LIBRI – Giocare è una cosa seria

“Ludicità” di Alicia Beatriz Barauskas

Alicia Barauskas nasce a nel 1956 a San Nicolás de los Arroyos – Argentina, risiede in Italia dal 1991. È professoressa di educazione pre-scolare, specialista nel gioco e l’educazione attraverso l’arte, attrice, animatrice, tecnico per l’handicap (autismo), operatrice in Musicoterapia Evolutiva e docente di Biomusica International. La sua maggiore esperienza si sviluppa nel campo dell’insegnamento e i suoi studi si concentrano nella possibilità di migliorare la qualità di vita del bambino di oggi.  Tiene corsi di formazione della sua materia Ludicità per Operatori in Biomusica in tutto il mondo, specialmente in Italia, Cuba, Spagna, Inghilterra e Argentina.

Ho voluto sviluppare un’idea. Ho giocato nel senso più serio e profondo del ‘giocare’ a immaginare che le tecniche ludiche potessero essere utili nel meraviglioso percorso della nostra evoluzione. Ho ipotizzato che attraverso il gioco individuale e collettivo si potesse aiutare l’essere umano ad impegnarsi a mantenere l’attenzione nel presente, nel divertimento e l’allegria, togliendo tutta la sfumatura banale che a questi termini può essere attribuita e ripristinando invece la loro potenziale positività. Ho provato a pensare ad un lavoro di autoconoscenza, per vincere le paure e la sofferenza di tutti i giorni. Gi sguardi luminosi ed i sorrisi spettinati e sudati dei partecipanti me l’hanno confermato

Il libro, ricco di informazioni anche tecniche contiene anche un Dvd con una selezione di giochi.

LIBRI – Arteterapia e Alzheimer

Quando ripenso alle conoscenze acquisite dalla prima esperienza con la malattia di Alzheimer ad oggi, sono soddisfatta perché posso affermare con certezza che ogni forma d’arte, anche se povera, alternativa, semplice diviene una piccola vittoria sull’annientamento della persona che tale malattia porta con sé. Nello spazio transizionale dell’arte, aver dato voce alle forme, ai colori, alle linee, ascoltando le risonanze emotive che risuonavano in ognuno di noi, ha permesso un incontro diverso, attraverso linguaggi non verbali, con chi lentamente ed inesorabilmente è stato privato della sua identità. Ho scoperto che attraverso l’arte è possibile entrare in contatto anche con le parti più sofferenti dell’altro, senza spaventare e allontanare in posizioni di difesa o negazione del dolore, permettendo una reciproca fiducia, utente e terapeuta, in un percorso di vita unico. Sono dieci anni che svolgo ques ta professione in diversi ambiti di cui quattro con con il Centro Donatori del Tempo. Questo libro vuole essere la condivisione di un’esperienza con quanti desiderano approfondire la relazione tra arteterapia e Alzheimer…”

Il libro tratta il tema dell’arteterapia come una delle terapie integrative nel trattamento delle persone colpite dalla malattia di Alzheimer. Attraverso il racconto dell’esperienza vissuta nell’atelier del Centro Donatori del Tempo di Como, definisce quali sono le peculiarità di questo nuovo approccio alla malattia. Scritto con un linguaggio semplice e comprensibile da chiunque, stimola la curiosità e il desiderio di approfondire gli argomenti trattati. “Quando ripenso alle conoscenze acquisite dalla prima esperienza con la malattia di Alzheimer ad oggi, sono soddisfatta perché posso affermare con certezza che ogni forma d’arte, anche se povera, alternativa, semplice diviene una piccola vittoria sull’annientamento della persona che tale malattia porta con sé. Ho scoperto che attraverso l’arte è possibile entrare in contatto anche con le parti più sofferenti dell’altro,  senza spaventare e allontanare in posizioni di difesa o negazione del dolore, permettendo una reciproca fiducia, utente e terapeuta, in un percorso di vita unico”. Così l’autrice presenta il volume, che è il racconto di un’esperienza concreta al Centro Donatori del Tempo di Como (che quest’anno festeggia il 30esimo di attività e che ha maturato una grande esperienza tra arteterapia e malattia di Alzheimer. L’obiettivo è quello di offrire un’immagine chiara e precisa di cosa sia l’arteterapia e di come essa possa affiancarsi ad altri percorsi terapeutici e riabilitativi già in uso.

Arteterapia si rivolge:
– ai familiari “care-givers” che potranno scegliere di accompagnare il proprio parente presso quelle strutture che offrono questo tipo d’intervento;
– agli operatori professionali che svolgono la propria attività in case di riposo, centri diurni o associazioni rivolte agli anziani;
– agli studenti in formazione o arteterapeuti in attività.

Indice:

Presentazione

Prefazione

Alzheimer: nozioni base – sintomi e caratteristiche della malattia

Arteterapia: cenni storici e linee generali

Organizzazione del visibile: dall’ancora al già e dal già all’ancoraparallelismi con il disegno infantile

Una storia: William Utermohlen

Arti figurative e Alzheimer: l’esperienza con il Centro Donatori del Tempo

Il setting – luogo dell’ incontro

Informale e Alzheimer – arte sganciata dalla patologia

Bibliografia

Note: Edito in collaborazione con il Centro Donatori del Tempo di Como
Chiara Salza
Scheda del libro su internet

ArtEmporio: spazio pubblico di artisti

Una galleria pubblicitaria per artisti e artigiani contemporanei

“Molti artisti lavorano del tutto isolati, staccati dalla realtà di altri che amano esprimere la propria creatività con mezzi più o meno simili, anche se in modi del tutto personali. Crediamo che questa situazione di isolamento non toglie sicuramente nulla al personale corredo di abilità, ma se ci uniamo agli altri, avendo il vantaggio della collaborazione, possiamo compiere cose ben più grandi e più utili alla crescita di ciascuno e dell’arte in generale: lo stesso spirito che può creare l’originalità di un individuo, può plasmare nuova originalità per un gruppo che condivide un identico fine”

Art Emporio è una comunità che accoglie in sé artisti, artigiani e persone interessate al vasto mondo dell’arte. L’obiettivo del sito è finalizzato a ravvivare l’interesse nei confronti di quei lavori artigianali che stanno scomparendo, di quelli che stanno nascendo e del vasto mondo dell’arte; si propone che ogni membro possa ritornare a godere semplicemente e liberamente del piacere di fare e di condividere quell’intimità intellettuale suscitata dalla contemplazione di ogni opera umana per dare vita ad un ambiente amichevole di scambi nello spirito delle antiche botteghe, dove poter esprimere la tecnica, il gusto, l’anelo e il piacere di ciascuno, creando una catena di cui ognuno sarà un tenace anello di ferro e un seme che renderà forte e produttiva l’associazione.

Art Emporio crede che il piacere della collaborazione e dello scambio può  essere qualcosa di “contagioso” che permette alle idee, alle forme, alle atmosfere, di passare da persona in persona per trasmettere a ciascuno “l’amore per la creatività”.

Per mettiti in “mostra”: comunità ArtEmporio 

Tango Therapy with Parkinson

Basically, tango therapy is a therapeutic technique that uses the Argentinean tango dance and the candombe, milonga, tango and criollo waltz music integrated with special exercises in order to help people feel happy and to connect with the most healthy aspects of their bodies, their lives. This is a session developed for people with Parkinson’s disease. Sessions start with simple and gentle breathing exercises. Walking, the base of Tango will be the next step. And, slowly, we introduce the embrace and you will start to enjoy the Tango dance. Tango improves balance. Using the traditional tango, female dancers move backwards encouraging themto relearn how to move. Tango boosts confidence makes you happier improves walking, posture, balance and confidence.

Tango Therapy UK: http://www.tangotherapy.co.uk
International Association of Tango Therapy: http://www.tangoterapia.org/
Parkinson’s Disease Society: http://www.parkinsons.org.uk

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Guatelli tra arte e ricordi

Un museo dall’estremo ieri all’estremo domani

di Sabrina Lupacchini

 “Oramai io, che sono entrato in comunione con loro, sento che parlano. A forza di starci insieme agli oggetti, a forza di sentire la loro storia, a forza di sentire la gente che ne parlava, senti che non erano soltanto oggetti ma erano una parte dell’uomo. E’ come se fosse la gente che li ha usati a stare con me, io sono con loro, li sento parlare…”

Tra le tante definizioni che usava per descrivere la raccolta a lui intitolata, Ettore Guatelli ricorreva spesso a quella di “museo dell’ovvio” oppure di “museo del quotidiano”. Martelli, pinze, pale, forbici, botti, pestarole rivestono le pareti seguendo semplici motivi geometrici, riempiono i mobili e le mensole del Museo Guatelli  a Ozzano Taro Collecchio (PR), creando un effetto scenografico carico di suggestioni visive e capace di evocare, attraverso un linguaggio museografico inedito e svincolato da intenti realistici, gesti quotidiani di vita contadina.

Gli oltre 60 mila oggetti custoditi nel museo testimoniano la storia comune di uomini e donne “dell’età del pane”, quando il lavoro nei campi sostanziava di sé il profondo legame dell’uomo con la vita.

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