Category: Luoghi ‘comuni’

Suspended Flow a Firenze l’installazione site specific firmata dall’artista Vincenzo Marsiglia 

sculture di luce realizzate in vetro di Murano appese al soffitto e scritte al neon interattive “alimentate” dal passaggio delle persone che vivono il Mercato. È l’installazione site specific “Suspended Flow” firmata dall’artista Vincenzo Marsiglia a cura di Davide Sarchioni e prodotta da Mercato Centrale Firenze, in occasione delle celebrazioni per i dieci anni del progetto ideato da Umberto Montano in collaborazione con il gruppo Human Company delle famiglie Cardini – Vannucchi.

Veduta d insieme dell’installazione Suspended Flow – Vincenzo Marsiaglia – Mercato Centrale Firenze 2024 – Crediti foto: Nicola Gnesi

Marsiglia, dopo aver inaugurato l’Art Fair di Parigi su le Champs Élysées, la fiera Roma Arte in Nuvola nella capitale e aver dato nuova forma artistica con le sue installazioni alla casa natale di Giovanni Boccaccio a Certaldo, prosegue a Firenze il suo dialogo con le architetture all’interno del Mercato Centrale, raccontando un nuovo modo per vivere e restituire gli spazi di uno dei luoghi di incontro più significativi della città, mediante una grande opera site specific polifonica e interattiva che, tra stelle e geometrie, luci e tecnologia, agisce tra realtà fisica e digitale coinvolgendo attivamente il pubblico.

A cura di Davide Sarchioni e appositamente ideato per gli spazi dell’imponente architettura di Giuseppe Mengoni del 1874, “Suspended Flow” è un’inedita esperienza tra arte e tecnologia per esprimere la vocazione di un luogo che anima la quotidianità del capoluogo toscano. In continuità con la sua attenzione verso la cultura – che negli anni ha dato vita a una serie di collaborazioni con protagonisti dell’arte contemporanea tra cui Daniel Buren, Michelangelo Pistoletto, Ai Weiwei, Marco Lodola, Grazia Toderi e altri ancora – Mercato Centrale festeggia così il suo decennale con un nuovo progetto artistico appositamente ideato per gli spazi interni dell’edificio in ferro di Giuseppe Mengoni del 1874.

L’installazione aerea è composta da diverse sculture luminose a neon, realizzate in vetro soffiato di Murano, sospese nella parte alta dell’architettura quasi fluttuando nello spazio seguendo un preciso ordine prospettico come costellazioni di un’immaginaria sfera celeste. Alcuni elementi configurano una stella a quattro punte, segno distintivo del linguaggio di Marsiglia, altri impiegano il lettering per formulare frasi e messaggi rivolti al pubblico, come “Suspended Flow”, “Light in your eyes” e “Looking up” che, collocata in una posizione, invita gli utenti del mercato ad alzare lo sguardo.

Dal 30 maggio al 28 febbraio 2025 al Mercato Centrale Firenze, Piazza del Mercato Centrale, Via dell’Ariento, 50123 Firenze.

“Mind The Earth”, nei vagoni della metro di Roma una mostra viaggiante racconta l’ambiente

Dal 7 maggio 2024 per cinque mesi, i vagoni di un treno della Metro A di Roma si trasformano in galleria d’arte itinerante con Mind The Earth, installazione site specific nata dalla progettualità  di Yourban 2030 e promossa dalla stessa no profit inspirata agli obiettivi dell’Agenda 2030, in collaborazione con ATAC Roma, media partner HF4 communication. Tra volti mutati, metamorfosi animali, piante dalla diversa natura, colori, suoni e immagini inusuali, la mostra viaggiante a cura di Angelo Cricchi e Valeria Ribaldi porta sui sedili, sui soffitti e sulle pareti del treno della linea arancione della capitale gli scatti e le immagini del progetto editoriale Irae con opere di Andreco, Matteo Basilè, Nicola Bertellotti, Giacomo Costa, Angelo Cricchi, Michele Guido, Agostino Iacurci, Shinya Masuda, Supinatra, Wu Yung Sen.

Mind The Earth_Yourban 2030 – ph. Simone Passeri

Con la volontà di trasformare il viaggio in metro in un’esperienza artistica ma anche in un’occasione di condivisione e riflessione sui temi della sostenibilitàMind The Earth è una nuova intuizione di Yourban 2030 che unisce parole e immagini create da artisti, poeti e fotografi, il tutto accompagnato dalla colonna sonora di Marco Del Bene, Abissirae, album nato in occasione del terzo numero del progetto editoriale Irae, per dare voce agli abissi.

“Con un gioco di parole che nasce dal londinese avviso mind the gap, in cui in questo caso si invita il passeggero a ‘far attenzione al pianeta’” spiega la presidente di Yourban 2030 Veronica De Angelis “Mind The Earth nasce per restituire al grande pubblico e al territorio la riflessione, gli studi, i contributi artistici e le visioni delle tre edizioni di Irae, 200 pagine di arte contemporanea e fotografia, 200 pagine di ambiente sostenibilità, 200 pagine per riflettere sulla condizione del pianeta terra e del nostro ecosistema attraverso interventi di scienziati, visionari e artisti. Dopo aver proposto – con la direzione artistica di Angelo Cricchi e attraverso grandi firme – uno storytelling critico e consapevole sullo stato del nostro pianeta documentando il contemporaneo attraverso l’arte in forma cartacea, con Mind The Earth abbiamo deciso di portare al grande pubblico, al più inaspettato, questa narrazione fatta di foto, a volte provocatorie, e grafiche che circondano il passeggero nel suo viaggio”. 

Mind The Earth_Yourban 2030 – Ph. Simone Passeri

Entrando in metro il passeggero viene accolto da un mondo surreale di immagini: i paesaggi abbandonati di Nicola Bertellotti, quelli postatomici di Giacomo Costa, i macro mondi botanici di Michele Guido, le balenottere nelle cave  di Matteo Basilè, le  povere creature di Angelo Cricchi, gli animaletti degli abissi di Wu Yung Sen, le piante favolose di Agostino Iacurci, ed i tarocchi gastronomici di Shinya Masuda. Uno dopo l’altro, uno accanto all’altro scorrono veloci ed accompagnano il viaggiatore in un viaggio, invitandoli a proseguirlo seguendo la più ampia narrazione di IRAE.

La mostra è accompagnata da un QR Code che consente di ascoltare l’album del pluripremiato compositore italiano Marco Del Bene, dando così vita a un momento di condivisione collettiva, trasformando il viaggio di turisti e romani in una inedita visita “aumentata” di immagini e suoni, in cui incontrare arte, musica e scoprire con essi la richiesta di aiuto dei nostri oceani. “Fino a pochi anni fa i viaggi quotidiani sui mezzi pubblici erano un momento di incontro e di nuove scoperte” spiega Marco Del Bene “con Abissirae i vagoni della metro si trasformano in un ambiente sonoro da condividere. L’ascolto di una stessa materia sonora, nello stesso momento – seppur ognuno sul proprio smartphone – può trasformare tutto ciò in un tempo di condivisione, in un ascolto collettivo e partecipato”. 

Mind The Earth, che ha come protagonisti i vagoni di un treno della Metro A, è a cura di Angelo Cricchi e Valeria Ribaldi, è promossa da Yourban 2030, in collaborazione con ATAC  Roma e con il media partner HF4 communication. Grafiche a cura di Valeria Semenzano, Wood Garage Studio .

Info: www.iraedition.org 

Mind The Earth_Yourban 2030 – Ph. Simone Passeri

AUTelier – Il primo outlet inclusivo gestito da persone nello spettro autistico

 A Milano (in Via Valtorta 30) ha aperto AUTelier, una nuova boutique, un outlet che unisce moda e inclusione: all’interno del negozio – realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Diesis, che dal 2010 valorizza le potenzialità di adolescenti e giovani adulti nello spettro autistico, sostenendo il raggiungimento della massima autonomia possibile e partecipazione al mondo del lavoro – lavorano giovani nello spettro dell’autismo, affiancati da operatori e terapeuti. “In un punto vendita innovativo i ragazzi nello spettro autistico vivono l’esperienza di una stimolante crescita professionale, partecipando allo svolgimento di tutte le mansioni previste da un outlet, secondo le proprie preferenze, competenze, potenzialità”. 

AUTelier nasce da un desiderio comune a tutti i genitori di persone nello spettro, ovvero che i propri figli trovino il loro posto nel mondo, anche dal punto di vista lavorativo. I dati, purtroppo, raccontano che le opportunità di lavoro sono pochissime per questa condizione di neuro-divergenza e, per questo motivo, Diesis ha raccolto le forze, ideato e creato questa iniziativa. Le generose donazioni di capi di collezioni passate o in over-stock da parte del Gruppo Miroglio e di Neirami hanno consentito l’avvio dell’attività dello store, insieme alle fondamentali collaborazioni con l’Università degli studi di Trieste e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità.

Grazie alla campagna di raccolta fondi, con un obiettivo economico di 10mila euro, avviata su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation – l’Associazione si pone come proposito quello di garantire agli educatori e specialisti che affiancheranno le giovani risorse nello spettro autistico in negozio il giusto sostegno, per la professionalità che quotidianamente metteranno a disposizione.

TESTE COLME – “Il mercato della vita” nelle opere di Gianni Chiriatti

Si inaugura sabato 4 maggio alle ore 19:00 la mostra personale di arte contemporanea dal titolo “Teste
colme” dell’artista Gianni Chiriatti
, presso il Centro Culturale Santi Medici a Martano (Lecce). L’evento,
patrocinato dal Comune di Martano, è curato da Dores Sacquegna.

“Immaginare e costruire nuovi mondi è sicuramente l’arte che contraddistingue Gianni Chiriatti, artista
salentino nato in Svizzera e ritornato alla sua terra d’origine per dar vita a inediti brani di realtà (o di irrealtà), composti da figure zoomorfe e tripudi di frutta che rappresentano il mercato della vita con le sue bellezze, la sua carnalità e la sua tragicità”.

“Teste colme”, gioca sulla trilogia tra natura umana-animale-vegetale in cicli multidisciplinari tra pittura, fotografia, installazioni e video arte. L’artista – Gianni Chiriatti, in arte Borgagne, è un artista pugliese, nato a San Gallo, in Svizzera, nel 1973.

TESTE COLME di Gianni Chiriatti a cura di Dores Sacquegna
Dal 4 al 14 maggio 2024 – Centro Culturale Santi Medici, Piazza Caduti, Martano (Lecce)
Apertura tutti i giorni: dalle 18:00 alle 22:00 con ingresso libero (Tel: +39 3289469538/+38 349 37 20659)

Info: https://www.officinameridionalekaliani.it/
officinameridionalekaliani@gmail.com | dores.sacquegna@gmail.com

Riapre al pubblico Casa Varoli: “più bella e più grande”

Sabato 27 aprile 2024 alle ore 10.30, il Museo Civico Luigi Varoli di Cotignola (Ravenna) riapre al pubblico Casa Varoli: dopo quattro anni, gli oggetti, le opere e l’archivio dell’artista della cartapesta Luigi Varoli (Cotignola, 1889-1958) tornano ad abitare la sua casa-studio, ora ristrutturata e ampliata.

A partire dal 1922, Luigi Varoli allestisce il suo studio in un edificio collegato allo storico Palazzo Sforza. I bombardamenti su Cotignola negli anni 1944-45 non risparmiano né lo studio né la casa del Maestro, che affacciava sullo stesso cortile. Dopo la guerra, l’edificio sforzesco viene ricostruito per ospitare sia l’abitazione, al piano terra, sia lo studio al primo piano. Alla morte dell’artista, esso viene donato dalla moglie Anna Cortesi al Comune di Cotignola e dal 1991 fa parte del Museo Civico Luigi Varoli. Nel marzo 2023, ottiene dalla Regione Emilia-Romagna il marchio “Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna”.

Casa Varoli, ph. Lorenzo Pasini

Il nuovo ampliamento di Casa Varoli è avvenuto grazie all’acquisto di un edificio attiguo, reso poi comunicante con lo spazio originario. Una congiunzione che ha permesso, non solo di renderlo più accessibile (tramite un ascensore, nuovi servizi e spazio di accoglienza per il pubblico), ma anche di aumentarne la superficie espositiva, in grado così di accogliere una sezione storica completamente rinnovata, dedicata a due importanti avvenimenti della seconda guerra mondiale, accaduti nel territorio cotignolese.

Due sono dunque i percorsi che si congiungono circolarmente nell’allestimento della nuova Casa Varoli: il primo è quello della casa-studio dell’artista, camera delle meraviglie, in cui si stratificano e confondono anche frammenti e testimonianze della distruzione di Cotignola a seguito dei bombardamenti alleati, opere e oggetti appartenuti e collezionati dal maestro; il secondo è quello della memoria storica della seconda guerra mondiale, focalizzato sull’ospitalità concessa a 41 ebrei che vede appunto Luigi Varoli tra i protagonisti di questa impresa eroica e coraggiosa.

“È un mondo magico, enciclopedico e denso di stupore quello della casa-studio di Luigi Varoli che, dopo la visita alla pinacoteca del Museo Civico Luigi Varoli collocata a Palazzo Sforza, permette così di comprendere e calarsi pienamente nella incredibile ricchezza di visioni, fantasie, memorie e nello sguardo inquieto e curioso del maestro cotignolese. Così, dentro alla sua casa, incontriamo bestiari selvatici, crani, corna e teschi di animali, gessi per la copia e il disegno, vecchie fotografie quadrettate per ritratti, crocifissi antichi e madonne in ceramica e legno, facce, teste e maschere scolpite, disegnate, dipinte e in cartapesta. Non mancano spartiti e rari strumenti musicali, e una biblioteca in cui spiccano pregevoli edizioni, su tutte due libri del futurista Fortunato Depero tra cui il celebre e inarrivabile “libro imbullonato”. E ancora giocattoli, e opere dei suoi molti allievi e amici, come Mattia Moreni, Fortunato Depero e Francesco Balilla Pratella, che vissero la casa-studio come luogo dell’incontro e della meraviglia, bottega e laboratorio, scuola e museo”.

Casa Varoli è anche arte contemporanea, una delle vocazioni più forti che il Museo Varoli ha saputo coltivare negli ultimi anni. Di presenze e opere contemporanee è ritmato l’intero percorso espositivo della nuova casa-studio, sia all’interno che nel suo giardino: dal ceramista Nero/Alessandro Neretti che abita il cortile con la sua foresta di Teste, mostri e capitelli, allo scultore Matteo Lucca e la sua opera Azzimo 41 fatta di mani di pane; e poi le opere nate e prodotte intorno al visionario progetto “Inventario Varoli” tra cui i video di Mauro Santini, Marco Zanella, Michele Buda e Diego Gavioli. E ancora Frame, l’installazione multimediale di David Loom fatta per il museo nel 2012 e adattata per il nuovo spazio dall’artista stesso, e il fumetto L’Argine di Marina Girardi e Rocco Lombardi.

Luigi Varoli (Cotignola, 1889-1958) è pittore, scultore, musicista, educatore e maestro d’arte per adulti e bambini. Oltre ai dipinti, la cartapesta è senza dubbio il settore della produzione in cui si esprime la nota più personale dell’artista. Studia alle Accademie di Belle Arti di Ravenna e a Bologna, poi nel 1922 torna a Cotignola, dove rimarrà per il resto della sua vita, in un rapporto quasi simbiotico con il paese e il territorio, e dove per tutta la vita dirige la Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola. Rilevante, in particolare, il suo ruolo di maestro: nel suo cenacolo infatti ha formato una fitta schiera di artisti romagnoli. Dopo l’armistizio del 1943, ospita in casa propria ebrei in fuga dai nazi-fascisti: un’azione umanitaria che gli vale, nel 2002, il riconoscimento di “Giusto tra le Nazioni” dallo Stato di Israele.

Progetto espositivo e allestimenti a cura di Massimiliano Fabbri, Michela Fanelli e Anna Attiliani
Accesso da Via Cairoli 5/a e Corso Sforza 24, Cotignola

Con il sostegno di: Settore Patrimonio culturale Regione Emilia-Romagna

Inaugurazione: Sabato 27 aprile 2024, ore 10.30 

Apertura straordinaria: Venerdì 27 e sabato 28 aprile: ore 10.30-20

Orari di apertura: venerdì: 16:30-18:30 | sabato, domenica e festivi: 10:00- 12:00 e 15:30-18:30.

Per informazioni www.museovaroli.it | museovaroli@comune.cotignola.ra.it – Tel. 0545 908810 – 3204364316