Category: ARTEVISIVA e MEDIART

Guatelli tra arte e ricordi

Un museo dall’estremo ieri all’estremo domani

di Sabrina Lupacchini

 “Oramai io, che sono entrato in comunione con loro, sento che parlano. A forza di starci insieme agli oggetti, a forza di sentire la loro storia, a forza di sentire la gente che ne parlava, senti che non erano soltanto oggetti ma erano una parte dell’uomo. E’ come se fosse la gente che li ha usati a stare con me, io sono con loro, li sento parlare…”

Tra le tante definizioni che usava per descrivere la raccolta a lui intitolata, Ettore Guatelli ricorreva spesso a quella di “museo dell’ovvio” oppure di “museo del quotidiano”. Martelli, pinze, pale, forbici, botti, pestarole rivestono le pareti seguendo semplici motivi geometrici, riempiono i mobili e le mensole del Museo Guatelli  a Ozzano Taro Collecchio (PR), creando un effetto scenografico carico di suggestioni visive e capace di evocare, attraverso un linguaggio museografico inedito e svincolato da intenti realistici, gesti quotidiani di vita contadina.

Gli oltre 60 mila oggetti custoditi nel museo testimoniano la storia comune di uomini e donne “dell’età del pane”, quando il lavoro nei campi sostanziava di sé il profondo legame dell’uomo con la vita.

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Gamba trista

Gamba trista

Gamba trista di Francesco Filippi (Studio Mistral) vince la sezione Corti di Fiction del Premio L’anello debole edizione 2011 della Comunità di Capodarco: un’opera di animazione che racconta in modo divertente, senza retorica o pietismi, la storia di un ragazzo nato con le gambe molli.  Gamba Trista ha gambe molli e i suoi compagni di scuola lo annodano dappertutto. Lui sopporta e ci scherza su, ma gli piange il cuore quando Rose, la bambina che gli piace, scappa via terrorizzata ogni volta che lo vede annodato. Un giovane disabile dalle gambe molli ma dalle braccia talmente forti che riesce a volare.

 

 

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La tinaia

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Tommasina: “sono i ricordi che ho dimenticato”

“Io sono quello che ho dimenticato”, dice Tommasina, mescolando presente e passato. Tommasina ha 92 anni ma è convinta di averne 18. Vuole laurearsi e diventare professoressa, innamorarsi e sposarsi. La sua giornata raccontata nel video di Margherita Spampinato, fa scoprire una dignità poco nota dell’Alzheimer (in Italia quasi un milione di malati e 36 milioni nel mondo), l’importanza dell’accudimento e una struttura pubblica dove gli anziani tornano bambini.

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I graffiti della follia

Il documentario di Pier Nello Manoni, regia Erika Manoni e Pier Nello Manoni, prodotto da Blue Film affronta in termini evocativi e poetici la storia di un ammalato di mente, N.O.F. 4, come lui stesso si definisce, il quale durante la sua lunga degenza nellOspedale Psichiatrico di Volterra, ha inciso – lungo 180 metri del muro del cortile del suo reparto – un poetico e delirante libro di pietra, tracciando, con la fibbia della sua divisa di matto, i contorni delle pagine che poi ha colmato con la sua personalissima scrittura. Il graffito è stato riconosciuto come uno dei più importanti esempi di Art Brut.

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