Tag: street art

“In Wall We Trust”: al via l’ottava edizione con due street artist messicani che operano anche nel sociale

Inizia giovedì 4 ottobre, con l’arrivo di due street artist messicani, l’ottava edizione di In Wall We Trust – International Street Art Exhibition, manifestazione organizzata dall’associazione no profit “In Wall We Trust”, fondata e diretta dal duo di artisti campani Domenico Naf-Mk Tirino e Caterina Ceccarelli in programma ad Airola, nel cuore del Sannio beneventano, fino al prossimo 12 ottobre. Due gli interventi artistici pensati per questa prima parte dell’ottava edizione in altre due zone centralissime del borgo, situato nel cuore della Valle Caudina.

Piazza Caduti di Nassiriya ( ex piazza Mercato ) vedrà all’opera lo street artist emergente Ramsteko, originario di Tijuana, Messico, classe 1990, che fin da piccolo ha coltivato l’interesse per il disegno. Entrato da subito nel mondo dei graffiti, inizia a dipingere illegalmente nelle vicinanze di Tijuana.  Le sue idee prendono forma dalla necessità di creare e rivoluzionare la grafica figurativa in un modo più formale mescolando elementi di graphic design con basi della figura umana, sempre dando un messaggio ben preciso allo spettatore sia su muro che su tela.

Via Lavatoio, dopo l’intervento a opera di Sasha Korban, artista ucraino, che durante la scorsa edizione della manifestazione ha realizzato Harmony, una aggraziata e imponente ballerina sul maestoso sfondo del monte Taburno, vedrà l’intervento, a pochi metri di distanza, dello street artist Secreto Rebollo. “Il Gigante Messicano”, classe 1985, è un artista cresciuto nel quartiere detto “Cerro del 4”,  un antico vulcano inattivo nella zona di Guadalajara, a Tlaquepaque, nello stato messicano di Jalisco, una delle aree più difficili del Messico, dove, grazie ai graffiti, riesce a uscire dalla spirale di violenza delle strade.

Entrambi per la prima volta in Italia, reduci in Europa dal Meeting of Styles tenutosi in Francia, Ramsteko e Secreto Rebollo sono tra i maggiori esponenti della scena artistica messicana attuale. Due artisti che operano anche nel sociale in tutto il Messico, entrambi promotori di numerose iniziative a scopo benefico,  in collaborazione con enti, associazioni e talvolta con la polizia locale per migliorare la vivibilità di determinate zone degradate e malfamate.

In Wall We Trust è stato sempre pensato dagli organizzatori come momento di forte condivisione artistica e umana tra le comunità locali e gli artisti provenienti dall’estero, all’insegna dello scambio culturale e dell’arricchimento reciproco.

In Wall We Trust sta lavorando all’uscita del sito ufficiale, con contenuti e documentazione sulle otto edizioni, e spazi per le attività che ogni anno contribuiscono alla realizzazione dell’evento. “Il prossimo obiettivo è la mappatura completa dei muri che sono stati realizzati su tutto il territorio sannita con l’individuazione dei punti di maggiore interesse, e l’inclusione delle attività promotrici”.

“Collegno SI-CURA” bando internazionale di Street ART

La Street Art, grazie alla sua forte capacità comunicativa e di impatto sul territorio, è diventata uno strumento sempre più utilizzato dalle Amministrazioni Pubbliche per contribuire a rigenerare e riqualificare aree degradate o marginali della città.

L’amministrazione di Collegno, ha approvato nel settembre 2014, il proprio programma di mandato “Collegno Impegno Comune 2014- 2019”; in particolare ha posto l’attenzione sulla programmazione strategica richiamando la funzione metropolitana e la volontà di promuovere forme di cittadinanza attiva attraverso il coinvolgimento dei cittadini nelle proposte e nei progetti ritenuti più utili alla crescita economica, sociale e culturale della Città.

Il progetto “Collegno SI-CURA” presentato dalla Città di Collegno all’interno della candidatura TOP METRO della Città Metropolitana, intende mettere a sistema una consolidata modalità di “intervento” sul territorio capace di coniugare la cura fisica e materiale con azioni sociali e attività immateriali per aumentare i livelli reali e percepiti di sicurezza, cura, rigenerazione e “agio” urbano. La partecipazione al bando per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie è stata una conseguenza naturale delle progettualità strategiche in corso.

Per le opere sono state individuate le seguenti superfici:
– 3 muri da destinare ad un intervento artistico/autoriale
– 3 muri da destinare ad un intervento legato ad un workshop da realizzare con la partecipazione degli artisti selezionati insieme con la cittadinanza

Il BANDO
Gli organizzatori hanno deciso di prorogare il bando fino al 24 Settembre 2018
ore 16.00 per assicurare la più ampia partecipazione possibile. Partecipate!!!

MAUA: il museo a cielo aperto di “arte urbana aumentata”

Fuori dal centro di Milano nasce il  Museo di Arte Urbana Aumentata (MAUA) una galleria a cielo aperto che consta di oltre 50 opere di street art animate con altrettanti contenuti virtuali fruibili attraverso la realtà aumentata. Il MAUA nasce grazie al Bando alle Periferie finanziato dal Comune di Milano, con il quale sono stati selezionati e finanziati, tra oltre 150 proposte pervenute, 14 progetti culturali . Le opere del Museo di arte urbana aumentata “sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città”.

50 giovani animation designer hanno poi elaborato le immagini durante un workshop di realtà aumentata e prodotto 50 contenuti digitali inediti che oggi animano le opere selezionate.

Le opere del MAUA sono fruibili consultando la mappa, sull’app Bepart o ancora sul catalogo cartaceo in distribuzione gratuita presso BASE Milano.

Il progetto è stato condotto e gestito da un largo partenariato comprendente la cooperativa sociale Bepart (capofila), il centro per la cultura e la creatività BASE Milano, la casa editrice Terre di Mezzo, la scuola di fotografia Bauer, il laboratorio di design PUSH. e la Fondazione Arrigo e Pia Pini.

MAUA – Milano Città Aumentata

Street art: a Milano “Manu Invisible” trasforma in opere d’arte le barriere antiterrorismo

"Navidad" Manu Invisible, Milano-2016

“Navidad” Manu Invisible, Milano-2016

A Milano “per far vivere un Natale più sereno ai cittadini nonostante l’insidia terrorismo”, i blocchi in cemento “new jersey”, ubicati in tutta la città per questioni di sicurezza, sono diventati in pochi giorni opere d’arte che ne arricchiscono il patrimonio artistico.

Le barriere anti terrorismo sono state trasformate grazie alla street art di Manu Invisible.

Madre Natura

Madre Natura

Due le opere realizzate: una in Piazza del Duomo dal titolo “Navidad” che attraverso sfumature cromatiche ha voluto simboleggiare la famiglia dipingendo due renne (madre e figlio). Il secondo intervento è stato sui prefabbricati ubicati in Piazza Fontana e ai piedi del prestigiosissimo Bosco Verticale situato nel Centro Direzionale di Milano nel quartiere Isola.

Hanno aderito all’iniziativa: il writer Frode (ha raffigurato attraverso una visione personale un riccio) e Berto 191 (ha dipinto un paesaggio boschivo e altri artisti).

Grazie alla street art rinasce a Cagliari un’intera area quasi sconosciuta

2Venerdì 13 novembre 2015 si chiuderanno i lavori di “Is Murusu de Santa Teresa”, progetto realizzato dall’associazione Urban Center Cagliari, con la guida artistica del celebre street artist Manu Invisible  e la partnership della fondazione Domus De Luna. Il progetto, finanziato dall’assessorato alla cultura del comune di Cagliari, si è sviluppato in due settimane di lavori e vedrà coinvolti quattro palazzi le cui facciate saranno colorate e abbellite dalle opere di sette artisti: Manu Invisible, il Warpix-Duo, Davide Medda e Kofa dalla Sardegna, Frodeleggenda della street artist milanese, uno degli urban artist italiani più poliedrici e produttivi anche all’estero, e Dzia dal Belgio. Diverse sono state le attività collaterali previste per accompagnare la realizzazione dei murales, tra queste il coinvolgimento degli alunni della scuola media Ugo Foscolo; dei ragazzi di “Codice Segreto” (associazione culturale operante nell’integrazione delle differenti abilità e delle categorie a rischio); dei bambini e degli adolescenti del quartiere di Santa Teresa impegnati nel laboratorio “Il muro che vorrei”. Is Murusu de Santa Teresa” nasce dall’idea di Manu Invisible di andare a realizzare dei murales sulle facciate dei palazzi del quartiere popolare di Santa Teresa, quartiere periferico, sconosciuto anche alla maggior parte degli stessi abitanti del capoluogo sardo. “Santa Teresa vive da anni situazioni di disagio non solo strutturale ma anche sociale” e l’associazione Urban Center Cagliari ha accolto l’idea di Manu Invisible rendendola progetto ampliando “il concetto di arte a motore di crescita sociale e strumento di riqualificazione degli spazi e dei luoghi” e con la collaborazione della fondazione Domus De Luna è riuscita a coinvolgere gli abitanti del rione in un “processo di rinascita stilistica e culturale del quartiere”. L’esperimento nasce sulla falsariga di esperienze già affermate a livello nazionale: Tor Marancia e San Basilio a Roma, Ponticelli a Napoli, i quartieri popolari di Petrosino e Borgo Vecchio in Sicilia ecc. ecc. A breve tutte le opere saranno ultimate e il quartiere di Santa Teresa potrà godere dei nuovi colori e delle imponenti opere realizzate dagli artisti. (sabrina lupacchini/slup)