Category: Bacheca viaggiatori

In anteprima assoluta per Visionarea Art Space “BLU”

A cura di Gianluca Marziani in anteprima assoluta per Visionarea Art Space (Auditorium della Conciliazione, Piazza Pia 1), la mostra BLU di Danilo Bucchi, inaugura il nuovo ciclo dell’artista romano inserito nella collezione permanente della Galleria nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, ospite della Biennale di Venezia e della galleria Pièce Unique a Parigi.

Le 14 nuove e inedite tele di grande formato di BLU portano nell’avamposto del contemporaneo nel cuore di Roma, le ultime visioni dell’artista romano che negli ultimi 20 anni ha esposto in Europa, America ed Estremo Oriente, entrando nel 2018. In anteprima assoluta per Visionarea Artspace, Blu è un nuovo regalo che Danilo Bucchi fa alla sua città, dopo Il paese dei balocchi, opera permanente presente al MAAM, Assolo a Tor Marancia, che lo ha visto anche protagonista alla Biennale di Venezia (15° Mostra di Architettura Padiglione Italia), e la mostra personale Lunar Black al MACRO di Roma, a cura di Achille Bonito Oliva.

Durata: 19 Gennaio / 3 Aprile 2022
Opening: martedì 18 gennaio 2022 dalle 18:00
Ingresso libero – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Danilo Bucchi studio. Foto Andrea Boccalini

La street art e i canti di Dante

140 campane per la raccolta del vetro trasformate in arte, oltre 100 artisti coinvolti e 3 periferie romane (Viale Gregorio VII, Torpignattara, Centocelle): se questi sono i numeri GAU – Gallerie d’Arte Urbana, il progetto de La Città Ideale si prepara a ripartire con la sua quinta edizione dal 19 al 21 novembre 2021, portando i canti dell’inferno di  Dante su 34 campane per la raccolta differenziata del vetro nel quartiere Aurelio, con la direzione artistica di Alessandra Muschella e le firme di Moby Dick, Giusy Guerriero, Dez, Marta Quercioli, Zara Kiafar, Tito, Violetta Carpino, Kiddo, DesX, Yest, Er Pinto, Olives, Lola Poleggi, Kenji, BloodPurple, Lady Nina, Orgh, Teddy Killer, Valerio Paolucci, Wuarky, Karma Factory, Muges147, Maudit, Hoek, Alessandra Carloni, Cipstrega, Molecole, Korvo, Alekos Reize, Gojo.

Dez canto 3

Oltre il gusto gotico di Gustave Dorè, nel 2021 è la street art di GAU – Gallerie d’Arte Urbana a raccontare Dante e la sua Commedia, con un obiettivo: portare 34 canti danteschi, attualizzati e rivisitati in chiave contemporanea, nella quotidianità dei passanti, in attesa alla fermata dell’autobus, nella routine giornaliera del via vai cittadino, ma anche ai bambini e ai ragazzi che escono dalle scuole e così via.

Korvo canto 30-31

Dal 19 al 21 novembre, il quartiere Aurelio si trasforma così in un laboratorio di arte urbana a cielo aperto, che – da Piazza Irnerio a Via Boccea, passando per Circonvallazione Aurelia e Circonvallazione Cornelia e proseguendo su Via Mattia Battistini – ridisegna il profilo del quartiere con le opere di più di 30 artisti. A ognuno di loro un canto dell’inferno dantesco e una campana, per ricordare, nell’anno di Dante, al di fuori delle aule, dei luoghi istituzionali e delle università, quanto il sommo poeta fosse un rivoluzionario, un outsider, una mente libera, e raccontasse un grande sogno: un’Italia idealecome ideale è la città che da 5 anni sta costruendo, con le sue progettualità diffuse, La Città Ideale. 

Torna il TreeArt Festival: natura e arte strumenti generativi di incontro e relazione

Cultura, arte, divulgazione scientifica e sostenibilità saranno al centro dell’innovativo TreeArt Festival, che torna nella suggestiva cornice di Buttrio, località in provincia di Udine, dal 23 al 26 settembre, con la sua seconda edizione. L’evento, che avrà luogo presso la settecentesca Villa Florio e all’interno del suo secolare parco botanico, è organizzato dal Comune di Buttrio con i partner Giant Trees Foundation, per lo sviluppo delle iniziative scientifiche, e Opificio 330 per le iniziative artistico-culturali. Una manifestazione in cui artisti, scienziati e divulgatori celebrano una visione della natura come “strumento generativo” di incontro e di relazione, con una ricca proposta di dibattiti, incontri e performance, ma anche momenti esperienziali en plein air, mostre d’arte e concerti. Un festival nel segno della sostenibilità, nato lo scorso anno per diffondere e ampliare la sensibilità green facendo dell’albero, del suo ciclo di vita, della metamorfosi e l’utilizzo dopo la sua morte, metafora di un sistema di vita sostenibile e partecipato.

Durante il TreeArt Festival, Villa di Toppo Florio sarà soprattutto il palcoscenico naturale per le gigantesche installazioni del prestigioso artista francese Christian Lapie, che vanta installazioni in ogni parte del mondo, in particolare Giappone, Canada e Stati Uniti. Lapie approda per la prima volta in assoluto in Italia proprio in occasione del TreeArt Festival di Buttrio con l’esposizione delle sue monumentali opere lignee che resteranno visitabili fino al 24 di ottobre prossimo. L’artista d’oltralpe ha iniziato a lavorare il legno in grande formato nella foresta amazzonica proseguendo nel tempo la produzione di questa tipologia di opere che sono ormai divenute il leit motiv della sua creazione artistica recente. I suoi lavori mettono in discussione la nostra memoria individuale e collettiva. Sono installazioni di figure spettrali che nascono da luoghi scelti, intrisi di storia. Qualunque sia il continente, queste figure senza volti, monumentali e potenti, interrogano e destabilizzano.

©benoitpelletier

La meravigliosa poesia delle sue creazioni nasce proprio dalla trasformazione dell’albero, sposando perfettamente il tema portante di questa edizione del Festival friulano, che indaga sulle molteplici opportunità della sua metamorfosi. Lapie rigenera l’albero, lo scolpisce e talvolta carbonizza i tronchi imponenti fino a renderli personaggi epici e magnetici. Sono delle forme antiche, primordiali e dinamiche che animano le memorie di ognuno di noi e ci accompagnano verso un cammino dal destino imprevedibile. All’artista di fama internazionale sarà dedicata una personale all’interno degli spazi di Villa di Toppo Florio mentre nel parco all’esterno della dimora storica troneggerà un’opera di oltre sei metri di altezza, per 2,5 tonnellate di peso, che verrà lasciata dall’artista in modo permanente per contribuire alla creazione di un museo contemporaneo a cielo aperto. Les secrets en equilibrio, l’opera scelta da Lapie, è formata da due sculture «dritte e protettrici – come spiega lui stesso– che chiamano a sé, hanno la forza dell’attrazione, generano aggregazione».

Danza, teatro e arte. La magia del “Festival Sudamericana 2021”

Far conoscere e valorizzare la cultura latina-sudamericana in tutte le sue coinvolgenti sfaccettature, attraverso l’espressività e l’intensità dell’opera poetica, la dinamicità partecipativa della danza e del teatro, la magia evocativa della musica, lo sguardo infinito dell’arte. Questo l’obiettivo del Festival Sudamericana di San Ginesio (MC), un progetto artistico realizzato dall’Associazione Culturale “San Ginesio” e dal Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio (MC). La manifestazione dedicata al mondo latino è nata nell’agosto del 2013, questa nona edizione, sarà esclusivamente on line, sulla pagina facebook Festival Sudamericana.

Tanti gli ospiti della manifestazione: Quinteto Respiro (musica), Matteo Aringoli e Olha Voloshyn (danza), Ensemble Mariposa (musica), Xavier Oquendo Troncoso (poesia), Paura Rodríguez Leytón (poesia), Juan Manuel Acosta e Soledad Chaves (danza), Maria Fernanda Barbaresco – La f del Tango in Trio (musica – teatro – canto), Marina Cedro (musica – canto), Carlos Habiague (musica – canto), Norah Zapata-Prill (poesia), Giovanna Rivero (letteratura), Andrea Muriel (poesia), Jennifer Cabrera Fernandez (musica – canto – danza), Duo Juan Rivero e Gilberto Pereyra (musica), Cristiano Schiavolini (arte – illustrazione), Giovanna Iorio (arte visiva – sonora), Astra Lanz – Cristiano Schiavolini e Nahars Piano Trio – in collaborazione con FORART – con lo spettacolo “GIUS(TO) BORGES” organizzato da Appassionata – Associazione Musicale di Macerata (teatro – poesia – illustrazione – musica).

Evento organizzato dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni. Per ulteriori informazioni: 340 6657356 – associazioneculturalesanginesio@hotmail.it

(Slup/Sabrina Lupacchini)

Nasce RoSaVintART: l’usato dalle Piazze alle Gallerie d’Arte

Domenica 15 dicembre 2019, la Galleria “New Spazio M-Arte” di Marina di Altidona (FM) ha ospitato #RoSaVintArt, l’evento “Swap Vintage Glamour” che porta nelle Gallerie d’Arte gli abiti usati : “Per dare valore al vissuto e inseguire sogni

INVESTIRE SU CREATIVITA’ E STORIE

C’è stato un tempo in cui indossare abiti usati era sinonimo di povertà, oggi è sinonimo di un cambio di “tendenza”. Il vintage ultimamente non conosce sosta, continua a crescere, diventa qualcosa di più profondo: la ricerca di un capo, di uno stile oltre le imposizioni delle mode, di una storia a cui poter affidare un sogno o una serata particolare. È questo il paradosso che hanno voluto muovere le ideatrici di RoSaVintArt “Swap Vintage Galmour” (Roberta Fonsato e Sabrina Lupacchini RoSaVida Produzioni) portando il baratto delle “cose vissute” dalle piazze ai luoghi deputati all’arte, ossia nelle Gallerie contemporanee. “Perché – spiegano – sono stati la ‘cornice’ entro i quali abbiamo attraversato il mondo”. Lo scambio “artistico-creativo” si è tenuto domenica 15 dicembre presso la Galleria “New Spazio M-Arte” di Marco Monaldi a Marina di Altidona (FM). Non solo vestiti, ma accessori, libri e oggetti vari, saranno i protagonisti di un momento, soprattutto di incontro, che punta sulla qualità della proposta.

LA MODA È PER TUTTI LO STILE È DI POCHI

“Pensiamo che l’abito sia qualcosa di più profondo ed intimo, non semplicemente un indumento da usare ma qualcosa da valorizzare, che ci valorizza” spiegano le artiste, che nella vita hanno coniugato il desiderio della ricerca sociale a quello dell’estetica. “L’abito è intimamente condiviso con la nostra identità, la nostra essenza. Ricercare nell’usato questa poetica è un po’ come un viaggio nella nostra storia. Gli abiti arrivano da ogni dove, ma soprattutto da mille esperienze diverse, e come scrive il poeta cileno Pablo Neruda ci confessano di aver vissuto. Indossati per chissà quali incontri fugaci, galanti, indimenticabili, stanno lì a ricordarci chi siamo, chi siamo stati, chi vogliamo esserePer questo non sono mai scontati, mai uguali. Alcuni ci fanno osare altri ci inducono a cambiare. Vogliamo proporre un nuovo ‘modello’ di vita, cucito su misura su quanti posseggono quel quid in più, per coglierne l’essenza. Siamo convinte che se la moda è per tutti, lo stile è di pochi”.

Durante l’evento sono stati presentati i primi 5 pezzi della collezione #RoSaVintArt. Abiti che avendo avuto una storia particolare, sono stati scelti e trasformati in vere e proprie opere d’arte. Una serie con i seguenti titoliUn giorno d’autunno a Lisbona; E se t’incontrassi ora?; Il tocco dell’ovest; Terrazze possibili; Nulla se non l’istante.

“L’input di questa prima collezione ci è  stato dato da una persona (che vuole rimanere anonima) e che ci ha chiesto di realizzare  un’opera d’arte con un importante abito vintage. Nasce così l’idea della collezione RoSaVintart e nasce la prima opera d’arte “Un giorno d’autunno a Lisbona”, che ha già il suo proprietario, o meglio “Custode”, come preferiamo chiamarlo noi.” Gli abiti “incastonati” in cornici, possono abitare luoghi o possono “scendere” dalla cornice e abitare corpo….