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“Minuti Illimitati” di… giardino. A Monterubbiano, musica, teatro, buon cibo e un luogo incantato

Questa estate regalatevi “Minuti Illimitati…” non di giga ma di “arte conviviale”, immersi in un giardino del 1600 situato a ridosso del Teatro il Vicolo della Fondazione Diversoinverso di Monterubbiano. Navigheremo tra note e parole, un tuffo nel reale, in compagnia di assaggi di buon cibo e di vino.

L’undicesima stagione si apre con due performance teatrali al femminile: il 28 luglio “Hotel Buenos Aires – Stanza 202” di e con Roberta Fonsato e il 5 agosto con l’omaggio semiserio alle donne che hanno fatto la storiaSe io fossi tutte le donne” di e con Romina Antonelli. L’11 agosto Vincenzo Di Bonaventura, accompagnerà il pubblico nel percorso poetico di Giarmando Dimarti, al quale la Fondazione consegnerà il riconoscimento di Socio Onorario 2018. Domenica 19 agosto sarà la volta di “Folk sotto le stelle” il concerto di Diego e Alfredo Mercuri. A chiudere gli eventi, il 26 agosto, “Memoria Nueva. Storie di Guardiani della terra”, il racconto di due giovani, Agostino e Stefano Petroni, che hanno vissuto per quattro mesi in Brasile, Messico e Columbia, ospitati dalle comunità indigene. La serata, organizzata in collaborazione con Slow Food, sarà allietata da momenti musicali curati dal chitarrista Giordano Moriconi.

Il teatro sarà aperto dalle 20 alle 21, un’ora durante la quale gli ospiti potranno visitare l’antico giardino e ammirare il panorama al tramonto. Il giardino dai “minuti illimitati” si trova all’interno del Palazzo Ricci di Monterubbiano, costruito intorno nel 1650 dai marchesi Ricci è una dimora interessante dal punto di vista architettonico, per i personaggi che l’hanno attraversata nell’arco di questi secoli e per gli avvenimenti che al suo interno si sono intrecciati. Dal 2005 è di proprietà della signora Stefania Acquaticci, che ha destinato parte dell’immobile all’accoglienza, realizzando La Rosa Scarlatta. Qui ha trascorso i suoi ultimi nove anni di vita il M° Euro Teodori, compositore e artista eclettico, che nel piano al livello del giardino ha voluto realizzare la Fondazione socio-culturale “Diversoinverso” impegnata a diventare nel tempo, un centro di confronto, esperienza e incontro, fra diversi pensieri, culture, religioni ed espressioni artistiche. I 5000mq terrazzati, interessante esempio di giardino all’italiana, sono stati realizzati dai marchesi Ricci e successivamente restaurati mantenendone l’impianto originario. Dalle 21, nel frutteto, assaggi conviviali di cucina naturale, a seguire, i giovani artisti si alterneranno, accompagnandoci in un viaggio poetico fatto di teatro, musica e racconto.

Ad aprire la stagione, il 16 luglio, la quarta edizione dell’itinerante “Musica in Aria. Nel segno di Euro Teodori”. Evento nato per ricordare il compositore e artista eclettico, scomparso a Monterubbiano il 16 luglio del 2014. Non sarà però il giardino ma un affascinante borgo ad adottare questo ricordo, i 22 musicisti che parteciperanno saranno infatti accolti dalla comunità di Montedinove. Non più la vista del mare accompagnerà la musica, ma scorci su panorami infiniti. Informazioni: 0734 59694/328 9669039.

(sabrina lupacchini/slup)

“CHI AMA LA MUSICA SI INCONTRA”. Torna Musica in Aria l’evento itinerante nel segno di Euro Teodori

C’è un giorno dell’anno in cui la musica diventa impalpabile e profonda, quasi eterea, in cui il suono si unisce al ricordo e le persone si ritrovano per rendere omaggio ad un artista scomparso. È il 16 luglio e l’evento, che al tramonto cede il passo ad un incontro, è l’itinerante “Musica in Aria. Nel segno di Euro Teodori”. Attore e musicista marchigiano, personaggio eclettico impegnato su più fronti (cinema, teatro, musica, composizione, poesia, pittura), Teodori muore a Monterubbiano (FM) il 16 luglio del 2014. A salutarlo quel giorno si ritrovano senza darsi appuntamento diversi musicisti con i loro strumenti. Un clarinetto, i tasti del pianoforte, una chitarra, archi, fiati e una voce che intona un canto, ne accompagnano dai balconi l’ultimo saluto. Non è un addio ma la conferma che l’arte è più che mai viva. “Musica in Aria” nasce per ricordare quel momento e per non dimenticare un artista locale che tanto ha ancora da dire. Teodori è stato essenzialmente un musicista, insegnante al Conservatorio Rossini di Pesaro, sezione staccata di Fermo, ha all’attivo oltre 100 composizioni: quintetti, sinfonie, cantate e un’opera “Dell’immaginario: la Sibilla il Cavaliere”. Ha costituito l’Orchestra Cameristico-Sinfonica Picena, concertato con Gazzelloni, diretto l’Orchestra Giovanile di Budrio e “gli Archi di Praga”.

Montedinove

Tutti gli artisti che aderiscono alla giornata si incontrano in nome dell’arte e in sua memoria. Le edizioni passate sono state proposte a Monterubbiano (2015), Torre di Palme (2016) e Borgo di Marano (2017). Quest’anno ad ospitare Musica in Aria sarà Montedinove, un mix di accoglienza e bellezza, armonia ed efficienza, incorniciati da un panorama mozzafiato. I musicisti suoneranno dal tramonto in poi (dalle 20 alle 22.30) in diverse postazioni, scelte per le caratteristiche e la particolare bellezza, così da consentire ai passanti, la possibilità di un ascolto abbinato alla scoperta dei vicoli e delle piazze del paese.  In chiusura (alle 22.30) il quintetto Melange d’Ages con i solisti, Antonio Ciccotelli al corno e Diego Marani al sax contralto, interpreterà due brani del concerto per fiati “Grandine” del M° Euro Teodori.

Quest’anno la partecipazione si arricchisce della presenza di un musicista pakistano. Accolto all’interno del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati di Grottammare, oggi lavora e vive nelle Marche. Avrà la sua postazione accanto alla casa di accoglienza dello Sprar di Montedinove, avviata grazie al Progetto “Nuovomondo” partito nel 2018 e gestito dalla Cooperativa sociale NuovaRicerca.AgenziaRes. Il centro, con una capienza di 11 posti, ospita attualmente 7 giovani rifugiati, 3 dei quali impegnati in percorsi di tirocini formativi (gli altri partiranno a breve). La presenza dei ragazzi dello Sparar, che potrete incontrare durante il corso della manifestazione e che offriranno una bevanda a base di frutta, tipica delle loro zone, sarà un ulteriore omaggio ad un artista da sempre aperto al confronto con i giovani che amava sondare le diversità artistiche e culturali, tanto da voler realizzare a tali scopi la Fondazione Diversoinverso.

Euro Teodori

“Lassù nel cielo come un castello incantato sta la porta di vetro della felicità”. Con una delle frasi di Teodori, la Fondazione ringrazia tutti i musicisti per aver accolto l’appello a questo speciale giorno e per la loro presenza, preziosa, numerosa e solidale. Un particolare ringraziamento al sindaco Antonio Del Duca e all’assessore alla cultura Eraldo Vagnetti per la squisita disponibilità e per il racconto che ha condiviso con lo staff, dei luoghi della sua Montedinove. Un grazie a chi vorrà unirsi al ricordo di Euro, anche all’ultimo momento. La musica è sempre occasione di incontro.

Elenco dei musicisti partecipanti – Lara Amadio (clarinetto), Umberto Barale (fisarmonica), Graziano Basili (tromba), Marco Basili (sax), Kevin Cardinali (arpa), Antonio Ciccotelli (fisarmonica), Claudio Del Papa (voce-tenore), Beppe Ficara (chitarra), Ermanno Maoloni (clarinetto), Michelangelo Mattii (oboe), Diego Marani (sax soprano), Alfredo Mercuri (piano), Diego Mercuri (voce, chitarra e armonica), Clive Miller (voce e percussioni), Giordano Moriconi, (chitarra), Humayun Muhammad (rabab), Patrizio Paci (pianoforte), Sara Paciotti (flauto), Mariano Pancrazio (clarinetto), Gavin Petrie (voce e chitarra acustica), Clara Renzi (soprano), Lorenzo Roscioli (pianoforte), Ignazio Sala (fagotto).

(sabrina lupacchini/slup)

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CIRCLE – Industria Scenica contro la dipendenza da “rete”

Industria Scenica, cooperativa di Vimodrone (MI) nata nel 2012, con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale, in stretta collaborazione con la rete De.ci.di. (Definirsi cittadini digitali) di cui è parte insieme al Centro di ricerca Cremit, Associazione Contorno Viola e Steadycam, ha partecipato (e vinto) al bando Bando Youth Bank-Prevenzione dipendenze 2017, promosso dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Il progetto presentato denominato “Circle”  è stato studiato e pensato “per sensibilizzare i giovanissimi circa i fenomeni di subordinazione al mondo della rete e alla dipendenza degli strumenti elettronici, utilizzando la tecnologia in maniera innovativa e in modo da renderla effettivamente vantaggiosa, al fine dell’apprendimento, se utilizzata correttamente”.

La dipendenza dal web, dalle tecnologie e dai nuovi media “è uno dei fenomeni più caldi e chiacchierati della nostra attualità”. Gli educatori di Industria Scenica hanno lavorato con gli studenti del Liceo Banfi di Vimercate (MB) creando momenti di confronto per stimolare i giovani a reagire alla dipendenza tecnologica. Insieme, hanno utilizzato una videocamera a 360° per realizzare un video, un viaggio all’interno della rete tra schermi, social network e like. Dopo queste prime attività, il progetto è entrato a partire dal 16 maggio nella sua fase calda, con la diffusione del lavoro all’interno di altre scuole.

Esempio di rigenerazione urbana, luogo di cultura e arte. Ma anche “casa”: l’”Everest, la cima che tutti possono scalare

C’è uno spazio, poco fuori Milano, diventato esempio di rigenerazione urbana, ritrovo e scambio culturale. È l’Everest, luogo storico e alternativo di Vimodrone, alle porte della città, sulla linea della metropolitana verde. Nato quarant’anni fa con l’idea di essere “un punto di incontro post-lavoro” è diventato in breve tempo una “casa” per tutte le migliaia di persone che lo hanno frequentato. A raccontarcelo è Alessia Musillo, che si occupa della comunicazione e dell’ufficio stampa di Everest e Industria Scenica, la cooperativa sociale che dal 2014 ne segue la programmazione degli eventi.

Luogo di cultura, arti performative e spettacoli….anche “casa”
“Sull’immaginaria cima dell’Everest – spiega Alessia Musillo – si scorge un panorama che tesse relazioni e muove la condivisione culturale di Vimodrone. E’ il punto di riferimento della cittadina, un incubatore d’arte, una piazza al coperto che si mette a disposizione della collettività dando nuova vita al territorio, rigenerandolo”. L’Everest è anche residenza artistica multidisciplinare riconosciuta dal Ministero e quindi una casa per le compagnie teatrali che hanno voglia di studiare e preparare nuove regie.

Nato come Dancing Everest circa quarant’anni fa, fin dall’inizio “fu utilizzato come sala da ballo per poi diventare una discoteca. Continua la Musillo – Lo spazio per trent’anni è stato aperto a eventi e serate di ballo liscio con orchestra dal vivo, poi è stato chiuso per essere di nuovo riaperto nel 2014, quando Industria Scenica lo ha rilevato rendendolo di nuovo un punto di riferimento per la comunità, grazie ad “una proposta culturale che oggi incrocia la storia della sala con le necessità attuali del contesto in cui si trova”.

Mantenendo la sua natura di balera, si è quindi rinnovato prestandosi ad accogliere le proposte della cooperativa che negli anni è rimasta coerente al suo percorso, quello di credere in una drammaturgia di comunità e nella produzione di spettacoli teatrali a partire da tematiche sociali. Il sabato è popolato da chi ama ballare e dagli affezionati abitanti di Vimodrone che vivono la balera da circa quarant’anni. Gli spettacoli teatrali sono seguiti da un pubblico molto variegato e, ospitando l’Everest anche rappresentazioni destinate a un pubblico molto giovane, lo spazio copre ogni fascia d’età. E’ frequentato anche dalle scuole, perché, durante l’anno scolastico, Industria Scenica attiva numerosi progetti per gli istituti.

“Industria Scenica” – Un incontro tra l’arte e il sociale
La cooperativa nasce nel 2012, con l’idea di progettare e realizzare percorsi che integrano le arti performative con il sociale, la formazione con lo sviluppo personale e ricreativo del singolo e della collettività. Collabora con numerose compagnie teatrali, produce spettacoli di sperimentazione, lavora su interventi di drammaturgia di comunità e coesione sociale, progetti di peer education, media education, percorsi di formazione teatrale e video, performance interattive e visite di tourism theatre. Ha anche una sua compagnia, ​Elea Teatro​, con dieci anni di esperienza e spettacoli all’attivo. Andrea Veronelli, Serena Facchini, Isnaba Miranda, Ermanno Nardi e Francesca Perego (le cinque menti artistiche che hanno fondato Industria Scenica) tutt’oggi si occupano dell’Everest: “lo fanno crescere scalandone la vetta” conclude Alessia.

Industria Scenica, organizza appuntamenti in balera il sabato sera, spettacoli teatrali, interventi di drammaturgia di comunità e numerosi progetti educativi. Per la stagione teatrale 2017/2018, Industria Scenica collabora con: Comune di Vimodrone, Mibact, Circuito Ministeriale Multidisciplinare della Lombardia C.L.A.P.Spettacolodalvivo, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo.  (sabrina lupacchini/slup)

Galleria Civica di Modena presenta “A cosa serve l’utopia”…

Venerdì 27 aprile 2018, ore 18
 presso la Galleria Civica di Modena (Palazzo Santa Margherita, sale superiori – Corso Canalgrande 103, Modena) a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, sarà inaugurata la mostra “A cosa serve l’utopia”. Opere fotografiche e video di trentadue artisti e fotografi italiani e internazionali, selezionate dai patrimoni collezionistici gestiti da Fondazione Modena arti visive e dagli archivi della prestigiosa agenzia Magnum.

Prodotta da Fondazione Modena arti visive nell’ambito del festival FOTOGRAFIA EUROPEA – Reggio Emilia dedicato al tema “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie.”

Saranno presenti: Gino Lugli (Presidente di Fondazione Modena arti visive), Diana Baldon (Direttrice di Fondazione Modena arti visive), Chiara Dall’Olio (curatrice della mostra), Daniele De Luigi (curatore della mostra).

La mostra è in collaborazione con Fotografia Europea, Magnum Photos e Contrasto.

“A cosa serve l’utopia” resterà aperta fino al 22 luglio 2018

 

(sabrina lupacchini/slup)