Category: Eventi

FORME DEL BERE

Il bicchiere al centro di una mostra, come tema progettuale e oggetto del quotidiano. È racchiuso in questo breve quanto esaustivo concetto l’introduzione a “Forme del bere”, il progetto espositivo curato da Elisa Testori che inaugurerà domani, 23 aprile 2022 alle ore 18 nelle sale di InGalleria, l’Art Gallery di Punta Conterie votata alla narrazione e divulgazione del mondo del vetro attraverso progetti e oggetti, stili, geografie, tecniche e medium diversi tra loro.

Il bicchiere, tra gli oggetti del nostro quotidiano,  
riveste un ruolo di manifesta e scontata importanza. 
A partire da una funzione che deve 
rimanere valida e agevole, il far bere, il bicchiere 
ha trovato lungo la sua evoluzione 
interesse e interventi che lo hanno elevato 
a oggetto di stimolo progettuale, 
creativo e produttivo, 
pur sempre ben ancorato 
alla sua ʻsempliceʼ natura.”
Elisa Testori

FORME DEL BERE23.04 – 31.12.2022  A cura diElisa Testori 
OPENING Domani, 23 aprile 2022, ore 18
 In Galleria / Punta Conterie Art Gallery
Fondamenta Giustinian, 1Murano, Venezia
Allatua, Lorenzo Damiani
Uno dei progetti dei designer 
Allatua, disegnato da Lorenzo Damianiè un boccale da birra che gioca con l’idea, le abitudini e i riti che contraddistinguono da un lato il classico boccale “bavarese” e, dall’altro, i manufatti di vetro muranese, preziosi e da maneggiare con grande cautela. Allatua è un progetto ironico che invita al gesto tipico di un fragoroso “Prosit!” da mettere in atto, però, con un adeguato dispositivo di protezione adatto alla salvaguardia del vetro: un paracolpi su misura, distintamente lagunare, realizzato con del legno di bricola offerto dalle acque e pazientemente lavorato.

E io tra di loro – Tra Musica e poesia Giovanni Nuti ricorda Alda Merini e Milva

Il 4 aprile alle ore 21 a Milano presso il Teatro Franco Parenti, si terrà il concerto di Giovanni Nuti a favore dell’Associazione Alda Merini. A pochi giorni dal compleanno della poetessa (il 21 marzo) e quasi un anno dalla scomparsa di Milva, Nuti onora e ricorda le sue due indimenticabili partner artistiche, con uno speciale concerto in cui canterà le sue canzoni “meriniane” e quelle interpretate da Milva, ma anche alcuni brani del repertorio della Rossa (Jannacci, Battiato, Brecht, Piazzolla). Nuti racconterà anche come sia riuscito, nel nome di musica e poesia, a mettere insieme due personalità forti e originali come Alda e Milva.

Lo spettacolo E io tra di loro – Giovanni Nuti in concerto tra Alda Merini e Milva ha il Patrocinio del Comune di Milano ed è prodotto da Sagapò Music con il contributo di Francesco Bombelli, Coop Lombardia e Execo. La drammaturgia è di Roberto Cardia e Giovanni Nuti. I componenti della band sono José Orlando Luciano, (pianoforte e tastiere), Andrea Motta (chitarra), Simone Rossetti Bazzaro (violino), Carlo Giardina (basso) ed Emiliano Oreste Cava (percussioni e batteria).

Milva Merini Nuti by Giuliano Grittini

L’ingresso in teatro sarà gratuito, fino ad esaurimento posti, con prenotazione obbligatoria (max 2 persone) alla email: segreteria.associazione@aldamerini.it – Ai partecipanti sarà chiesto di diventare Amici dell’Associazione Alda Merini con una quota d’iscrizione di almeno 10 Euro ciascuno.

In anteprima assoluta per Visionarea Art Space “BLU”

A cura di Gianluca Marziani in anteprima assoluta per Visionarea Art Space (Auditorium della Conciliazione, Piazza Pia 1), la mostra BLU di Danilo Bucchi, inaugura il nuovo ciclo dell’artista romano inserito nella collezione permanente della Galleria nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, ospite della Biennale di Venezia e della galleria Pièce Unique a Parigi.

Le 14 nuove e inedite tele di grande formato di BLU portano nell’avamposto del contemporaneo nel cuore di Roma, le ultime visioni dell’artista romano che negli ultimi 20 anni ha esposto in Europa, America ed Estremo Oriente, entrando nel 2018. In anteprima assoluta per Visionarea Artspace, Blu è un nuovo regalo che Danilo Bucchi fa alla sua città, dopo Il paese dei balocchi, opera permanente presente al MAAM, Assolo a Tor Marancia, che lo ha visto anche protagonista alla Biennale di Venezia (15° Mostra di Architettura Padiglione Italia), e la mostra personale Lunar Black al MACRO di Roma, a cura di Achille Bonito Oliva.

Durata: 19 Gennaio / 3 Aprile 2022
Opening: martedì 18 gennaio 2022 dalle 18:00
Ingresso libero – PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

Danilo Bucchi studio. Foto Andrea Boccalini

La street art e i canti di Dante

140 campane per la raccolta del vetro trasformate in arte, oltre 100 artisti coinvolti e 3 periferie romane (Viale Gregorio VII, Torpignattara, Centocelle): se questi sono i numeri GAU – Gallerie d’Arte Urbana, il progetto de La Città Ideale si prepara a ripartire con la sua quinta edizione dal 19 al 21 novembre 2021, portando i canti dell’inferno di  Dante su 34 campane per la raccolta differenziata del vetro nel quartiere Aurelio, con la direzione artistica di Alessandra Muschella e le firme di Moby Dick, Giusy Guerriero, Dez, Marta Quercioli, Zara Kiafar, Tito, Violetta Carpino, Kiddo, DesX, Yest, Er Pinto, Olives, Lola Poleggi, Kenji, BloodPurple, Lady Nina, Orgh, Teddy Killer, Valerio Paolucci, Wuarky, Karma Factory, Muges147, Maudit, Hoek, Alessandra Carloni, Cipstrega, Molecole, Korvo, Alekos Reize, Gojo.

Dez canto 3

Oltre il gusto gotico di Gustave Dorè, nel 2021 è la street art di GAU – Gallerie d’Arte Urbana a raccontare Dante e la sua Commedia, con un obiettivo: portare 34 canti danteschi, attualizzati e rivisitati in chiave contemporanea, nella quotidianità dei passanti, in attesa alla fermata dell’autobus, nella routine giornaliera del via vai cittadino, ma anche ai bambini e ai ragazzi che escono dalle scuole e così via.

Korvo canto 30-31

Dal 19 al 21 novembre, il quartiere Aurelio si trasforma così in un laboratorio di arte urbana a cielo aperto, che – da Piazza Irnerio a Via Boccea, passando per Circonvallazione Aurelia e Circonvallazione Cornelia e proseguendo su Via Mattia Battistini – ridisegna il profilo del quartiere con le opere di più di 30 artisti. A ognuno di loro un canto dell’inferno dantesco e una campana, per ricordare, nell’anno di Dante, al di fuori delle aule, dei luoghi istituzionali e delle università, quanto il sommo poeta fosse un rivoluzionario, un outsider, una mente libera, e raccontasse un grande sogno: un’Italia idealecome ideale è la città che da 5 anni sta costruendo, con le sue progettualità diffuse, La Città Ideale. 

Il folle convivio dell’arte come resilienza alla negazione delle folle

E’ stata inaugurata venerdì 8 ottobre nello showroom Gervasoni di Udine, la mostra/spettacolo “Corpi di resilienza”, evento centrale del Festival Maravee Folle “per iperbolizzare ancora una volta il folle convivio dell’arte come resilienza alla negazione delle folle”, per “resistere alle sfide e ai divieti, perseverare in ideazioni e creazioni, affondando nel quotidiano, guardando in faccia tensioni e speranze d’identità sospese”.

Per guardare a nuovi orizzonti di bellezza e libertà!

Nell’ambito del Festival Maravee Folle, ideato e diretto da Sabrina Zannier, organizzato dall’Associazione culturale Maravee con il sostegno della Regione FVG, dei Comuni di Grado e Gemona del Friuli e delle slovene Obalne Galerije Piran, grazie alle collaborazioni di Gervasoni, Comunità Collinare, Comune di Colloredo e CP & Partners, Corpi di resilienza inscena il dialogo e l’intreccio fra arte visiva e design generando connessioni abitative che alimentano la pervasività identitaria tra uomo e ambiente. Dalla casa alla fabbrica, dal relax al lavoro, dalla socializzazione in salotto alla collaborazione in azienda, tra opere fotografiche, pittoriche, scultoree, musive, video, graffiti-writing e performance teatrali e coreutiche, s’inscenano corpi di resilienza artistica e sociale. Per condurci dallo stato di sospensione alle nuove fioriture culturali ed emozionali che dall’arte s’irradiano alla collettività quotidiana. 

Nell’ampio spazio dello SHOWROOM aziendale, l’articolato percorso espositivo catapulta il visitatore in ambienti abitativi carichi di suggestioni e messaggi, perché l’allestimento delle opere d’arte fra i complementi d’arredo inscena atmosfere di esistenza quotidiana in cui il relax, la seduta e il mettersi a tavola diviene gesto e postura teso alla riflessione e alla contemplazione.  Entro una processualità narrativa suddivisa in sette zone, i Corpi di resilienza si ergono per la Natura, le Folle, il Pensiero, l’Identità, l’Equilibrio, il Contatto, il Futuro. Aspetti che le restrizioni della pandemia hanno messo a dura prova, allertandoci sul fatto che anche prima erano a rischio e che probabilmente per sanare e salvare le folle, il pensiero, l’identità, l’equilibrio e il contatto, l’uomo deve passare attraverso un rinnovato rapporto con la natura avviandosi verso il futuro. Come insceneranno la performance attoriale di Nicoletta Oscuro e Serena Di Blasio e le performance coreutiche di Alice Tomasin e Andrual Bagnariol Aloi, Chiaro Busato ed Elena Popadyuk dell’Associazione Danza e Balletto.

Corpi di resilienza…PER LA NATURA affiorano nei disegni a pastello di Bruno Aita, nei suoi cupi Paesaggi senz’aria, abitati da umanoidi in atteggiamenti solipsistici innanzi a iperbolici tubi industriali che l’aria hanno compromesso, ma che potrebbero risanare, restituendola tanto all’uomo quanto agli alberi tormentati. Lo stato di sospensione che si respira nella drammaticità del nero e nell’asciutta narrazione che sintetizza in pochi, ma incisivi elementi, la percezione del quotidiano collettivamente condiviso, è però sottilmente pervaso da significative schiariture. Perché ogni attesa sottende la speranza, in tal caso di nuova luce e nuova aria, come suggerito dagli orizzonti lattiginosi o celestiali in fondo a dantesche selve oscure o, ancora, da sottilissimi raggi di luce che s’insinuano nella percezione di atmosfere apocalittiche. Per la Natura si erge anche l’opera di Alessandra Aita, che tra scultura e design inscena la resilienza artistica e sociale intrecciando corpi e luci. Figure umane raccolte su se stesse, innalzate per aprirsi sull’intrinseca identità vitale, per specchiarsi nella luminosità della propria ombra o, ancora, per rinascere da un terreno luminoso, s’interfacciano con lampade che sintetizzano posture e gestualità umane. Tutte costruite assembrando frammenti lignei recuperati lungo i fiumi, consunti dal tempo e levigati dall’acqua, per una rinascita della memoria corporea attraverso la percezione vitale di luci che inscenano il risvolto spirituale dell’esistenza quotidiana.

Quotidianità che il percorso espositivo poi rilancia con i Corpi di resilienza….PER LE FOLLE, allestimento scenografico ideato da Belinda De Vito, con ricerca e ottimizzazione video di Cabiria Lizzi e realizzazione proiezioni di Carlo Della Vedova.  Folle allo stadio, ai concerti, al museo e nelle piazze si agitano sui tavoli della nostra domesticità, per ricordarci il chiasso, la confusione, ma anche la bellezza di resse e code che dichiarano la voglia di esserci: tutti insieme, in libertà, tra urli e abbracci, per condividere l’entusiasmo dello sport, della musica, dell’arte, delle manifestazioni festose o di protesta.

Nella sezione Corpi di resilienza….PER IL PENSIERO, con le sculture di Simone Miani la valenza el’importanza della riflessione si dispiega sulle due forze che regolano l’animo umano secondo il pensiero greco: il pathos, la passionalità, la concitazione, l’emozione affettiva e la commozione estetica nella potenza drammatica dell’opera, contrapposto alla razionalità del logos, in cui il discorrere interiore secondo ragione si manifesta nel fare. Un ‘fare’ che dai corpi ripiegati su se stessi nella struggente bellezza di una sofferente attesa, si dilata in un ambiente abitato dalla creatività musiva delle opere prodotte dalla Scuola Mosaicisti del Friuli, che animano gli oggetti del quotidiano.

Con le gigantografie di Michele Biasutti il percorso approda ai Corpi di resilienza….PER L’IDENTITA’. Quella di giovani e giovanissimi, immortalati per lo più in strada, nella loro quotidianità, che inscenano il valore della differenza – di genere, colore, posture, espressioni, emozioni e caratteri – catapultandoci nella ricchezza identitaria della nostra stretta

contemporaneità. Grandi ritratti della serie Blossom, tesi fra ironia e sfrontatezza, sberleffo e introspezione, complicità e solitudine, in un’atmosfera votata al respiro della natura, segnano il passo dello stato di sospensione che in questo periodo connota più che mai l’età umana della “fioritura”, suggerendo lo speranzoso sviluppo di nuovi germogli.

Con i dipinti di Luca Suelzu la narrazione conduce ai Corpi di resilienza….PER L’EQUILIBRIO, fisico e mentale, proposto metaforicamente con una sana vena ironica tra gli sforzi da palestra e la destrezza da saltimbanco. La scala di grigi che connota la serie dei Pesi, in cui il linguaggio iperrealista dichiara la pesantezza del metallo alludendo allo sforzo del corpo che li utilizza e della mente che persevera nell’azione, s’interfaccia con l’azzurra leggerezza del saltimbanco felicemente piroettato a testa in giù, in divertito equilibrio, sospeso su un filo, con un ombrello che lo ripara da una pioggia di fiori.

La sezione dei Corpi di resilienza….PER IL CONTATTO apre nel percorso espositivo un suggestivo ed empatico affondo nella questione identitaria votata alla relazione fra il sé e l’altro da sé. Con il progetto fotografico emblematicamente intitolato Contatto, di Luca Tassotto + Valentina Bertossi, l’identità è una “questione di pelle”! Filtro che ci separa dal mondo e al contempo con il mondo ci connette, l’epidermide respira, tocca e si fa toccare, assorbe e risponde, avvicina o allontana: altri corpi, altre identità, su libera scelta di ognuno. Una scelta mutilata, addirittura azzerata dalla pandemia, che ha traslato il dialogo dell’epidermide in assenza e distanza, ponendoci interrogativi sul comportamento, sui corpi e sulle pelli e lasciandoci in sospeso sul principio del confronto, dello scambio e, per l’appunto del contatto. Profondamente dentro questi interrogativi, Tassotto e Bertossi hanno fatto leva sull’emozione intesa come radice del desiderio, interagito con gli effigiati per svelare il loro desiderio di contatto sulla censura imposta all’espressività (la mascherina), con lo sguardo rivolto all’osservatore come invito a partecipare. E’ un emozionante richiamo alla sensorialità comunitaria, un desiderio e un’intenzione che nel secondo scatto si esaudisce in un gesto risolto nell’introspezione degli occhi chiusi, nell’intimità della propria pelle, che cromaticamente invade il proprio spazio.

Corpi di resilienza….PER IL FUTURO sono quelli dei giovani allievi del Liceo Artistico Sello, che narrano in video La vita al tempo del covid. Un racconto struggente, forte e intenso, che li vede protagonisti dell’ideazione, delle riprese e anche degli interventi attoriali/performativi, dei disegni e delle animazioni. Tra emergenza e attesa, mancanza e costrizione affiora la speranza e il sogno, tesi fra natura, cultura, identità, gioco e socialità.

Liceo artistico Sello, La vita al tempo del Covid, frame da video, 2020

All’interno della FABBRICA, l’ampio murales di Nicholas Perra inscena nella quotidianità operativa il principio della resilienza tra materia, lavoro e natura. Una gigantesca sezione di tronco ligneo, che identifica la materia prima della produttività in azienda, si trasla nel paesaggio che lo genera, in una maestosa montagna che svela le proprie caverne per poi aprirsi alla profondità prospettica di altre montagne ancora, che dai marroni approdano al verde degli alberi e all’azzurro dei torrenti e del cielo.

Uno scenario che Venerdì 15 ottobre alle ore 21.00 farà da quinta teatrale allo spettacolo Çurviei scjampâts e Çurviei restâtsdelTeatro Incerto.Spettacolo in friulano e italiano di teatro partecipato, che metterà a confronto i folli personaggi creati dagli autori-attori per testimoniare la fuga dei cervelli dal Friuli Venezia Giulia con i personaggi reali che dal pubblico saliranno sul palco per testimoniare la resilienza con il lavoro trattenuto in loco.