Category: ARTEVISIVA e MEDIART

Gianni, il custode del vallone

“La vita è la cosa più vulnerabile in assoluto…” inizia così il suo racconto Gianni Menichetti, il custode del Vallone Porto di Positano. Poeta, artista e attivista, Menichetti da 40 anni vive in un angolo di paradiso della costiera amalfitana, dal 1997 Patrimonio mondiale dell’Umanità.  Un rifugio, che si perde nel verde tra profumi e colori. La cascina dove abita,  priva di acqua corrente, elettricità e riscaldamento e circondata da animali e da una rigogliosa e selvaggia natura, fu data in concessione dal comune negli anni ’50, all’artista australiana Vali Myers (scomparsa nel 2003), suo grande amore “come ho amato lei, adesso amo questa valle, più della mia stessa vita”.  Il comune di Positano vuole “riqualificare” la zona e Gianni Menichetti supportato dal WWF è in prima linea in una battaglia contro le istituzioni per salvaguardare l’area e le specie protette che sarebbero a rischio. “i progetti che abbiamo fermato- dice il custode – sarebbero l’inizio della fine…”.  Il documentario di Brunella Di Martino è stato presentato e selezionatao nell’edizione 2010 del Premio L’anello debole della Comunità di Capodarco.

W l’Arte: la parola ai più piccoli

...art attack in garage!...

“Io dell’Arte ho bisogno, perché è bella, fantasiosa e non ti lascia mai. Lì puoi esprimere le tue emozioni e le tue opinioni quando vuoi. L’Arte mi piace, ma devi metterci la tua anima e la tua volontà. Nei momenti in cui sono triste disegno di più perché mi sfogo. A me più che fare i soliti disegni mi piace arricchirli con cose vere ma ognuno ha il suo giudizio. Io vi dico non fate i disegni tanto per fare, ma metteteci la testa. Solo così diventerà un’opera d’Arte.” Nicole,  10 anni

ArtEmporio: spazio pubblico di artisti

Una galleria pubblicitaria per artisti e artigiani contemporanei

“Molti artisti lavorano del tutto isolati, staccati dalla realtà di altri che amano esprimere la propria creatività con mezzi più o meno simili, anche se in modi del tutto personali. Crediamo che questa situazione di isolamento non toglie sicuramente nulla al personale corredo di abilità, ma se ci uniamo agli altri, avendo il vantaggio della collaborazione, possiamo compiere cose ben più grandi e più utili alla crescita di ciascuno e dell’arte in generale: lo stesso spirito che può creare l’originalità di un individuo, può plasmare nuova originalità per un gruppo che condivide un identico fine”

Art Emporio è una comunità che accoglie in sé artisti, artigiani e persone interessate al vasto mondo dell’arte. L’obiettivo del sito è finalizzato a ravvivare l’interesse nei confronti di quei lavori artigianali che stanno scomparendo, di quelli che stanno nascendo e del vasto mondo dell’arte; si propone che ogni membro possa ritornare a godere semplicemente e liberamente del piacere di fare e di condividere quell’intimità intellettuale suscitata dalla contemplazione di ogni opera umana per dare vita ad un ambiente amichevole di scambi nello spirito delle antiche botteghe, dove poter esprimere la tecnica, il gusto, l’anelo e il piacere di ciascuno, creando una catena di cui ognuno sarà un tenace anello di ferro e un seme che renderà forte e produttiva l’associazione.

Art Emporio crede che il piacere della collaborazione e dello scambio può  essere qualcosa di “contagioso” che permette alle idee, alle forme, alle atmosfere, di passare da persona in persona per trasmettere a ciascuno “l’amore per la creatività”.

Per mettiti in “mostra”: comunità ArtEmporio 

Guatelli tra arte e ricordi

Un museo dall’estremo ieri all’estremo domani

di Sabrina Lupacchini

 “Oramai io, che sono entrato in comunione con loro, sento che parlano. A forza di starci insieme agli oggetti, a forza di sentire la loro storia, a forza di sentire la gente che ne parlava, senti che non erano soltanto oggetti ma erano una parte dell’uomo. E’ come se fosse la gente che li ha usati a stare con me, io sono con loro, li sento parlare…”

Tra le tante definizioni che usava per descrivere la raccolta a lui intitolata, Ettore Guatelli ricorreva spesso a quella di “museo dell’ovvio” oppure di “museo del quotidiano”. Martelli, pinze, pale, forbici, botti, pestarole rivestono le pareti seguendo semplici motivi geometrici, riempiono i mobili e le mensole del Museo Guatelli  a Ozzano Taro Collecchio (PR), creando un effetto scenografico carico di suggestioni visive e capace di evocare, attraverso un linguaggio museografico inedito e svincolato da intenti realistici, gesti quotidiani di vita contadina.

Gli oltre 60 mila oggetti custoditi nel museo testimoniano la storia comune di uomini e donne “dell’età del pane”, quando il lavoro nei campi sostanziava di sé il profondo legame dell’uomo con la vita.

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Gamba trista

Gamba trista

Gamba trista di Francesco Filippi (Studio Mistral) vince la sezione Corti di Fiction del Premio L’anello debole edizione 2011 della Comunità di Capodarco: un’opera di animazione che racconta in modo divertente, senza retorica o pietismi, la storia di un ragazzo nato con le gambe molli.  Gamba Trista ha gambe molli e i suoi compagni di scuola lo annodano dappertutto. Lui sopporta e ci scherza su, ma gli piange il cuore quando Rose, la bambina che gli piace, scappa via terrorizzata ogni volta che lo vede annodato. Un giovane disabile dalle gambe molli ma dalle braccia talmente forti che riesce a volare.

 

 

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