo scopo di far conoscere l’arte contemporanea in maniera divertente ed informale, rendendola anche ‘abbordabile’ da un punto di vista economico.

Opere diEvita Andújar, Leonardo Blanco, Lorenzo Bruschini, Lucianella Cafagna, Alessandra Carloni, Chiara Caselli, Sonia Cipollari, Fantini Andrea Gallo, Simona Gasperini, Ida Harm, Vittorio Iavazzo, Fabio Imperiale, Arianna Matta, Kristina Milakovic, Chiara Passigli, Claire Piredda, Vera Rossi, Giulia Spernazza

Alessandra Carloni – La chiave segreta. Oio su tela

Vernissage e cocktail: giovedì 25 gennaio 2018 – dalle 18:00 alle 22:00
RvB Arts – Via delle Zoccolette 28, 00186 Roma
Antiquariato Valligiano – Via Giulia 193, 00186 Roma

24 ore su 24. Mangiano, dormono e dipingono Van Gogh

Un video pubblicato sul Corriere Tv racconta “la vita massacrante dei disegnatori cinesi che disegnano a torso nudo per il caldo e dormono in fabbrica nel documentario – Alla ricerca di Van Gogh”…

Guardate il video di Corriere TV

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Fonte: Corriere della Sera Video

“Due figure in controluce che si tengono in una presa forte”. L’abbraccio dell’arte al sisma

Chi ascolta la parola “Container” e vive in una zona colpita duramente dal terremoto sa di che cosa si sta parlando. La conoscono bene le popolazioni del sisma, descrive un contenitore, spesso di cose ma a volte, come in questi casi, di storie e di vite che avendo perso tutto si apprestano a ricominciare. “Container” è anche il titolo di un video documentario girato nell’anno 2017 dal regista Angelo Paoletti con la collaborazione di Simone Paglialunga a Pieve Torina, comune del maceratese colpito dal sisma che si è ritrovato con “il 93% del patrimonio edilizio inagibile e alcune frazioni quasi interamente crollate”. Il progetto video racconta il terremoto partendo da una significativa esperienza d’arte voluta dal comune attraverso un bando che è stato vinto dalla realtà civitanovese Anime di Strada.

Il bando “aveva come tema la rinascita e chiedeva di fare interventi di street art su dei container adibiti ad attività commerciali” specificano i responsabili di Anime di Strada, organizzazione che attua azioni di arte urbana (pittura, serigrafia, illustrazione, design grafico). “Sono azioni di riqualificazione e riappropriazione – spiegano – che portano colore e arte in luoghi storicamente meno interessati dalle politiche di intervento pubblico”. Una volta vinto il bando, la scelta degli artisti è caduta su chi aveva uno spirito affine ai proposti richiesti. Sono stati coinvolti Koz Dos, venezuelani che già avevano realizzato un’opera di 18 metri a Civitanova Marche (MC) e Morden Gore, artista marchigiano.

“Ha cominciato a piovere, c’era un temporale fortissimo, erano verso le nove. È andata via la luce”. È la voce di Anna Rita del comune di Pieve Torina ad aprire il documentario. “Il tempo di uscire dal comune e sentire che delle cose crollavano all’interno… – racconta -. Sono caduta perché non si riusciva a mettere un piede davanti all’altro, non riuscivo ad alzarmi, ho perso gli occhiali. Come se si fosse fermato il tempo”. “Dopo, la situazione è stata veramente drammatica” sottolinea. Ma il tempo non si ferma e occorre riorganizzarsi. Il sindaco, spiega Anna Rita, fin dall’inizio è stato sensibile a quello che definiva “il popolo della partita iva” quello che “da un momento all’altro non aveva più nulla, non aveva di che andare avanti” e attraverso un piccolo aiuto da parte della regione è stata designata un’area dove realizzare un centro per il commercio. È venuta poi l’idea di decorare con delle opere d’arte i container utilizzati. È stato quindi proposto un bando nazionale, un’idea molto apprezzata.

L’opera di Koz Dos

Koz Dos ha iniziato a dipingere facendo graffiti a Caracas, la sua città. Lavora molto con lo spazio “è lui che ti dice che colore usare che composizione fare, quali sono le cose che funzionano” dichiara nel video. “Tutto quello che uno fa, ti viene bene o ti viene male, ti lascerà sempre un insegnamento”, mentre ringrazia per avergli “aperto le porte di casa” sottolinea l’importanza di un progetto come questo “l’arte può aiutare la gente a vivere meglio, o può aiutarla a rinascere”.  

Morden Gore dipinge da venti anni “fino a sei sette anni, facevo graffiti, in particolare 3d, poi sono passato al figurativo, sentendo una spinta a voler dire qualcosa oltre che lasciare il segno”. Parlando dei container dipinti Gore riferisce che nella parete quadrata ha rappresentato una montagna con due figure in controluce che si tengono in una presa forte, la parte lunga è invece come uno zoom di quell’abbraccio, di quella stretta fra due persone, “cicatrizzata dall’oro” che, specifica Gore, “riprende un po’ l’antica filosofia giapponese del kintsugi, che letteralmente vuol dire riparare con l’oro”. Una tecnica che evidenzia le linee di frattura e impreziosisce l’opera attraverso le sue “cicatrici”. Una metafora, attraverso cui l’antica arte giapponese abbraccia le ferite, fino a valorizzarle, quasi a farle divenire bellezza da esporre.

L’opera di Morden Gore

“L’arte è una parola gigantesca – conclude l’artista – è chiaro che in questo momento, in questa situazione per le persone del posto è difficile parlare di arte, chiaramente sono più le cose concrete ad essere importanti, ma può essere un veicolo per portare l’attenzione su questi argomenti a chi è al di fuori”. “Bisogna che si riorganizzi una realtà, una realtà alternativa che sia anche riconoscibile e anche gradevole. aggiunge nel video Anna Rita -. Noi abbiamo dei vuoti e dobbiamo riempirli di contenuti. Il contenuto dà quella serenità”. “Siamo qui, rimarremo qui, continueremo a lavorare per questo”, ribadisce con convinzione. (slup)

(Fonte: Redattore sociale)

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MAUA: il museo a cielo aperto di “arte urbana aumentata”

Fuori dal centro di Milano nasce il  Museo di Arte Urbana Aumentata (MAUA) una galleria a cielo aperto che consta di oltre 50 opere di street art animate con altrettanti contenuti virtuali fruibili attraverso la realtà aumentata. Il MAUA nasce grazie al Bando alle Periferie finanziato dal Comune di Milano, con il quale sono stati selezionati e finanziati, tra oltre 150 proposte pervenute, 14 progetti culturali . Le opere del Museo di arte urbana aumentata “sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città”.

50 giovani animation designer hanno poi elaborato le immagini durante un workshop di realtà aumentata e prodotto 50 contenuti digitali inediti che oggi animano le opere selezionate.

Le opere del MAUA sono fruibili consultando la mappa, sull’app Bepart o ancora sul catalogo cartaceo in distribuzione gratuita presso BASE Milano.

Il progetto è stato condotto e gestito da un largo partenariato comprendente la cooperativa sociale Bepart (capofila), il centro per la cultura e la creatività BASE Milano, la casa editrice Terre di Mezzo, la scuola di fotografia Bauer, il laboratorio di design PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini.

MAUA – Milano Città Aumentata