Category: Minori

“Danzocolcuore per farti felice” spettacolo in favore dei bambini malati di cancro

Foto Teatro_bDanzocolcuore per farti felice” (direzione e regia di Walter Panzetti e scenografie di Tiziano dell’Acqua), è un evento benefico che si pone l’obiettivo di raccogliere fondi in favore dei bambini e adolescenti malati di cancro e le loro famiglie. 

Durante la serata (11 giugno a Milano), presentata da Paola Rota, sarà allestito uno stand per sostenere il Programma internazionale per l’oncologia pediatrica (Piop),  attivo in Ucraina, Marocco, Costa d’Avorio, India, Uganda e Italia. Soleterre tramite il Piop fornisce cure e sostegno a oltre 8.000 bambini malati.

Lo spettacolo di fine anno accademico è organizzato dalla scuola di danza Danzacolcuore in collaborazione con l’Organizzazione Umanitaria Soleterre – Strategie di Pace.

Dove: Teatro Barclays Nazionale di Milano (Via Giordano Rota, 1 – ore 19.45 – ingresso platea 14 euro, balconata 12 euro). È possibile prenotare i biglietti scrivendo all’indirizzo danzacolcuore@danzacolcuore.com o contattando lo 02 48751107.

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“Lo yoga e i bambini”: l’esperienza di una ricercatrice ed insegnante

Roberta Tommasini racconta la sua esperienza di ricercatrice ed insegnate di yoga

IMG_20160216_101142Roberta Tomassini vive tra le colline del fermano, nelle Marche e da quasi 20 si occupa e studia discipline che mirano al raggiungimento dell’equilibrio psicofisico e spirituale dell’essere umano. Il suo incontro con lo yoga è stato un incontro profondo, come lei stessa dice: “ La mia ricerca è partita da una profonda crisi d’identità, non mi riconoscevo con quello che provavo e facevo, non capivo il perché di certe ansie e non sentivo vera la mia strada. Il mio intuito mi ha portata a cercare subito lo Yoga nonostante non conoscessi nulla di ciò, ma dentro di me sentivo che mi avrebbe aperto un mondo…Così è stato”. Dopo il diploma d’insegnante nel 2010 ha cominciato ad insegnare agli adulti e dal 2014 ha iniziato a lavorare con le scuole elementari. Roberta è una ricercatrice poliedrica, tra le sue pratiche annovera: Reiki , cristalloterapia, tecniche vibrazionali di Baba Bedi, thetha healing, meditazione merkabah e yoga sciamanico. La sua ricerca l’ha condotta fino in Perù, terra che ama e visita spesso: “il Perù ha unificato tutte le mie ricerche donandomi la semplice saggezza degli antichi insegnamenti e permettendomi di integrare la mia vita di tutti i giorni con la mia vita spirituale”. Di seguito la sua esperienza con i bambini e lo yoga, attività nella quale crede moltissimo proprio per il grande valore educativo che tale pratica porta in sé.

IMG_20160112_113612Roberta vuoi parlarci della tua esperienza d’insegnamento dello yoga con i bambini della scuola elementare di Monte Urano, classi terze e quarte elementari?
L’esperienza è stata articolata in 8 incontri a cadenza settimanale ed è stata incentrata sul lavoro con i 4 elementi: la terra, l’acqua, l’aria e il fuoco. L’intento principale è stato quello di sensibilizzare gli alunni nel sentire cosa sono in profondità, nel riconoscere le proprie tensioni fisiche e scioglierle con dolcezza e delicatezza, nell’imparare a respirare per gestire la loro energia e trasformare le ansie quotidiane, che già a questa età iniziano a presentarsi, in energia creativa, nel comprendere che sono molto di più di quello che credono, che sono corpo, emozioni, pensieri e spirito, che sono delle Luci e devono risplendere nella loro unica bellezza. Lavorando con gli elementi, li ho aiutati e veicolati nel comprenderne la diversità e la loro importanza fondamentale per gli esseri umani e li ho portati a confrontarsi con gli elementi e ad identificarsi strettamente con le caratteristiche insite in ognuno di loro. E’ stato un lavoro sul corpo, sul respiro e sulla sensibilità psichica, un lavoro col suono e col silenzio. I bambini di oggi fanno un enorme difficoltà a stare fermi e soprattutto a stare in silenzio perché sono sovrastimolati e ipereccitati, ho notato una generale scarsa attenzione quando ci si approccia a loro in maniera asettica e descrittiva e al contrario un’attenzione profonda quando si trovano stimolati con immagini ed esempi concreti ed esperienze dirette. Così le esperienze che ho cercato di indurli a fare sono state esperienze vissute nel loro corpo, nel loro sentire come essere unici, usando la visualizzazione e la meditazione guidata e in molti di loro ho visto davvero una bella apertura e profondità.

IMG_20160218_120414Secondo te l’insegnamento dello yoga ai bimbi che significato può avere, possiamo dire che ha un valore sociale?
Io credo che l’insegnamento dello yoga abbia un alto valore sociale in quanto la crescita di un individuo basata sul rispetto dell’altro, in quanto parte di una creazione unica, sia il fondamento per creare un mondo armonioso e pacifico. La prima cosa da insegnare ad un bambino è quella di amarsi così com’è, e ad amare, di conseguenza tutto quello che lo circonda, sia esso un essere umano, animale, vegetale o minerale. Per fare questo un bimbo deve vivere questa armonia e questa pace e sapere che può trovarla dentro di sé.

Quanto tempo è durato il laboratorio? Hai/avete notato dei cambiamenti nei bimbi e/o nella classe dopo l’inizio della disciplina?
Il laboratorio si è articolato in 8 incontri a cadenza settimanale. I bambini alla fine della lezione risultavano molto più silenziosi e attenti. Dopo 8 settimane mi hanno confessato loro stessi di sentirsi molto più tranquilli e rilassati, da parte mia ho notato una maggiore profondità nell’avvicinarsi alla pratica.

IMG_20160119_112933Credi che lo yoga abbia un potenziale importante nell’educazione dei bambini?
Credo che sia fondamentale, come lo è anche per gli adulti. Per quanto riguarda i bambini credo che loro siano ancora più aperti e puri degli adulti, in un certo senso meno contaminati, per questo è più semplice entrare in contatto con le diverse parti del loro essere. Essendo più sinceri e puri riescono a raggiungere prima la verità che risiede dentro di loro.

Com’è stata accolta la tua proposta all’istituzione?
In realtà mi hanno cercata. Una maestra elementare mi ha proposto questo progetto che io ho accolto con molto piacere.

Come definisci la pratica dello yoga?
Definisco la pratica dello yoga come illuminante, riequilibrante e un potente rimedio contro la chiusura e l’ignoranza umana. (Roberta Fonsato)

“Pistole che sparano caramelle” il fotoreportage di Veronica Croccia sui bambini rifugiati siriani

"I bambini rifugiati siriani in Giordania". Accampamento informale (ITSs). Foto: Veronica Croccia

“I bambini rifugiati siriani in Giordania”. Accampamento informale (ITSs). Foto: Veronica Croccia

La guerra in Siria si è distinta per il triste primato della “più grave crisi umanitaria del nostro tempo” a marzo 2015 è entrata nel suo quarto anno, senza apparenti prospettive di miglioramento. Più di 4 milioni di persone hanno abbandonato la loro terraper rifugiarsi nei paesi limitrofi (Turchia, Iraq, Giordania, Libano) i minori e le donne rappresentano circa due terzi dell’intera popolazione di rifugiati siriani, in Giordania ad esempio per il 56 per cento si tratta di bambini.

“Let us make guns shoot candies” (facciamo pistole che sparano caramelle) è il viaggio di Veronica Croccia all’interno degli “accampamenti informali” vicini al confine con la Siria (insediamenti improvvisati simili a delle baraccopoli definiti ITSs-Informal tended settlements) e nel campo profughi di Za’atari in Giordania dove vivono (o sopravvivono) gran parte dei rifugiati siriani, tra cui moltissimi bambini. Sono loro i protagonisti di questo percorso raccontato per immagini. I loro volti ci guardano attraverso gli scatti, sono bambini che hanno “la stessa luce negli occhi di tutti i loro coetanei occidentali, lo stesso diritto a sorridere e lo stesso bisogno di sognare”. .. (slup)

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“Homeward Bound-Sulla strada di casa” un film con i ragazzi dell’Hotel House

Nella periferia sud di Porto Recanati (Mc) c’è un enorme ed isolato condominio in cui convivono quotidianamente oltre 2000 persone provenienti da 40 paesi diversi. È l’Hotel House, grattacielo di 17 piani e di circa 500 appartamenti ad ingresso unico. In questo edificio più del 90% della popolazione residente è di nazionalità straniera, 400 sono i minori.Al suo interno vive un quinto della popolazione del comune maceratese. Conosciuto principalmente per le attività illegali, per le situazioni di violenza e degrado sociale segnalate dalla cronaca “vero e proprio limbo dove è racchiuso un mondo intero”, il palazzo “manifesta segni di una crisi sociale e umana profonda, dovuti alla condizione di abbandono del luogo e dei suoi abitanti”. Negli ultimi anni, sempre più degradato da un punto di vista strutturale “fin quasi all’inagibilità” è stato soggetto, insieme alle persone che vi abitano, a stereotipi e pregiudizi di ogni genere, realtà di rilevo nel panorama europeo, ha attirato l’attenzione su di sé suscitando più volte clamore. Ma l’Hotel House è anche un interessantespazio sociale, “emana una vitalità e varietà di risorse endogene che attendono solo di essere attivate”. La pensa così Giorgio Cingolani, antropologo e regista, che, motivato dalle storie contenute in questo agglomerato multiculturale, microcosmo di esistenze, ha avviato un percorso cinematografico indirizzato agli adolescenti che vivono all’interno della struttura. Un progetto sociale e sperimentale che dopo un anno di incontri e lavoro ha portato alla realizzazione del film “Homeward Bound-Sulla strada di casa”.

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La frammentata ricerca di identità e il “continuo migrare”. Il laboratorio di cinema è stato reso possibile grazie a operatori video, fonici, operatori droni, docenti universitari ecc, che da novembre del 2013 fino al 30 maggio 2014, hanno lavorato gratuitamente al percorso formativo. Oltre ai ragazzi dell’Hotel House, sono stati coinvolti altri giovani italiani e straneri, che, sotto la guida dei professionisti, hanno affinato competenze cinematografiche ed elaborato una serie di racconti legati intimamente alle loro esperienze personali. Le narrazioni nate nel laboratorio hanno dato vita alla trama del film. Nella pellicola, gli adolescenti Naven, Zak, Yasin, Anta, Ferdaus, Shah Zib, Alamin e gli altri coetanei, tra realtà e finzione, rappresentano il loro mondo, raccontano se stessi, confidano i propri pensieri, gli ideali, parlano della difficile e frammentata ricerca di una “identità”. Le vicende, narrate nell’arco di un giorno, si intrecciano senza incrociarsi e il grattacielo spiega il regista “fa da sfondo alle storie, le condiziona e le porta fino alle più drammatiche conseguenze. Le amicizie si perdono nel tempo e nello spazio dell’Hotel House, che sembra estraneo, indifferente. Alla fine di questo giorno uno dei protagonistilascerà casa e amici per partire con la famiglia alla volta di un nuovo paese e cominciare una nuova vita. Una vita che è un continuo migrare”.

l lungometraggio, si legge nella presentazione “è un’opportunità per costruire un prodotto da lanciare sul mercato e dare un’occasione ai ragazzi di proporsi e raccontarsi in una forma artistica loro congeniale” ma soprattutto il fine è quello di farne oggetto di promozione sociale a sostegno di un “cambiamento significativo”. Per i costi di post-produzione e per distribuire la pellicola a livello internazionale è stata lanciata unacampagna di crowfunding,  la specificità di questa raccolta fondi, spiegano i promotori, è che una percentuale (almeno il 30%) delle donazioni ricevute “sarà devoluta alla risoluzione di emergenze strutturali del grattacielo che riguardano la sicurezza e la qualità della vita delle persone in un contesto che ormai appare in stato di avanzato degrado e di pericolo igienico sanitario rilevante”. In più il ricavato sarà condiviso anche con i ragazzi protagonisti del film. (slup)

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MARIA E IL DRAGO. Spettacolo teatrale per bambini e adulti

dragoL’Associazione Culturale Spaziottagoni ospita nuovamente domenica 19 ottobre 2014 alle ore 16, lo spettacolo teatrale “Maria e il drago”, di Aldo Giovannetti, che sarà rappresentato dalla Compagnia “I filodrammatici di Trastevere”, un gruppo di recente costituzione che ha già messo in scena spettacoli per adulti. Francesca Morelli sarà Maria; Monica Mazzei: Maria Nicola; Mara Abruzzese: Rossana; Loredana Germani: la Segretaria; Marco Lucidi: Guardia Giuseppe e Patrizio Pasquinelli: il Drago.  “Maria e il drago” è uno spettacolo per ragazzi, nato molti anni or sono, nello storico Teatro Didattico Il Torchio, creato da Aldo Giovannetti, che s’impose all’attenzione degli insegnanti, degli psicologi e del mondo culturale per la capacità di coinvolgere attivamente il pubblico nell’azione drammatica. Gli spettacoli ideati da Aldo Giovannetti, infatti, hanno bisogno della collaborazione dei giovanissimi spettatori per risolvere i vari problemi che via via emergono nel corso della commedia.

La storia è semplice come una favola: in un paese come qualunque paese reale vive un Drago che non è un Drago, ma un despotico capo che vuole sposare Rossana, una ragazza che non lo ama. Maria, che arriva dal paese dell’antifavola, interviene per dare man forte a Rossana, però, da sola, non potrebbe riuscire nell’impresa, perciò chiede ed ottiene l’aiuto dei sudditi del Drago (cioè gli spettatori) i quali si uniscono a lei per trovare, di volta in volta, le soluzioni. Alla fine il Drago viene smascherato e condannato a riabilitarsi attraverso lo studio e il lavoro. Rossana è quindi libera di operare le sue scelte, come tutti i cittadini non più costretti a sottostare alla volontà di un despota.

 

MARIA E IL DRAGO Spettacolo teatrale per bambini, ragazzi e adulti
Domenica 19 ottobre 2014, ore 16
Spaziottagoni  (via Goffredo Mameli, 700153 Roma-Trastevere)