Category: Luoghi ‘comuni’

La danza delle comunità in cammino. Performance e proiezioni video

Oggi, sabato 3 febbraio dalle ore 17,30, presso il Polo del ‘900, (di via del Carmine 14 – Torino), serata dedicata ai percorsi di danza di comunità con performance e proiezioni video legate al progetto La Piattaforma. Nuovi corpi, nuovi sguardi nella danza contemporanea di comunità dell’Associazione Didee e dell’Associazione Filieradarte, nell’ottica di dare continuità ad altri eventi di comunità realizzati nel corso del 2017.

Foto: www.lapiattaforma.eu

Ore 17,30 – Oltre i Confini, evento finale del percorso laboratoriale ideato e condotto dalla coreografa Gabriella Cerritelli con musica dal vivo del musicista e compositoreGiorgio Li Calzi (direttore del Torino Jazz Festival). Al workshop, finalizzato a portare sul piano esperienziale il superamento delle barriere e delle ‘diversità’ fra le persone accogliendo le differenze come potenzialità, hanno preso parte 35 persone fra le quali anche alcuni giovani migranti.

A seguire proiezione del video ESODI – Comunità in cammino (bando MigrArti Spettacolo 2017 – MiBACT) nel quale si è documentato il lavoro artistico svolto da danzatori, musicisti e attori italiani e stranieri, mediatori interculturali e una trentina di giovani richiedenti asilo di entrambi i generi.

Ore 18,15 – Proiezione del documentario ispirato ad ALTISSIMA POVERTA’ – Un progetto per la città di Torino curato dal coreografo Virgilio Sieni. Il video riassume per immagini il percorso creativo che ha coinvolto danzatori, performer e musicisti, oltre un’ottantina di danzatori e cittadini dagli 8 agli 83 anni, spaziando dai quartieri periferici, alla Reggia di Venaria e Palazzo di Città.

Chiosa il programma un brindisi corale, occasione per Associazione Didee di presentare il nuovo progetto LA CITTA’ NUOVA – Giovani, comunità e lavoro che offrirà uno sguardo sulla tematica delle professionalità e del lavoro in ambito creativo e artistico.

OLTRE I CONFINI è un progetto realizzato con il sostegno di Piemonte dal Vivo; in collaborazione con Istituto G. Salvemini, Polo del ‘900, Casa del Quartiere San Salvario; con la partecipazione di un gruppo di ragazzi della Compagnia di Teatro integrato dell’Associazione Asai “assaiAsai” e della Cooperativa Doc (Ostello di Rivoli).

ESODI – Comunità in cammino (bando MigrArti Spettacolo 2017 – MiBACT) è stato realizzato in collaborazione con Associazione Almaterra.

ALTISSIMA POVERTA’ – Un progetto per la città di Torino ALTISSIMA POVERTÀ è una produzione del 2016 realizzata con il sostegno di MiBACT, Regione Piemonte, Città di Torino, Circoscrizione2 Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, DAMS – Università degli Studi di Torino.

LA CITTA’ NUOVA – Giovani, comunità e lavoro è un progetto realizzato nel contesto del Polo del ‘900 in partenariato con l’Istituto G. Salvemini e le associazioni Filieradarte, MerKurio – servizi musicali e il Centro interculturale Almaterra; e sostenuto dalla Compagnia di San Paolo (Bando Polo del ‘900)

I “babelici”. Artisti irregolari dalle opere visionarie, improbabili ma possibili

Sul sito www.eppela.com si è conclusa con successo la raccolta fondi per sostenere con una donazione il documentario dedicato ai “babelici”, artisti irregolari e alle loro opere visionarie “improbabili ma possibili”.

I Babelici – fuori dai confini dell’ufficialità e del mercato dell’arte – costruiscono un proprio universo immaginario prevalentemente all’interno dei loro spazi privati: nella propria casa o nel proprio giardino, occupandone ogni angolo disponibile.

“Storie affascinanti e inconsuete di ‘creazioni abusive’ affidate a uomini che con le loro mani trasformano ferro, legno, cemento, rifiuti e scarti in creazioni sospese tra l’art brut e un visionario artigianato naive”.

Un documentario che svela il fantastico mondo di questi “Costruttori di Babele” definiti così perché le loro creazioni spesso non sopravvivono a chi le ha create.

“E’ probabile che la loro esistenza sia effimera, e destinata ad un oblio prematuro, salve rare eccezioni in cui vengono creati dei musei allo scopo di preservarli”.

L’ex carpentiere che produce meravigliose opere costruite con materiali metallici di recupero, creando figure ispirate al mondo animale o a personaggi conosciuti e inventati, assemblando viti, blocchi motore, candele, ruote, bulloni, serbatoi, ecc. Un arzillo 70enne, “primordiale” scultore, che raccoglie sassi, o massi, di tutte le dimensioni per dare vita a opere, in alcuni casi imponenti, che rappresentano le più svariate creature e, soprattutto, dinosauri…ecc. ecc.

Sono solo alcuni dei meravigliosi “Babelici” che il documentario intende raccontare “così da contribuire alla conoscenza di una creatività umile ma grandiosa a tratti infantile ma anche epica”

Il progetto è a cura di Alessandro Quadretti, la colonna sonora è del chitarrista Massi Amadori. Il sound design è di Gianluca De Lorenzi.
Prodotto da Officinemedia.it società cooperativa che nasce nel 2011 dall’integrazione di diverse competenze negli ambiti video, audio, comunicazione, lingue e ricerca storiografica. Le riprese sono iniziate nell’ottobre 2017. Il crowdfunding aiuterà a sostenere parte delle spese di produzione e post-produzione. Info pagina Fb

(sabrina lupacchini/slup)

I 12 scatti che raccontano il “meglio” e il “peggio” di Msf nel mondo

Dodici scatti d’autore raccontano l’anno appena trascorso e i contesti di emergenza in cui Medici senza frontiere (Msf) ha portato assistenza e cure mediche. Dodici mesi di emergenze in Libia, Siria, Ciad, Nigeria, Yemen, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo ecc… in cui l’organizzazione è stata in prima linea per portare assistenza medica a popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali, spesso in condizioni e contesti estremi.

DIFFA, NIGER/Foto di Juan Carlos Tomasi/MSF

Il “meglio” del 2017? Per Msf sono “i bambini vaccinati, le gravidanze portate a termine, le epidemie contrastate negli angoli più remoti del pianeta. Il “peggio” invece “sono i tremendi effetti dei conflitti armati sulle persone, le vittime del mancato accesso alle cure, le sofferenze e le morti in Libia e alle porte dell’Europa”. Attraverso questi scatti Msf “rende omaggio a tutti coloro che hanno lottato per la vita, a chi ce l’ha fatta, a chi purtroppo non c’è più”. (sabrina lupacchini/slup)

Fonte: Redattore Sociale
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“Due figure in controluce che si tengono in una presa forte”. L’abbraccio dell’arte al sisma

Chi ascolta la parola “Container” e vive in una zona colpita duramente dal terremoto sa di che cosa si sta parlando. La conoscono bene le popolazioni del sisma, descrive un contenitore, spesso di cose ma a volte, come in questi casi, di storie e di vite che avendo perso tutto si apprestano a ricominciare. “Container” è anche il titolo di un video documentario girato nell’anno 2017 dal regista Angelo Paoletti con la collaborazione di Simone Paglialunga a Pieve Torina, comune del maceratese colpito dal sisma che si è ritrovato con “il 93% del patrimonio edilizio inagibile e alcune frazioni quasi interamente crollate”. Il progetto video racconta il terremoto partendo da una significativa esperienza d’arte voluta dal comune attraverso un bando che è stato vinto dalla realtà civitanovese Anime di Strada.

Il bando “aveva come tema la rinascita e chiedeva di fare interventi di street art su dei container adibiti ad attività commerciali” specificano i responsabili di Anime di Strada, organizzazione che attua azioni di arte urbana (pittura, serigrafia, illustrazione, design grafico). “Sono azioni di riqualificazione e riappropriazione – spiegano – che portano colore e arte in luoghi storicamente meno interessati dalle politiche di intervento pubblico”. Una volta vinto il bando, la scelta degli artisti è caduta su chi aveva uno spirito affine ai proposti richiesti. Sono stati coinvolti Koz Dos, venezuelani che già avevano realizzato un’opera di 18 metri a Civitanova Marche (MC) e Morden Gore, artista marchigiano.

“Ha cominciato a piovere, c’era un temporale fortissimo, erano verso le nove. È andata via la luce”. È la voce di Anna Rita del comune di Pieve Torina ad aprire il documentario. “Il tempo di uscire dal comune e sentire che delle cose crollavano all’interno… – racconta -. Sono caduta perché non si riusciva a mettere un piede davanti all’altro, non riuscivo ad alzarmi, ho perso gli occhiali. Come se si fosse fermato il tempo”. “Dopo, la situazione è stata veramente drammatica” sottolinea. Ma il tempo non si ferma e occorre riorganizzarsi. Il sindaco, spiega Anna Rita, fin dall’inizio è stato sensibile a quello che definiva “il popolo della partita iva” quello che “da un momento all’altro non aveva più nulla, non aveva di che andare avanti” e attraverso un piccolo aiuto da parte della regione è stata designata un’area dove realizzare un centro per il commercio. È venuta poi l’idea di decorare con delle opere d’arte i container utilizzati. È stato quindi proposto un bando nazionale, un’idea molto apprezzata.

L’opera di Koz Dos

Koz Dos ha iniziato a dipingere facendo graffiti a Caracas, la sua città. Lavora molto con lo spazio “è lui che ti dice che colore usare che composizione fare, quali sono le cose che funzionano” dichiara nel video. “Tutto quello che uno fa, ti viene bene o ti viene male, ti lascerà sempre un insegnamento”, mentre ringrazia per avergli “aperto le porte di casa” sottolinea l’importanza di un progetto come questo “l’arte può aiutare la gente a vivere meglio, o può aiutarla a rinascere”.  

Morden Gore dipinge da venti anni “fino a sei sette anni, facevo graffiti, in particolare 3d, poi sono passato al figurativo, sentendo una spinta a voler dire qualcosa oltre che lasciare il segno”. Parlando dei container dipinti Gore riferisce che nella parete quadrata ha rappresentato una montagna con due figure in controluce che si tengono in una presa forte, la parte lunga è invece come uno zoom di quell’abbraccio, di quella stretta fra due persone, “cicatrizzata dall’oro” che, specifica Gore, “riprende un po’ l’antica filosofia giapponese del kintsugi, che letteralmente vuol dire riparare con l’oro”. Una tecnica che evidenzia le linee di frattura e impreziosisce l’opera attraverso le sue “cicatrici”. Una metafora, attraverso cui l’antica arte giapponese abbraccia le ferite, fino a valorizzarle, quasi a farle divenire bellezza da esporre.

L’opera di Morden Gore

“L’arte è una parola gigantesca – conclude l’artista – è chiaro che in questo momento, in questa situazione per le persone del posto è difficile parlare di arte, chiaramente sono più le cose concrete ad essere importanti, ma può essere un veicolo per portare l’attenzione su questi argomenti a chi è al di fuori”. “Bisogna che si riorganizzi una realtà, una realtà alternativa che sia anche riconoscibile e anche gradevole. aggiunge nel video Anna Rita -. Noi abbiamo dei vuoti e dobbiamo riempirli di contenuti. Il contenuto dà quella serenità”. “Siamo qui, rimarremo qui, continueremo a lavorare per questo”, ribadisce con convinzione. (slup)

(Fonte: Redattore sociale)

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“Vicini Creativi”: scopri le passioni artistiche del tuo vicino di casa

Vi siete mai chiesti se il vostro vicino di casa ha qualche propensione artistica nascosta? Se, al termine di una lunga giornata, tra lavoro, figli e impegni vari, dedica un poco del suo tempo prezioso ad una attività legata all’arte? Abbiamo scoperto che sono innumerevoli i compaesani che hanno passioni artigianali e artistiche più o meno nascoste, amano colori, materie e materiali e nel silenzio delle proprie stanze, hanno incontrato la seducente bellezza della creazione. Ma cosa realizzano? Ceramiche, pitture, sculture, poesie, fotografie ecc… Creano pensieri e sogni. Materializzano sentimenti in oggetti, monili, in quadri. Per chi vuole scoprire le passioni dei propri vicini il 10 dicembre a Rubbianello (dalle 11 alle 18 in via Giotto 14) il Laboratorio “BAS – Borghi ad Armonia Sociale” di Monterubbiano ha promosso l’incontro “Vicini Creativi”. Un modo per conoscersi, conoscerli, per condividere saperi, opere e talenti.

“Monterubbiano – Borgo ad Armonia Sociale” è un Laboratorio di ricerca-azione territoriale (LaRT)  avviato per mettere in salvo la bellezza e abitare la memoria dei nostri meravigliosi borghi. Tra le sue finalità annovera quella di coinvolgere i cittadini, diffondere pratiche di partecipazione sociale, avviare ricerche e studi di approfondimento del territorio, promuovere iniziative pubbliche di incontro, organizzare convegni, seminari e momenti creativi. Il LaRT (il primo attivato nelle Marche) fa parte di un progetto nazionale più ampio denominato Ri.U.So (Riabilitazione/Riabitazione urbana sostenibile di ambiti antropici di antica fondazione).

Aspettando l’appuntamento dei “Vicini Creativi”, venerdì 8 dicembre (dalle ore 9 alle 17, presso la Fondazione Diversoinverso di Monterubbiano, sala E.Teodori, via A. Caro 6) verrà organizzata una “Giornata di laboratorio con la terra e il fuoco” per conoscere e sperimentare insieme l’antica e affascinante tecnica della Ceramica Raku. Originaria dell’estremo oriente è una tecnica che dà vita ad oggetti dal design e dai colori unici e irripetibili.

Sarà un fine settimana lungo: chi si occuperà dell’acquisto di doni originali e creativi, chi li realizzerà perché un creativo lo è già e chi, convinto che l’arte non sia proprio affar suo, si accorgerà di saper “creare”. Se è vero, come scrive Henry Miller che l’arte “non insegna niente, tranne il senso della vita”, sarà un valore aggiunto quello di incontrare persone che nella propria esistenza hanno dato un senso al bisogno di creare, ricevendone in dono il piacere dell’arte, che è cura, visione e bellezza. Tutte le informazioni potete trovarle sulla pagina Fb: Monterubbiano – Borgo ad Armonia Sociale. (slup/sabrina lupacchini)