Category: Eventi

Forme e spazi del lavoro nel tempo della Quarta rivoluzione industriale


Mostra
Inaugurazione: sabato 16 novembre, ore 13, alla presenza delle autorità e degli autori. Periodo mostra: 17 novembre – 22 dicembre 2019

Giornata di studio
Sabato 16 novembre dalle ore 10 alle ore 13 e dalla ore 15 alle ore 19.
Partecipazione a iscrizione gratuita entro il 15 novembre: info@lineadiconfine.org

Negli anni Novanta, con i primi effetti dei processi della globalizzazione sull’economia italiana, il tema della deindustrializzazione entra all’attenzione dei media e del dibattito sulla città industriale condotto da architetti, urbanisti e sociologi del lavoro. Tuttavia, le tematiche inerenti al lavoro sono rimaste per lungo tempo sullo sfondo di una generale trasformazione dell’economia e della società, al punto che i media, la letteratura, il cinema e la fotografia se ne sono occupati solo marginalmente, come uno dei tanti effetti prodotti su larga scala dalla globalizzazione.  

Olivo Barbieri, Ferrari’s Factory, da Work in progress, 2003. Dalla collezione Linea di Confine, Rubiera.

A seguito delle recenti crisi economiche, il tema della disoccupazione e della trasformazione del lavoro, anche in relazione alla rivoluzione digitale, ha avuto ripercussioni a livello politico e sociale, con un’improvvisa accelerazione nell’ultimo decennio.

Con la Quarta rivoluzione industriale, caratterizzata da un forte impulso all’automazione, il lavoro sembra diventato  invisibile nei flussi governati dagli algoritmi, ma in realtà ha assunto nuove forme in rapporto alla tecnologia e al territorio, diventato quest’ultimo, una vera e propria “fabbrica a cielo aperto”. La fotografia contemporanea si è preoccupata in questi decenni di sottolineare l’aspetto immateriale del lavoro e la dimensione astratta dei processi produttivi e delle nuove tecnologie ma forse manca una visione più approfondita e puntuale sulle nuove forme del lavoro e degli spazi della produzione.

Il progetto di ricerca di Linea di Confine, si propone pertanto di contribuire a una maggiore conoscenza delle forme e degli spazi assunti dal lavoro in questi ultimo decenni, attraverso una mostra, una giornata di studio aperta al pubblico e un concorso fotografico under 35. Le tre iniziative sono fra loro correlate e si propongono al pubblico e ai partecipanti ai lavori della giornata di studio, come un laboratorio aperto alla discussione e al confronto sul tema del lavoro nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, i cui esiti potranno essere utili nella preparazione di future indagini sul territorio.


SMK Videofactory, The Harvest, 2017

La mostra collettiva inaugurerà sabato 16 novembre 2019 alle ore 13 all’Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia), con opere prodotte recentemente sul tema da autori e collettivi come Michele Borzoni di TerraProject, con la serie Workforce, dove la “forza lavoro” è analizzata in vari contesti lavorativi, dall’Icommerce, ai call center, all’impegno di mano d’opera a basso prezzo nei lavori agricoli stagionali (2017), Allegra Martin con la serie I luoghi e i lavori 4.0 (2017), un progetto a cura della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, realizzata in collaborazione con la Fondazione Mast di Bologna, Andrea Paco Mariani, del collettivo SMK VideoFactory, con il video The Harvest, (2017) realizzato nelle campagne dell’Agro Pontino, dove viene impiegata in lavori agricoli mano d’opera indiana a basso costo, di William Guerrieri con la serie Bodies of Work (2018), un’indagine sul lavoro e il corpo, in rapporto alla tecnologia, alla Saipem di Marghera e nelle aree circostanti Fincantieri, realizzata per il Comune di Venezia, di Andrea Simi con la serie Poimec, realizzata su una piccola azienda situta nel Tecnopolo di Moncalieri, in Piemonte, che opera prevalentemente sui mercati internazionali (2019).

Oltre a queste opere saranno esposte fotografie provenienti dalla collezione di Linea di Confine,  come la serie Ferrari’s Factory di Olivo Barberi realizzata nel 2003 e la serie Seccoumidofuoco di Paola De Pietri, realizzata nel 2013 nel distretto della ceramica di Fiorano Modenese, alcune fotografie degli anni Novanta  in dialogo fra loro, sia per i contenuti che per gli aspetti formali, di Stephen Shore (dalla serie Luzzara, 1993) e Guido Guidi (dalla serie Lestans, 1998, da collezione privata), che ritraggono operai al lavoro su macchine utensili.

Infine, nel contesto della mostra saranno esposti gli esiti del concorso fotografico Under 35, (maggiori informazioni al sito www.lineadiconfine.org) che prevede l’esposizione delle ricerche di almeno 10 giovani autori sui temi della manifestazione.

Sempre sabato 16 novembre 2019,  si terrà contestualmente alla inaugurazione delle mostre, una Giornata di studio, con i saluti di Laura Moro (IBC Regione Emilia-Romagna) e con la partecipazione del sociologo Aldo Bonomi, dell’urbanista Stefano Munarin, dello scrittore Gianfranco Bettin, dell’architetto Claudio De Gennaro, lo storico della fotografia Antonello Frongia, dei fotografi Jorge Ribalta (Spagna), Olivo Barbieri, Michele Borzoni, William Guerrieri,  Andrea Pertoldeo, Andrea Simi e del regista Andrea Paco Mariani.

Apertura mostra e bookshop
17 novembre – 22 dicembre 2019
Sabato, domenica e festivi  10-13 / 16-19
Altri giorni su appuntamento
Ingresso libero

Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea
L’Ospitale
Via Fontana 2
42048 Rubiera, RE
info@lineadiconfine.org
www.lineadiconfine.orgam

“In arte si è geni o artisti di nicchia. Io sono genio di nicchia” evento con l’artista Rita Vitali Rosati

“Mi candido per nuove primavere e altri canti del cuore”. Scriveva così l’anno scorso Rita Vitali Rosati in un post pubblicato sulla pagina Fb, in occasione del suo compleanno. Poliedrica artista e performer, capace di trascendere le proprie opere, Rita Vitali Rosati è l’espressione viva, trasgressiva, ironica e profonda di cosa vuol dire ESSERE ARTE. Protagonista assoluta di un progetto che dura un’intera esistenza, con direzione arte, osserva e registra la vita fino “alla radice delle cose”, traducendone poi l’essenza in opere. A lei la Fondazione Diversoinverso di Monterubbiano, domenica 11 agosto (ore 21), darà il riconoscimento di Socio onorario 2019, in una serata evento, in programma all’interno della stagione “Cedi al Passo”. 

Difficile raccontarla, più semplice invitarvi a seguirne l’intera poetica interiore. Un’artista dallo sguardo autentico, diretto e acuto, da sempre attenta all’impegno sociale. “Mi metto sempre a nudo”; “Non seguo mai le previsioni del tempo”; “In arte si è geni o artisti di nicchia. Io sono genio di nicchia” scrive. Priva di retorica, sempre originale e raffinata nei ragionamenti, Rita Vitali Rosati riesce a ribaltare con la sua arte molti punti di vista. Nata a Milano nel 1949: “Traduttrice da sempre delle realtà più complesse attraverso l’intima forza di un quotidiano vissuto, si avvale di linguaggi espressivi diversificati: dalla fotografia al video, dall’installazione alla performance, fino all’uso di testi comunicativi”.

Che siano poetici, musicali o artistici, accogliete la proposta di fermarvi ad assaporare una sera d’estate, nell’incantevole giardino terrazzato del seicentesco Palazzo Ricci di Monterubbiano, sede della Fondazione Diversoinverso. Vitalità e genio, impellenza creativa e comunicativa, energia pura e visione futura, è questo che si condividerà con l’artista perché, come ci ricorda Rita Vitali Rosati, anima libera e senza tempo: “gli artisti o sono vitali (Rosati), o sono sotto terra”.

Dopo l’appuntamento di domenica 11 agosto, l’ultimo evento in programma per la stagione estiva 2019  sarà il 25 agosto con “UniVersi Paralleli” da Bach ad Astor Piazzolla fino al maestro Euro Teodori. I passi musicali di un padre Gianpaolo Antongirolami (sax) e di sua figlia Elena (violoncello).

  • Prima degli eventi, Palazzo Ricci aprirà ai visitatori gli spazi espositivi: teatro, foyer, mostre, laboratori creativi e sala musica
  • Dalle 19 si potranno ammirare opere originali: Hi-fi artigianali, lampade visionarie, ceramiche raku
  • Alle 21 nel giardino terrazzato: assaggi conviviali di cucina naturale bagnati dai vini Castrum Morisci
  • A seguire gli spettacoli

    Info:
     0734 59694/328 9669039

(sabrina lupacchini/slup)

Con il “chroma key” per fare effetti speciali

Il 10 Agosto 2019 alle ore 15 al “musil – Museo dell’energia idroelettrica di Valle Camonica” si terrà il laboratorio “Faccio effetti speciali! Il chroma key”.”Recitare davanti a un telo verde, rivedersi e scoprire che si è finiti dentro a una scena di un film famoso Questa è una delle fascinazioni del chromakey, in un laboratorio coinvolgente e pieno di sorprese, dalla tecnica di base sino agli effetti speciali più avanzati. Si tratta di un approfondimento sulle tecnologie del cinema, che da un lato intende spiegare ai giovani la tecnica per la realizzazione degli effetti speciali nei film, ma dall’altro non vuole tralasciare la percezione del Cinema come mondo onirico in cui il contributo delle idee e dell’essere umano non sono secondari. Gli studenti sono chiamati a posare davanti ad un telo verde e vengono ripresi da una telecamera: grazie alla tecnologia digitale possono vedere in diretta che sullo schermo il telo verde è stato sostituito da un video e si troveranno proiettati di volta in volta su un’isola tropicale, in uno stadio olimpico, nel Far West, etc. Le applicazioni del chromakey non si limitano agli effetti speciali in ambito cinematografico: i ragazzi possono provare a dirigere in diretta un telegiornale televisivo o a condurre le previsioni del tempo, e pur essendo davanti a un telo verde nel video compariranno lo studio televisivo o la scenografia con la cartina meteorologica.”

Video teaser: bit.do/e3rs2 

Costo del laboratorio 5 euro.
Per partecipare è consigliata l’iscrizione: telefono 3428475113, cedegolo@musilbrescia.it.

“Quando pensi che tutto sia finito, nulla è finito”…

MUSICA IN ARIA – NEL SEGNO DI EURO TEODORI
Torna a Montedinove l’evento itinerante dedicato a un ricordo

Il 16 luglio di ogni anno, un gruppo di musicisti italiani e stranieri, si ritrovano in un incantevole borgo marchigiano, ne attraversano i vicoli e, al tramonto, negli angoli più suggestivi del paese, donano la loro musica in nome di un ricordo. Un percorso musicale nato cinque anni fa col nome emblematico di “MUSICA IN ARIA”, voluto dalla Fondazione Diversoinverso e dedicato al maestro Euro Teodori, attore e musicista, personaggio eclettico impegnato su più fronti (cinema, teatro, musica, composizione, poesia, pittura), scomparso a Monterubbiano (FM) il 16 luglio del 2014. Teodori è stato essenzialmente un musicista, insegnante al Conservatorio Rossini di Pesaro, sezione staccata di Fermo, ha all’attivo oltre 100 composizioni: quintetti, sinfonie, cantate e un’opera “Dell’immaginario: la Sibilla il Cavaliere”. Ha costituito l’Orchestra Cameristico-Sinfonica Picena, concertato con Gazzelloni, diretto l’Orchestra Giovanile di Budrio e “gli Archi di Praga”. 

Il maestro Euro Teodori

Fiaccole, strumenti, passi silenti e volti curiosi, ne accompagnano da anni la memoria. Un incontro poetico in nome dell’arte che, per la seconda volta, farà di nuovo tappa a Montedinove, affascinante borgo del Piceno. Tra le vie del paese, in luoghi scelti per le caratteristiche e la particolare bellezza – così da consentire ai passanti la possibilità di un ascolto abbinato alla scoperta di vicoli e piazze -, i musicisti suoneranno al tramonto (dalle 20.00). In fine serata (alle 22.30) al centro della piazza principale, alcuni allievi del Conservatorio G. Pergolesi di Fermo, accompagnati dal pianista Fabio Spinsanti, interpreteranno brani dell’opera lirica “Dell’immaginario: la Sibilla il Cavaliere” del maestro Teodori. Un’opera che la Fondazione Diversoinverso ha in serbo di realizzare e portare in scena.

L’omaggio al compositore è divenuto nel contempo un dono sonoro per tutte le persone che, insieme ad amici e conoscenti, si radunano nei borghi. In piccole postazioni ci si può fermare, sedere ed ascoltare un mini concerto, in uno spazio accogliente, a volte magico. Le edizioni passate sono state proposte a Monterubbiano (2015), Torre di Palme (2016), Borgo di Marano (2017) e Montedinove (2018). La Fondazione ringrazia tutti i musicisti per aver accolto l’appello di questo speciale giorno e per la loro preziosa presenza, senza la quale, niente di tutto questo sarebbe possibile. Un particolare ringraziamento al sindaco Antonio Del Duca e all’assessore alla cultura Eraldo Vagnetti per la continua disponibilità e per la gentilezza dimostrata. Oltre a mantenere viva l’energia artistica del maestro Teodori, MUSICA IN ARIA si propone di essere un ponte tra generazioni e di valorizzare attraverso l’arte, i paesini dei nostri territori, piccoli gioielli da conoscere, popolare, proteggere.

Quest’anno ci accompagna la frase di Euro Teodori che dice: “Quando pensi che tutto sia finito, nulla è finito”. La musica non solo non finisce ma fa qualcosa di speciale…unisce.

Elenco dei musicisti partecipanti. Umberto Barale (fisarmonica), Marco Basili (sax), Sergio Basili (tromba), Claudio Del Papa (tenore), Huang Huicong (baritono), Alfredo Mercuri (piano), Diego Mercuri (voce, chitarra), Giordano Moriconi (chitarra), Marzio Moriconi (polistrumentista), Humayun Muhammad (rabab), Shah Nawaz (tabla), Patrizio Paci (piano), Silvia Patrizi (mezzo soprano), Zhang Sizhe (baritono solista), Fabio Spinsanti (piano), Valentina Vitali (soprano).

(slup/sabrina lupacchini)

Trasformazione e Migrazione. A Firenze il congresso mondiale di Storia dell’Arte

Dopo oltre quarant’anni, il Congresso Mondiale di Storia dell’Arte del CIHA (Comité International d’Histoire de l’Art) torna in Italia per svolgersi a Firenze nella settimana dal primo al 6 settembre 2019.

MOTION: Transformation” costituisce la prima parte del 35esimo Congresso Internazionale del CIHA che per la prima volta si terrà in due paesi diversi a distanza di un anno. La seconda parte dal titolo “MOTION: Migrations” avrà luogo infatti a San Paolo delBrasile nel settembre 2020.
Il congresso intende dare avvio a uno straordinario dibattito trans-culturale riguardo a uno dei temi da sempre di maggior rilievo nella cultura globale: il Movimento, declinato su due dei suoi aspetti più importanti, Trasformazione e Migrazione.  Il congresso fiorentino prende avvio da una riflessione rivolta sia al ruolo dell’artista inteso come “colui che agisce e fa”, in quanto dotato della capacità divina di plasmare la materia e di creare forme nuove, sia alla natura dell’oggetto d’arte a sua volta dotato di “anima”.

NOVE LE SESSIONI DI STUDIO

Tra le tematiche trattate nelle nove sessioni di studio, si parlerà della figura dell’artista come figura divina e misticamente ispirata, ma anche degli effetti del tempo sull’opera d’arte e del rapporto di quest’ultima con l’ambiente, del potere delle immagini in relazioni alle religioni, del ruolo esercitato dalle arti nei processi di trasformazione sociale anche in riferimento allo sviluppo tecnologico, fino ad arrivare al “Viaggio” tramite il quale viene favorita la circolazione costante di persone, idee e oggetti

Le Sessioni
1: L’arte come visione
2: L’arte e la materia nel corso del tempo
3: L’arte e la natura
4: L’arte e le religioni
5: L’arte fra disegno e scrittura
6: Iconicità e processo di produzione in architettura
7: Arte, potere e pubblico
8: L’arte, i critici e gli spettatori
9: Voyage

Per informazioni sulle iscrizioni:

35° Congresso internazionale di Storia dell’Arte
Firenze 1-6 Settembre 2019Comitato scientifico del Congresso

(sabrina lupacchini/slup)