Category: Migranti

“Questo è il mio nome”: riparte da Firenze lo spettacolo con attori richiedenti asilo e rifugiati

 

 

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

Nelle settimane a seguire repliche a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna. Il percorso è il risultato di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati. Da molti mesi in tour in tutta Italia, ha ricevuto, tra l’altro, il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE), è stato selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2017 e ha ottenuto l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

“Questo è il mio nome”, che si avvale della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi, vede in scena gli attori rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.

L’artista Thaer Maarouf spedisce ai leader mondiali le scarpe dei profughi siriani

Dirty messages” si chiama così il progetto artistico-concettuale dell’artista siriano Thaer Maarouf attraverso il quale vuole abbattere i confini spedendo “messaggi sporchi” a 12 destinatari (i  presidenti di Stati Uniti, Polonia, Francia, Italia, Russia, Egitto, i primi ministri inglese e australiano, il presidente del governo spagnolo e indirizzi random in Ungheria, Grecia e Libano). I “Dirty messages” sono scatole che contengono le scarpe usate da profughi siriani (uomini, donne, bambini) in fuga dalla guerra. Ogni pacco contiene una lettera personale. Un QR code con un link a un video  prova a spiegare cosa significhi fuggire dal proprio paese

Fonte: Redattore sociale

“Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” edizione 2017

La seconda tappa di “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare“, la rassegna che racconta il Mediterraneo come “sperimentale” luogo di relazioni dove le culture e le arti coesistono, dialogano, si intrecciano, si terrà a Settimo Torinese con inaugurazione della mostra,  il 17 giugno alle ore 18 all’Ecomuseo del Freidano.

La rassegna è ricca di eventi: si parte il 14 giugno con il Laboratorio di Fotografia per Stranieri e curiosi, un laboratorio interculturale di esplorazioni urbane aperto a tutti stranieri e cittadini della durata di due giorni intensivi che porterà alla selezione di una serie di lavori realizzati dai partecipanti e alla loro proiezione durante l’inaugurazione.

Anticiperà l’inaugurazione un incontro, aperto a tutti, sulla fotografia di reportage, con Gabriele Micalizzi di Cesura che si terrà sabato 17 giugno alle ore 15,30 all’Ecomuseo del Freidano. Alle ore 18 parte “Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” all’Ecomuseo del Freidano con un percorso espositivo, che si snoda tra stampe e video proiezioni, che mette in mostra i lavori dei fotografi Michele Crameri, Alessandro Gaja, Alessandro Gandolfi, Alessandro Rota, Mara Scampoli, Guido Villani.

La settimana dedicata alla fotografia sul Mediterraneo si concluderà con l’appuntamento della domenica 18 giugno tra le ore 15 e le ore 19 in presenza della curatrice. L’esposizione all’Eco- museo del Freidano, sarà visitabile fino all’8 luglio.

“Mediterraneo: fotografie tra terre e mare” edizione 2017
14 giugno – 8 luglio. 

Settimo Torinese: Ecomuseo del Freidano – Complesso del Mulino Nuovo, via Ariosto, 36/Bis – Complesso del Mulino Nuovo

Organizza:
“Lo Cunto” Associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro

I fotografi:
Mara Scampoli; Alessandro Gaja; Alessandro Gandolfi; Alessandro Rota; Michele Crameri; Gabriele Micalizzi; Guido Villani

 

Danza, musica e cultura senza frontiere: le migrazioni attraverso le arti

Nadeeya GK DanzaCultureMigranti

“Culture Migranti: danza, musica e arte senza frontiere” è il titolo dell’evento dedicato al tema delle migrazioni e all’integrazione attraverso le arti. A presentarlo sono tre istituti culturali europei di Napoli (Institut français, Goethe-Institut e Instituto Cervantes) associati nell’ambito della rete “EUNIC Naples”, insieme alla Cooperativa sociale Dedalus, in collaborazione con Made in Cloister. L’iniziativa sarà inaugurata venerdì 19 maggio alle ore 10 presso la sede di Dedalus (Piazza Enrico de Nicola 46) con una tavola rotonda che proporrà importanti testimonianze provenienti da Francia, Spagna e Germania. Due giorni di appuntamenti, con artisti internazionali e rappresentanti di diverse realtà e cooperative sociali europee, per promuovere e sviluppare uno scambio di esperienze tese a testimoniare e a valorizzare l’integrazione attraverso la cultura e l’arte, in particolare dei giovani.

Dario Alvarez Basso ArteCultureMigranti

L’evento è patrocinato dal Comune di Napoli e dall’Accademia di Belle Arti di Napoli e rientra nel programma di Wine&theCity 2017.

Sabato 20 maggio dalle ore 19, nei suggestivi spazi di Made in Cloister nel chiostro cinquecentesco della Chiesa di Santa Caterina a Formiello (Piazza Enrico de Nicola 46) si terrà la Festa di “Culture Migranti” con gli artisti internazionali invitati dagli Istituti stranieri Darío Alvarez-Basso, Nadeeya GK e Babou Bojang, ognuno portavoce della propria storia ed esperienza d’integrazione culturale, e i 50 giovani (tra i 15 e 20 anni,) partecipanti ai “Workshop” tenuti nei giorni precedenti. Nel corso della serata, si alterneranno le performance di danza, musica e arte realizzate durante i laboratori creativi a cura dei tre artisti con i giovani, migranti e non, di diverse  nazionalità (Italiana, Nigeriana, Ucraina, Algerina, Tunisina, Senegalese, Rumena, Egiziana, Colombiana, Marocchina, Eritrea, Gambiana, Beninese, Bengalese, Bulgara). La Festa di Culture Migranti si concluderà con un brindisi alla cultura, straordinario strumento di integrazione per un nuovo mondo migrante, senza frontiere. Informazioni: Cooperativa sociale Dedalus: 081293390, officinegomitoli@coopdedalus.org

Nadeeya GK DanzaCultureMigranti

 

(sabrina lupacchini/slup)

“Mare nostrum/Tablet of silence” memoriale per le vittime del mare e simbolo di speranza

img_5835-1-2Appuntamento domani mercoledì 23 novembre (ore 17) al Museo dell’Ara Pacis di Roma (ingresso via di Ripetta) con l’installazione TABLE OF SILENCE  memoriale per le vittime del mare e simbolo di speranza. Un invito all’accoglienza e alla tolleranza, di cui è icona la tavola come spazio tradizionale di ospitalità e condivisione spirituale.

Ogni anno The table of silence, istallazione di cento grandi piatti in ceramica bianca decorati a mano dall’artista siciliana Rossella Vasta, si sposta nel mondo per essere allestita, proprio come una vera tavola che invita alla pace e alla condivisione fraterna, nei paesi ospitanti, tra cui, finora, gli Stati Uniti e il Giappone. Quest’anno la Tavola verrà presentata a Roma, con il nome di Mare Internum/Table Of Silence, perché verrà “apparecchiata” sullo sfondo del grande flusso migratorio che attraversa il Mediterraneo.

L’opera è il  risultato della collaborazione tra Rossella Vasta e i maestri d’ascia di Lampedusa Francesco Tuccio e Giuseppe Balestrieri.

La barca è stata realizzata dai maestri d’ascia lampedusani con inserti di legni provenienti dalle imbarcazioni  naufragate sulle coste di Lampedusa e sarà appoggiata su una base di sabbia.

I cento piatti di ceramica, posizionati da Rossella Vasta nella barca e sulla sabbia intorno, sono forgiati con la tecnica del mezzo ingobbio e decorati con un delicato ideogramma realizzato a mano.

Immagini del mare saranno proiettate sull’installazione dall’alto creando un effetto diurno in cui la barca e la tavola con i piatti di ceramica sembreranno arenate nella sabbia mentre di sera sembreranno galleggiare, trasportati dal mare.

Il progetto sarà allestito nella Sala Paladino del Museo dell’Ara Pacis, (dal 24 novembre 2016 al 22 gennaio 2017). Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con i patrocini del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, del Comune di Lampedusa e Linosa e del Comune di Palmanova, è organizzato dall’Associazione Culturale RO.SA.M. in collaborazione con UCID e Mentoring USA Italia onlus ed è curato dal critico d’arte Roberta Semeraro. Il progetto tecnico dell’installazione è dell’architetto Mauro Zucchetti, i servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. Saranno presenti: Laura Baldassarre (assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale), Claudio Parisi Presicce (sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali), Francesco Martines (sindaco di Palmanova), Roberta Semeraro (curatrice della mostra), Rossella Vasta, Francesco Tuccio (artisti), Jaqulyn Buglisi (coreografa).

Per informazioni, immagini e video realizzati sulla Tavola del Silenzio nel mondo: www.tableofsilence.com