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“La Luna nel pozzo”, torna il Festival internazionale del Teatro in strada

Contes_Asphaldt_3Esibizioni di acrobatica, teatro di strada e giocoleria, circo teatro, danza col fuoco, circo contemporaneo, teatro di figura e marionette giganti; e ancora, clownerie, pantomima, poesia di strada, commedia dell’arte e teatro per bambini…. Ritorna a Caorle (Venezia) il primo weekend di settembre (da giovedì 1 a domenica 4) la ventunesima  edizione del Festival internazionale del teatro in strada “La Luna nel pozzo”. Il festival è promosso dall’amministrazione comunale di Caorle e organizzato dall’associazione culturale Arci Carichi Sospesi di Padova, in partnership con United for busking, nuovo network italiano di festival internazionali di arte di strada, con il patrocinio della Regione Veneto e in collaborazione con il Consorzio di promozione turistica del Veneto orientale. Ad accendere ancora una volta di luci, magia, musica e colori le piazze, le calli e i campielli dell’affascinante cittadina veneziana saranno oltre 90 eventi tra performance e spettacoli acrobatici, comici, teatrali, proposti da 28 tra artisti professionisti e compagnie provenienti da ogni parte del mondo (oltre a Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania, Argentina e Uruguay), tra cui realtà del calibro di Paki Paya, Mystica Salvaje e Circo El Grito.

Per informazioni e programma:
www.lalunanelpozzofestival.ithttp://www.facebook.com/lalunanelpozzofestival

“Fragile”… dialogo artistico tra chitarrista e pittore

Un momento della performance. Foto: https://fragilelive.wordpress.com

Un momento della performance. Foto: https://fragilelive.wordpress.co

Il pittore svizzero Paul Klee aveva già intuito che le corrispondenze tra l’arte visiva e quella musicale, così diverse per gestazione, tecnica, e mezzi, “possono essere sottolineate solo se il materiale di partenza comune viene ridotto ai minimi termini, oggettivizzato, reso assoluto”.

“Fragile” è un lavoro discografico che, partendo dalla figura e dagli scritti di Klee,  fa dialogare arte pittorica e musicale. Il progetto è nato da un’idea di Luca Perciballi (chitarrista e compositore) e Mattia Scappini (pittore) e dalla comune volontà di “recuperare gli studi e le inclinazioni proprie delle avanguardie storiche del Novecento”.  Il dvd in edizione limitata e numerata è il risultato finale del lavoro, frutto di 4 anni di sperimentazioni.

I due artisti modenesi hanno fatto confluire l’esperienza in uno spettacolo che si svolge in un’atto unico di durata variabile e prevede sul palco la presenza di Perciballi e Scappini e di una grande superficie per proiezioni. L’intento è stato quello di approfondire il dialogo tra le due modalità artistico-espressive differenti con una performance di improvvisazione in cui la chitarra “perde le sue caratteristiche usuali e diventa colore grazie all’elettronica”, mentre l’immagine, dipinta con olio su vetro e proiettata da una videocamera sul telo “si appropria della struttura temporale in divenire, propria della musica”. Le due arti trovano così a interagire, mantenendo ognuna, le proprie specificità.

La presentazione ufficiale del progetto discografico si terrà il 22 aprile (ore 22.00) al Loft350 di Modena. Seguiranno altre date primaverili sempre in Emilia-Romagna. (slup)

Immagine anteprima YouTube

 

 

 

(sabrina lupacchini/slup)

InvenARIA 2016, torna la Festa del Teatro Off – @dovecomequando

unnamedSi avvicina a grandi passi verso la sua VI edizione INVENTARIA 2016 la Festa del Teatro Off. DoveComeQuando, la compagnia romana che organizza la kermesse, ha infatti reso noto l’elenco delle 18 compagnie e degli artisti che parteciperanno alle tre sezioni in concorso, scelti dalla direzione artistica del Festival tra le oltre 300 candidature pervenute da tutta Italia e dall’estero. Una scelta non facile, vista l’elevata qualità complessiva delle proposte, premiata dall’ampliamento del numero di spettacoli in concorso da 16 a 18

Una vetrina creata da artisti per artisti
Tutti numeri, questi, che confermano il successo di una vetrina creata da artisti per artisti senza finanziamenti pubblici, ma con la missione di offrire un palcoscenico di rilievo nella Capitale ad alcune delle compagnie indipendenti delle penisola in un’atmosfera accogliente e festosa – che è soltanto arricchita dall’elemento della competizione (in palio, quest’anno, fino a 7 repliche in tre piazze diverse per ciascun vincitore).

Il focus: la drammaturgia contemporanea
Da cinque anni ospitato in pianta stabile nella Sala Moretti e nella sala Gassman del Teatro dell’Orologio, il più prestigioso e accreditato teatro off della Capitale, INVENTARIA ha il suo focus nella drammaturgia contemporanea senza tralasciare i nuovi linguaggi scenici emergenti.

18 piccoli, imperdibili gioielli, tra prime nazionali, prime romane e giovani rivelazioni
Quest’anno, 18 piccoli, imperdibili gioielli, diversi l’uno dall’altro per argomenti e linguaggi scenici (da quello più tradizionale alla narrazione, dal teatro danza alla sperimentazione, dalla personalissima riscrittura di classici alla riscoperta di autori negletti), si avvicenderanno dal 9 al 22 maggio nelle due sale del Teatro dell’Orologio tra prime nazionali e romane, incuriosendo e affascinando con la loro eterogeneità, che rappresenta la vera forza attrattiva del Festival.

Helter Skelter, dal testo vincitore del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio
Come di consueto, INVENTARIA è anche l’occasione per la presentazione, in prima nazionale, della nuova produzione di DoveComeQuando tratta dal testo vincitore della precedente edizione del Premio di drammaturgia DCQ-Giuliano Gennaio. Quest’anno sarà la volta di Helter Skelter – Geometrie d’amore di Paola Moretti.

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I progetti finalisti di Scene da una fotografia in mostra al Teatro dell’Orologio
Al Festival  è infine abbinato anche il più longevo concorso per fotografie di scena in Italia, Scene da una fotografia, i cui progetti finalisti saranno esposti nel foyer del teatro per tutta la durata della manifestazione. Ricordiamo che è possibile partecipare inviando i propri progetti fino al 23 marzo.

Contatti: inventaria@dovecomequando.net – 320-08.29.337 – www.dovecomequando

Salute mentale: “attori sensibili” ospiti della Rems indagano il Macbeth shakespeariano

Macbeth, Lenz Fondazione - © Francesco PitittoLa nuova ricerca artistica guidata da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto coglie ed assume come stimolo creativo un momento storico di particolare rilevanza in Italia per la gestione sociale della follia.

Dal 31 marzo 2015 la Regione Emilia-Romagna è impegnata in un’esperienza pilota a livello nazionale per il trasferimento in nuove strutture di accoglienza degli ospiti finora detenuti negli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). In particolare a Mezzani, in provincia di Parma, è diventata operativa una delle prime Residenze per l’Esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria (Rems).

È un tale stratificato contesto che accoglie la nuova fase di ricerca artistica di Lenz Fondazione: avviato nell’autunno 2015, il laboratorio Pratiche di Teatro sociale rivolto agli ospiti della Rems di Mezzani, in collaborazione con il Dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Parma, va a innestarsi sul progetto ultradecennale realizzato con lo straordinario ensemble degli attori ex lungodegenti psichici.

Con il nuovo nucleo di attori sensibili ospiti della Rems, nel 2016 Lenz indaga il Macbeth shakespeariano, in una rilettura contemporanea del potente materiale drammatico: «I loro volti e le loro voci diventano il transfert visivo ed emozionale della figura tragica di Macbeth e la questione della follia e delle visioni di Lady Macbeth materia vivente, atto violento rimembrato e rielaborato, allucinazione rimessa a fuoco», suggeriscono i direttori artistici di Lenz Fondazione Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, che aggiungono: «Stiamo ricercando le linee interpretative, linguistiche e musicali di questa nuova opera di Lenz attraverso gli indispensabili impulsi di chi, rinchiuso per decenni in carcere ci ricorda senza finzione che la vita è davvero un’ombra che cammina e l’attore un povero idiota che fatica a raccontarci il niente».

Macbeth, Lenz Fondazione - © Francesco Pititto (2)Il Macbeth di Lenz Fondazione, che nella sua forma spettacolare vedrà in scena Sandra Soncini insieme ad alcuni attori sensibili della Rems all’interno dell’ambiente sonoro di Andrea Azzali, debutterà a metà giugno nell’ambito del festival di performing arts Natura

Per informazioni: Lenz Teatro, Via Pasubio 3/e, Parma, tel. 0521 270141, 335 6096220, comunicazione@lenzfondazione.it – www.lenzfondazione.it

“Tracce di memorie” progetto di narrazione teatrale per over 65

L'ARIA DELLE UNDICI credits Giacomo De Checchi“Tracce di memorie” e un progetto di narrazione teatrale per over 65, che a Cadoneghe (Padova) per oltre un anno sono stati chiamati a confrontarsi e a raccontarsi intorno ai temi del lavoro e della memoria. Da questo laboratorio è nato lo spettacolo “L’aria delle undici” che andrà in scena domenica 21 febbraio, alle ore 17 all’auditorium “Ramin” di Cadoneghe (via Rigotti 2). Saranno 23 i partecipanti, uomini e donne tra i 65 e gli 80 anni.

Ideato e condotto dagli attori e registi Loris Contarini e Stefano Skalkotos in collaborazione con la cooperativa TOP-Teatri Off Padova, il laboratorio è stato promosso e sostenuto dall’assessorato ai servizi sociali del Comune di Cadoneghe, che ha subito accolto la proposta di utilizzare le tecniche, gli strumenti e il linguaggio del teatro per un percorso di incontro e socializzazione, ma pure di lavoro sociale innovativo, rivolto agli anziani del territorio.

L'ARIA DELLE UNDICI credits Giacomo De ChecchiPer tutti i protagonisti quello di domenica è un vero e proprio “debutto” che li vede per la prima volta esibirsi,… anzi raccontarsi in veste di attori davanti a un pubblico. E dalla narrazione di sé e dall’ascolto prende avvio tutto il percorso, partito nel 2014 e negli ultimi mesi concentratosi sull’allestimento dello spettacolo che ne rappresenta ora una sorta di restituzione. Perché dalle storie dei “ragazzi” – come sono soliti chiamarsi tra loro –, viene fuori un pezzo significativo di memoria collettiva del territorio.
Nel corso del laboratorio, infatti, ciascuno di loro si è in qualche modo guardato indietro, e con il racconto di sé e della propria storia ha ricostruito insieme agli altri una visione e un mondo del lavoro così diversi rispetto a quelli attuali. Dai racconti di queste persone, prima raccolti attraverso interviste e poi trasformati per la scena in piccoli ed efficaci monologhi, riprendono così vita scorci di quotidianità di un tempo, e insieme le fatiche, le aspettative, i sogni di un’epoca.

traccedimemorieA guidare i partecipanti nella costruzione della narrazione di sé, gli attori e registi Loris Contarini e Stefano Skalkotos, autori anche della drammaturgia dello spettacolo: «Il laboratorio è stato pensato per gli anziani perché ragionando delle cose che oggi stiamo perdendo e di quelle che stiamo cercando, loro sono centrali – spiegano –. Ci interessa la loro memoria, certo, ma ci interessa ancora di più il loro presente: entrambi ci riguardano. Il teatro è fatto di e per le persone, perciò ci piace pensare che progetti come questo ribadiscano il ruolo del teatro nella sua funzione sociale e civile, oltre che artistica, come strumento di indagine e di intervento sociale». Ad affiancarli la danzatrice Sandra Zabeo, che si è occupata della dimensione del corpo e del movimento, consentendo loro di scoprire, attraverso le pratiche artistiche, come i limiti fisici in alcuni momenti scompaiano, lasciando spazio alla bellezza. I partecipanti hanno pure collaborato all’allestimento dello spettacolo e alla realizzazione di alcuni oggetti di scena.