Category: Disabilità

“Bellezza: un’illusione della realtà? Tre laboratori con maestri d’arte ceramisti de Ceod

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Complementare al progetto “Tra realtà e Illusione” dell’Associazione Zona Franca i laboratori di ceramica artistico-creativi “Bellezza: un’illusione della realtà?” saranno guidati da persone con disabilità esperte nella lavorazione e decorazione della ceramica utenti del Centro educativo occupazionale diurno “Ceod – Il Grappolo”,  maestri d’arte ceramisti che affiancheranno le attività che vedono come destinatario della formazione il Comitato creativo di Zona Franca. Tre incontri: il 25 febbraio, il 4 e 11 marzo 2017, presso  Malintrada di Motta di Livenza (Cooperativa Madonna dei miracoli).

“Mantenendo il focus sul tema Bellezza, il gruppo manipolerà la creta e successivamente la decorerà. La bellezza sarà sviluppata attraverso i filtri del senso di Realtà e Illusione che suscitato nei partecipanti. Trattandosi di un concetto relativo e mutevole, intravedibile nell’atto di riconoscimento delle diversità che rendono uniche le cose, le creature della natura, le persone”. L’opera ultimata verrà esposta a ottobre 2017 presso Palazzo Giacomini in occasione dell’evento culturale conclusivo della rassegna “Tra realtà e illusione”.

 

 

sabrina lupacchini/slup

Ragazzi ebrei, musulmani e disabili, suonare insieme e sognare la pace

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Foto: Ukuleles for Peace

Non esiste altra via al di fuori della pace, sono le parole di Paul Moore, musicista inglese residente in Israele e fondatore di “Ukuleles for Peace” il progetto non profit nato a Gerusalemme dedicato a promuovere la convivenza tra bambini e bambine di origine ebraica e palestinese e le loro famiglie. Quello di Moore è un unico grande sogno: fare della musica un potente strumento di pace e costruire attraverso di essa, ponti di incontro e amicizia per influenzare un cambiamento sociale. L’idea d’arte collaborativa nasce dall’amore di Moore per l’ukulele, un piccolo strumento a quattro corde che ha la forma di una chitarra in miniatura e dalla sua esperienza di lavoro con i minori. Inizialmente nel progetto sono state coinvolte due scuole pilota, la El Najach School in Tira e la Democratic School in Hod Hasharon, ma poi Moore, ha contagiato con la sua vitalità anche l’Italia, coinvolgendo i ragazzi del Centro diurno socio riabilitativo “Arcobaleno” di Borgotaro in provincia di Parma.

“Per molto tempo siamo stati a guardare” racconta Paul Moore in una lettera in cui spiega il progetto, poi “ci siamo chiesti, come possiamo contribuire a un cambiamento di clima? Come possiamo rompere la diffidenza tra le società, e come possiamo, da semplici cittadini, creare maggiori opportunità per  ebrei ed arabi di incontrarsi ed essere coinvolti l’uno nella vita quotidiana dell’altro?”. “Dovremmo credere che all’improvviso i nostri sforzi per coesistere vengano spazzati via e la nostra opera logorata dalle nostre identità? Se non iniziamo a prestare più attenzione, la nostra umanità rischia di frammentarsi ancora di più dentro il gioco delle accuse su chi ha ragione e chi ha torto” continua Moore. “Noi di Ukuleles for Peace, insieme ad altri gruppi, non vogliamo la guerra. Questo è il motivo per cui continuiamo a lavorare, a camminare verso la pace insieme ai nostri bambini, nella speranza che crescano senza paura né odio reciproco”. A Gerusalemme gli alunni di entrambe le scuole suonano l’ukulele, il kazoo e altri strumenti di divertimento e le loro famiglie si incontrano nelle occasioni di viaggio e nelle varie attività sociali. Moore lavora con gli studenti delle due scuole una volta alla settimana, poi li riunisce in un’unica orchestra per farli esibire. I bambini cantano in ebraico, arabo e inglese: “la speranza è che giocando insieme si creino ulteriori opportunità per le attività comuni e che genitori e membri delle comunità vengano coinvolti nel programma”.

In Italia, quella tra il Centro Arcobaleno di Borgotaro e Paul Moore “è un’amicizia che viene da lontano e una storia molto bella”. A definirla così è il dr. Mauro Bernardi, volontario all’interno della struttura, “Paul Moore è un grande esecutore all’ukulele – spiega – alcuni anni fa, essendo ospite al ‘Meeting internazionale della chitarra acustica di Sarzana’ ne ha approfittato per fare un salto a Borgotaro e salire a Tiedoli dove è nata la nonna che lui chiama la ‘me nuneina piceina’. Si è innamorato della nostra valle”. “Inglese di nascita, attualmente Paul vive in Israele dove ha fondato una scuola in cui ragazzi e ragazze di origine ebraica e palestinese, imparano i segreti dell’ukulele – continua Bernardi – suonano e cantano insieme dando testimonianza di convivenza e di amicizia. E’ davvero un uomo di buona volontà che ha fatto della musica uno strumento di pace e dialogo”.

Quando arriva al Borgo, il primo incontro è con le persone del Centro alle quali “dona le magie del suo strumento e della sua splendida voce”. L’ukulele, chiarisce il volontario, “ha una sonorità particolare, molto brillante e cristallina, si presta molto bene ad accompagnare ogni genere di canzone, inoltre è uno strumento facile e divertente da suonare, si adatta alle varie capacità dei ragazzi. Mi sembra una strada molto buona per arricchire le loro personalità e i loro talenti”. Nell’estate del 2016 è arrivata all’Arcobaleno una grossa scatola contenente cinque ukulele donati da Paul, è così che è cominciata l’avventura ed è nata l’idea di formare una piccola orchestra con i ragazzi, che sono entrati nel cuore del progetto Ukulele for Peace. La musica è mistero e…miracolo” conclude Bernardi.

L’opera di Paul Moore è principalmente volontaria ma per mantenere vivo il programma c’è bisogno di trovare finanziamenti e donazioni. L’obiettivo è quello di creare orchestre in diverse comunità, allargare il cerchio per permettere ai bambini e ai genitori di fare amicizia tra di loro “contribuendo a creare una società migliore, pacifica e più felice”. Inoltre, si vuole fare in modo che a nessun bambino per ragioni economiche, possa esser impedito di giocare con un ukulele perché non può permettersene uno. Anche se si tratta di uno strumento relativamente economico, ci sono famiglie che non possono acquistarlo. Per saperne di più si può visitare il sito Ukuleles for Peace. “Aspetto il giorno in cui potrà esserci una partita di calcio fra Israele e Palestina, dove all’entrata nessuno si preoccuperà di bombe, pistole o coltelli, con un pubblico intento a godersi l’amichevole rivalità agonistica, pronto ad applaudire le gesta di ciascuna fazione. E alla fine chi uscirà sconfitto, potrà tornare a casa serenamente, in pace. Amici miei, io dico che la coesistenza è l’unica via”. (sabrina lupacchini/slup)

Fonte: Redattore sociale 

NEL SILENZIO BASTA UN SEGNO: risate accessibili ad un pubblico di non udenti e udenti

14-nel-silenzioSabato 14 gennaio ore 21 | teatro del Lido di Ostia, una serata di Cabaret al femminile, per ridere insieme oltre la barriera della comunicazione. Giuditta Cambieri propone NEL SILENZIO BASTA UN SEGNO risate accessibili al 100% per non udenti e udenti. Insieme con Giuditta Cambieri e Mally Mieli e con Nicla Gabriello e Tiziana De Chiara (interpreti LIS), incursioni in scena di allievi del laboratorio teatrale Teatro oltre la barriera del suono: Lorenzo Frulloni, Alice Giordano, Federica Lista, Elena Paganin, Giorgia Cirelli, Valentina Modesti, Edoardo Galassi, Emanuela Arma

Con il suo cabaret divertente e irriverente, Giuditta Cambieri… cambia-ieri, cambia-oggi… spera di continuare a cambiare anche domani, senza smettere mai di sognare e dunque cercare la “felicità”. Coinvolge in questa ricerca anche la sua amica Mally. Sono due amiche molto diverse: una giovane e l’altra cinquantenne, una romantica sognatrice e l’altra smaliziata realista, una sorda e l’altra udente. Ma l’essere donne, le rende profondamente simili e complici nell’eterna ricerca della felicità. Ma la felicità, si sa, è sfuggente. E nell’inseguirla e scovarla si ritrovano a fare “ragionamenti circolari” paradossali e iperbolici sull’amore, monologhi provocatori e ironici sulla quotidianità, il mondo del lavoro, i figli, sull’età che avanza, e sugli uomini che non cambiano mai. E poi, si domanderanno…ma se è vero che esiste il punto G… Che è un punto che può dare la pura felicità, allora sto Punto: Dov’è?… Chi l’ha visto? Se tutti dicono che “C’è, ma non si vede”. Significa che per trovarlo basta aver fede nella “sua” esistenza? E…perché si chiama Punto G?… forse perché lo trovi alla GS? E se riesci a raccoglierne 5 000 di questi punti, ti regalano una lavatrice?

 Giuditta Cambieri da diversi anni porta in scena un cabaret particolare, un cabaret ‘diversamente comico’ che supera la barriera della comunicazione tra sordi e udenti. Utilizzando diverse lingue contemporaneamente, l’italiano parlato, la LIS (lingua dei segni italiana) e il linguaggio del corpo, fa arrivare le sue riflessioni comiche ad un pubblico di sordi ed udenti assieme. I suoi spettacoli sono occasione d’incontro tra due mondi diversi, quello dei sordi e degli udenti, che vivono però in un unico mondo. Questo! Che ultimamente pare non goda tanto di ottima salute. Stessi problemi, stesse paure, stesse speranze. L’integrazione tra le diversità comincia proprio nel momento in cui riconosciamo la similitudine con l’altro e magari insieme riusciamo pure a riderne!

TEATRO DEL LIDO DI OSTIA
Via delle Sirene, 22 – Ostia
Info e prenotazioni Tel. 060608 – 06.5646962, promozione@teatrodellido.it
www.teatrodellido.it  –  Libra Esva ha rilevato un possibile tentativo di phishing da “www.casadeiteatri.roma.it” www.teatriincomune.it

“Disabili Abili Fest 2017” per rompere barriere mentali, fisiche e architettoniche

disabiliabili_fest_2017_-01Canti, suoni o balli? Partecipa al Disabili Abili Fest 2017, che si terrà a Firenze a Maggio 2017, un evento per abbattere le barriere mentali, fisiche e architettoniche.

L’edizione del 2017 a differenza di quella di quest’anno sarà dedicata alla musica e alla danza quindi si cercano cantanti e ballerini con disabilità da far partecipare al festival. Band, solisti, strumentisti, cantautori, interpreti e chiunque faccia musica, di qualunque genere con qualsiasi strumento. Danza classica, moderna o altro, per noi non ha importanza: se siete talentuosi danzatori questa è la vostra occasione!

“La prima edizione del Disabili Abili Fest – spiegano gli organizzatori – ci ha portato a conoscenza di tante persone che hanno talenti, ma che per colpa delle barriere non riescono a farsi sentire o a sviluppare un percorso che gli permetta di trovare una strada per inseguire i loro sogno. disabiliabili_fest_2017_-02Abbiamo conosciuto Cris Brave, un rapper di 19 anni, con tetraparesi spastica, che scrive le proprie musiche, canta e improvvisa con sessioni di free style. Carisma, passione, creatività, sensibilità e talento sono solo alcune parole che possiamo usare per descriverlo. Ha la voglia di conquistare il mondo ma le barriere che si creano per via alla sua disabilità sembrano non lasciare spazio per la sua carriera. Era con noi anche Lulu Rimmel. Una cantante professionista che con la sua voce è capace di conquistare l’inconquistabile. Per noi Lulu è stata fonte di ispirazione. La sua musica, il suo canto, il suo sorriso hanno scatenato emozioni nascosti dentro di noi, perchè lei ci sa fare. Proprio per questo abbiamo il piacere di annunciare che nel 2017 all’interno del Disabili Abili Fest ci sarà la prima edizione di un festival di talenti per persone con disabilità! Una giornata per rompere le barriere attraverso la musica, lo sport, l’arte e l’informazione”. Per partecipare al festival cliccate qui! Ci si può candidare entro il 1° marzo 2017.

 

(sabrina lupacchini/slup)

#VadoalMuseo e ve lo racconto a fumetti. Progetto per ragazzi con disabilità

Disegno di Andrea Zoli

Disegno di Andrea Zoli

Partita il 17 ottobre2016 la campagna di crowdfunding lanciata dalla Fondazione Dopo di Noi Bologna onlus per raccogliere fondi a sostegno del progetto Vado al Museo e, in particolare, per sostenere le spese relative alla pubblicazione di una guida a fumetti di cinque musei del Sistema Museale d’Ateneo di Bologna(SMA) realizzata da ragazzi con disabilità.

Vado al Museo è un progetto rivolto a ragazzi con disabilità intellettiva, ideato e curato da Paola Bartoli per la stessa Fondazione, e ha preso il via proprio sabato scorso con la visita di un gruppo di 11 ragazzi al Museo di Palazzo Poggi.

Un percorso innovativo per incoraggiare l’acquisizione di autonomie e stimolare la gestione del tempo libero, per farne una dimensione ordinaria, ma non banale della vita delle persone con disabilità: un tempo di autonomia di cui cultura e creatività diventano il motore.

Un gruppo di ragazzi è protagonista di percorsi di visita pianificati ad hoc presso alcuni musei del Sistema Museale d’Ateneo, che ha accolto la proposta di collaborazione della Fondazione Dopo di Noi, mettendo a disposizione del progetto spazi e insegnanti.

2-fotoI ragazzi potranno poi elaborare in maniera creativa le esperienze fatte, attraverso la realizzazione di una guida a fumetti che li porterà a lavorare a fianco di disegnatori professionisti coordinati da Associazione Mirada di Ravenna.

Ad accompagnare la visita al Museo di Palazzo Poggi è stato il disegnatore Andrea Zoli che, cogliendo anche i suggerimenti e gli spunti offerti dai ragazzi, ha elaborato alcuni schizzi dal vivo. Nei prossimi mesi, i disegnatori lavoreranno poi a fianco delle persone con disabilità che saranno protagoniste delle storie realizzate.

Ogni museo visitato, sarà quindi raccontato attraverso una storia a fumetti.

Tutte le storie realizzate formeranno una singolare Guida dei Musei a fumetti, uno strumento per condividere le scoperte dei ragazzi e offrire ad altri uno speciale punto di vista, con l’obiettivo di incuriosire e agevolare l’accesso di altri ragazzi con disabilità ai contesti museali di Bologna, rendendoli luoghi di possibile conquista di esperienze, opportunità e aggregazione.

Per poter realizzare la guida a fumetti, Fondazione Dopo di Noi Bologna ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma di GINGER, con l’obiettivo di raccogliere 3.000 euro per sostenere le relative spese. Sul sito www.ideaginger.it è possibile sostenere con un’offerta il progetto Vado al museo! E ve lo racconto a fumetti! #VADOALMUSE.