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“Singolare e Plurale”: le arti, motore di cambiamento, crescita, salute pubblica e welfare culturale

Opere di Caterina Marinelli @Ivo Martin

Mostre, laboratori, residenze d’artista, workshop ed eventi. E’ quanto propone l’edizione autunnale di Singolare e Plurale, rassegna torinese “per la promozione di iniziative con al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare culturale.

Un progetto per la “circolazione di idee e persone” che offre “opportunità di cittadinanza attiva a tutti, mostrando quanto l’arte e la cultura siano capitali da scoprire – là dove sono nascosti – e da spendere insieme come contributo per l’evoluzione di una città, di un paese”.

Singolare e Plurale è un’occasione per non perdere il filo di quello che avviene, mantenendo attiva e connessa l’ampia rete di Arte Plurale – costruita fra Comune, scuola, università, fondazioni, dipartimenti educazione dei musei, associazioni e cooperative sociali – che in tutti questi anni ha saputo rendere Torino una città unica nel panorama italiano e forse internazionale. Si è ora costituito un corridoio artistico, che si sviluppa sul territorio cittadino e collega InGenio con Palazzo Barolo e l’Housing Giulia.

Opera di Giannantonio Gasparin@Ivo Martin

Dal 6 ottobre al 12 novembre 2017, inaugurazione dalle ore 11.00 alle ore 19.00
Conferenza stampa venerdì 6 ottobre ore 11.00, Palazzo Barolo, Salone d’onore
Ingresso gratuito a tutti gli eventi

Per approfondimenti:
www.comune.torino.it/pass/ingeniowww.operabarolo.itwww.artenne.it/new Prenotazioni laboratori obbligatorie inviare, entro il 4 ottobre
Inviare una mail a: artenne.artenne@gmail.com o compilare il form di iscrizione: bit.ly/2iuWm3C

Un progetto di:
Opera Barolo/PARI/Polo delle Arti Relazionali e Irregolari: Palazzo Barolo e Housing Giulia
Città di Torino: InGenio Arte Contemporanea e InGenio bottega d’arti e antichi mestieri
Con il contributo di Fondazione CRT

Leggi tutto il Comunicato stampa con il PROGRAMMA

In Italia, Turchia e Nepal, i “Murales senza frontiere” raccontano mondi possibili e senza confine

L’arte non ha confini, attraversa ogni muro, è un ponte capace di collegare le persone al di là della loro appartenenza geografica, politica, religiosa, generazionale. Al di là di ogni possibile diversità. Lo sanno bene gli ideatori di Murales Senza Frontiere progetto di promozione sociale proposto all’organizzazione no-profit “Her Yerde Sanat” Mardin (Turchia) in collaborazione con l’associazione italiana Circo all’inCirca di Udine, presente da diverso tempo nel Kurdistan Turco. Lo scopo per cui nasce è quello di realizzare laboratori d’arte formativi in contesti di disagio urbano, ispirandosi a simboli di pace, tolleranza e rispetto dei diritti umani e scegliendo la creatività “come mezzo educativo quotidiano per lo scambio comunicativo”.

Nel biennio 2014/2015 più di 100 bambini siriani, turchi e kurdi, delle scuole elementari di Mardin hanno partecipato ai laboratori di pittura su pannelli scenografici e alla decorazione di un murales collettivo lungo 50 metri. Partecipavano al programma “Play for no war – Social art school”. I disegni realizzati sono stati utilizzati come bozzetti per la composizione del dipinto finale appoggiato logisticamente e patrocinato dal Museo Archeologico e dalla municipalità di Mardin. Negli anni 2016 e 2017 uno sviluppo incrociato del progetto con l’Italia, atto a sensibilizzare nell’ambito del programma scolastico il tema dei confini, è stato avviato presso la scuola primaria Alberto Azzolini, qui nove classi hanno partecipato alla decorazione del giardino esterno completando 160 metri quadrati di superficie con il patrocinio del comune di Mirano (Venezia).

Foto: Murals Without Borders/Her Yerde Sana

Motivare i giovani e la popolazione locale a combattere gli stereotipi che nascono in zone dove il concetto di frontiera si irrigidisce; dando l’opportunità di rispettare il territorio lavorando sui contrasti esistenti, condividendo i risultati apertamente con la comunità” è questo un altro obiettivo di Murales Senza Frontiere. L’idea primaria, spiegano i responsabili, si basa sul tentativo di “combattere l’esclusione sociale divenuta un fenomeno sempre più insostenibile soprattutto nei confronti delle nuove generazioni, proponendo diverse attività manuali atte a rivitalizzare gli stimoli comunicativi personali e collettivi”. La realizzazione di un’opera d’arte “pubblica” ha il merito di mettere “tutti nelle condizioni di agire concretamente sul proprio contesto quotidiano facendo acquisire ai giovani e alla popolazione della città una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità, smorzando così la mancanza di fiducia in sé e nelle potenzialità del proprio territorio”.

Murales Senza Frontiere coinvolge artisti nazionali e internazionali. Il prossimo progetto sociale sarà presso la Steiner Academy di Kathmandu (Nepal) in collaborazione con Green Farm Movement di Bologna che “sta raccogliendo partecipanti al fine di finanziarne la realizzazione secondo una formula di turismo sostenibile, proponendo un programma multidisciplinare diretto agli alunni e ai viaggiatori, interessati a vivere un’esperienza di arte sociale congiunta”. Il programma prevede la realizzazione di un murales nella scuola di ispirazione steineriana con la partecipazione degli insegnanti locali e 40 bambini. Questo laboratorio “partecipato ed itinerante”, sarà congiunto ad un altro realizzato in una fattoria didattica e centro di ricerca in permacultura, situata in un piccolo villaggio distante qualche ora dalla capitale. Il viaggio è previsto tra l’8 e il 19 gennaio, vi possono partecipare dalle 4 alle 8 persone. Artisti e viaggiatori saranno non solo fruitori ma “attori attivi nella costruzione dei dipinti murali”. (sabrina lupacchini/slup)

Fonte: Redattore sociale

“Questo è il mio nome”: riparte da Firenze lo spettacolo con attori richiedenti asilo e rifugiati

 

 

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

Nelle settimane a seguire repliche a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna. Il percorso è il risultato di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati. Da molti mesi in tour in tutta Italia, ha ricevuto, tra l’altro, il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE), è stato selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2017 e ha ottenuto l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

“Questo è il mio nome”, che si avvale della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi, vede in scena gli attori rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.

Il tempo, la luce, la terra, la memoria. La mostra antologica di Mario Chianese

Mario Chianese è al centro della mostra antologica Il tempo, la luce, la terra, la memoria che la Fondazione Bottari Lattes organizza allo Spazio Don Chisciotte di Torino da giovedì 21settembre a sabato 21 ottobre 2017.

Dopo la piena d’inverno, olio su tela, cm. 80, 2011

Una ventina di opere di diverse dimensioni, olii in prevalenza, oltre che alcune incisioni, realizzate da Chianese tra il 1947 e il 2015: “una selezione di lavori dove domina la natura, tema che ha caratterizzato la maggior parte della sua produzione. La natura, infatti, nei suoi momenti stagionali, nella realtà come nella memoria, è stata elemento portante del suo fare pittura”.

In Chianese (nato a Sampierdarena, Genova, nel 1928) è fortissimo il legame con il Piemonte. Proprio in questa regione l’artista ha avuto le prime affermazioni, giovanissimo. A ingresso gratuito, l’esposizione inaugura  giovedì 21 settembre alle ore 18 alla presenza dell’artista.

Info: Fondazione Bottari Lattes – 011.19771755-1 – segreteria@spaziodonchisciotte.it – fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes

La mostra personale di Alessio Degli: sull'”Immutabile Dea” che alberga in ogni donna

Sarà inaugurata oggi dalle ore 17 “Immutabile Dea” la mostra personale di Alessio Degli curata da Stefano Gagliardi, ospitata negli ampi spazi della Galleria Gagliardi (via San Giovanni 57, 53037 San Gimignano SI). Si compone di nove sculture e di un’installazione. Trattasi di opere realizzate in resina e il recupero di vari materiali di scarto, quali ferro, lamiera, piombo, legno, poliuretano, resine e polvere di marmo.

L’artista, che negli anni ha senz’altro fatta propria la lezione dell’Arte Povera, prosegue sicuro verso una sintesi fra scultura e pittura.

“Lo scultore sembra ispirarsi a quella immutabile Dea che alberga in ogni donna. E’ la dea che conosce gli immutabili segreti della vita e della morte, che cela nelle palpebre abbassate i misteri dell’Amore. E’ la stessa dea che ha attraversato tutti i tempi e tutti luoghi e che non ha mai abbandonato la memoria di sé e dell’Altro e, di tutto ciò, ne fa dono. In questo senso le sculture di Deli sono sostanzialmente ritratti orientati verso un’idea di bellezza che sappia essere vera , buona e giusta… e quindi, desiderabile.

IMMUTABILE DEA
sculture di Alessio Deli
a cura di Stefano Gagliardi
Galleria Gagliardi – Arte Contemporanea – San Gimignano
Via San Giovanni 57, 53037 San Gimignano (SI)
dal 9 al 30 settembre 2017
tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 19,30
Tel. 0577 942196 – Cell. 393 1643615
E-mail: info@galleriagagliardi.com
Web: www.galleriagagliardi.com