Category: Salute mentale

Viaggio a Hogeway, la città dei senza memoria

Alzheimer: viaggio a Hogeway, la città dei senza memoria

Siamo a Demenzaville: una casa di cura, nei Paesi Bassi, ideata come un villaggio stileTruman show. Sul set gli abitanti, malati. Dietro le quinte, assistenti che fanno da camerieri, commesse, parrucchieri…L’inchiesta pubblicata su Panorama

di Chiara Palmerini

Una lobby con la reception, la piazzetta, la strada principale bordata di tigli e vasi di ortensie da cui partono i vialetti di case col giardino o la veranda, un ristorante dall’arredo minimalista, un piccolo supermercato, il parrucchiere, l’ambulatorio del medico. Villaggio turistico? Quartiere residenziale? Improbabile che chi arriva qui senza sapere riesca a indovinare. Benvenuti aDemenzaville, la città dei senza memoria. Questo paese in miniatura ai margini di Weesp, cittadina a un quarto d’ora di treno dal centro di Amsterdam dove si produceva il cacao van Houten, è una casa di cura per malati di Alzheimer. Chi vive qui è demente, questo il termine usato dalla medicina, e probabilmente non si rende neppure conto di trovarsi in un ambiente protetto dove le persone che aiutano a pulire o a far da mangiare, la cassiera del supermercato, la parrucchiera, sono infermiere, badanti, assistenti pagate per sorvegliarle e accudirle. Una finzione? Una messinscena a uso e consumo di chi è ormai inconsapevole di sé e del mondo?

Tutto l’articolo è consultabile dalla Fonte: http://scienza.panorama.it/salute/Alzheimer-viaggio-a-Hogeway-la-citta-dei-senza-memoria

Arte e follia: da Bosch a Dalì, dall’Art brut a Basquiat

Artisti tra normalità e follia

Da Bosch a Dalì, dall’Art brut a Basquiat

Salvador Dalì, Mostro molle in un paesaggio angelico, 1977, Musei Vaticani, Città del Vaticano

“Nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono in luce nuova le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali. Le ricerche di quegli anni avevano avviato una revisione radicale di termini quali ‘arte dei folli’ e ‘arte psicopatologica’, prendendo in esame queste produzioni sia come sorgenti stesse della creatività quanto come una modalità propria di essere nel mondo, da comprendere al di là del linguaggio formale”.

Al Museo d’Arte della città di Ravenna fino al 16 giugno 2013 ci aspetta la mostra “Borderline” curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo e da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano.

E’ la voce di tanti capolavori senza distinzione di condizione e vissuti, riuniti in quell’area della creatività dai confini sottili, dove è la persona a trovarvi rifugio ed espressione. In quello spazio, si confondono i ruoli, fino a diventare di simile levatura, individui riuniti nell’unica corretta definizione “artisti”. Che siano ‘artisti ufficiali’, o autori ritenuti “folli”, “alienati”, “outsiders” della scena artistica.

Antonio Ligabue, Autoritratto – inv.177, 1954, Collezione Banca Popolare di Bergamo

La mostra dopo una introduzione introspettiva, con opere di Géricault e Goya  è organizzata per sezioni tematiche, le opere legate all’Art Brut sono una presenza costante durante tutto il percorso e affiancano quelle dei protagonisti importanti, aiutando a stabilire  un confronto sul limite tra la creatività degli ‘alienati’ e il disagio espresso dall’arte ufficiale dell’ultimo secolo, nel bisogno comune di manifestare il disagio  della realtà.

Aprono la sezione “Disagio della realtà”, i lavori di Bacon, Dubuffet, Basquiat, Tancredi, Chaissac, Wols. Seguono con il tema sul “Disagio del corpo” Recalcati, Moreni, Fabbri, Perez, De Pisis, Zinelli, alcuni protagonisti del Wiener Aktionismus e del gruppo Cobra come Jorn e Corneille ,  i “Ritratti dell’anima” sono rappresentati invece dalle opere di Ghizzardi, Kubin, Ligabue, Moreni, Rainer, Sandri, Van Gogh, Jorn, Appel, Aleshinsky, Viani. Il corpo in alcune creazioni esposte diviene “l’estensione della superficie pittorica e talvolta opera stessa nelle sue più sorprendenti trasformazioni, descritte in toni ludici o violenti”. Ampio spazio viene dedicato ad una sequenza di ritratti, e soprattutto autoritratti, “una delle forme di autoanalisi inconsapevole più frequente nei pazienti delle case di cura”.

Uno spazio della mostra è dedicato anche alla scultura, con  opere Art Brut,  inediti di Gervasi e grandi manufatti dell’arte primitiva. Chiuderà la sezione il “Sogno rivela la natura delle cose” in cui “verrà definito l’onirico come fantasma del Borderline con una selezione di dipinti di surrealisti come Dalì, Ernst, Masson, Brauner, oltre ad una nutrita presenza di lavori di Klee, grande estimatore dell’arte infantile e degli alienati”. Con il termine “Borderline” chiariscono i curatori – “si individua la condizione critica della modernità, antropologica prima ancora che clinica e culturale”. (s.lup.)

Per informazioni: Mar Museo dell’Arte
Scarica il pieghevole

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Libri – La musica che cura

Le cure musicali

Applicazioni musicoterapiche in ambito psichiatrico

Il volume, a cura del Dott. Manarolo, si avvale della collaborazione di numerosi professionisti italiani in ambito musicoterapico e si articola in tre diverse sezioni (età evolutiva, adulti, anziani) ognuna delle quali ospita contributi teorici, metodologici ed esperienziali.

L’intervento musicoterapico, inserito con successo nei percorsi terapeutico-riabilitativi delle diverse realtà impegnate nella tutela della salute pubblica e della cura del disagio psichico, viene qui analizzato in tutta la sua complessità: dall’ambito del disagio adolescenziale al disturbo autistico, dalla schizofrenia ai disturbi del comportamento alimentare, dal trattamento non farmacologico della demenza senile alla riabilitazione geriatrica in un percorso che evidenzia il valore di questo approccio e la positiva sinergia con i tradizionali processi di cura.

Indice

Prefazione pp. 11-12 Manarolo Gerardo
Presentazione pp. 13-16  Ferrannini Luigi
Introduzione: curare a regola d’arte, processi biologici, processi creativi, processi terapeutici pp. 17-28  Boccalon Roberto
Parte Prima – Età evolutiva
Cap. 1 Forme musicali e vita mentale in adolescenza pp. 31-41  Ricciotti Andrea
Cap. 2 Musicoterapia e autismo infantile: il ruolo della Joint attention pp. 42-65  Guzzoni Antonella
Cap. 3 Musicoterapia e disturbi neuropsichici dell’adolescenza: riflessioni e proposte pp. 66-74  Demaestri Ferruccio
Cap. 4 Anche oggi ci siamo incontrati. Musica, narrazione, realtà pp. 75-86  Ciampi Paolo
Cap. 5 Il contrattempo autistico pp. 87-92  Ferrari Giovanna
Cap. 6 Musicoterapia e casi impossibili: le opportunità create da una certa modalità di ascolto musicale pp. 93-101 Cavalieri Andrea ; Ciampi Paolo
Cap. 7 Musicoterapia in acqua pp. 102-107  Barbieri Manola
Cap. 8 La coppia terapeutica nella prassi musicoterapica con soggetti disabili psicofisici pp. 108-111  Bertoni Maria Virginia
Cap. 9 Possibilità di recupero neurofunzionale attraverso la musicoterapia pp. 112-115 Dozzo Bruna ; Vaia Mauro ; Zoccolan Luca
Cap. 10 Sintonizzarsi con la grave disabilità pp. 115-119  Antoniotti Guido
Cap. 11 L’intervento musicoterapico nei centri diurni e nelle comunità residenziali per persone diversamente abili pp. 120-125  Vizzano Gianni
Cap. 12 La musicoterapia in un contesto multidisciplinare pp. 126-130  Alchieri Alberto
Cap. 13 L’intervento musicoterapico in ambito residenziale e scolastico: contesti, priorità e obiettivi a confronto pp. 131-134 Peddis Mauro ; Tamagnone Lorenzo
Parte Seconda – Adulti
Cap. 1 L’approccio musicoterapico nella psichiatria degli adulti pp. 137-145  Manarolo Gerardo
Cap. 2 La musicoterapia nei disturbi psichiatrici pp. 146-159 Agrimi Emilia ; Gamba Laura ; Poli Roberto
Cap. 3 L’abito che fa il monaco: il processo terapeutico riabilitativo di una suora di clausura in Comunità Psichiatrica pp. 159-169 Cassano Giacomo; Carnovale Monica
Cap. 4 Processi mentali: dalla frammentazione alla ricomposizione pp.170-186  Gheltrito Anna Maria
Cap. 5 Musicoterapia e riabilitazione cognitiva nella schizofrenia: uno studio controllato pp. 187-198  Caneva Paolo Alberto; Ceccato Enrico; Lamonaca Dario
Cap. 6 Forme aperte, forme chiuse: un’esperienza di musicoterapia di gruppo pp. 199-205  Bolelli Roberto
Cap. 7 Schizoaffettività e musicoterapia. L’esperienza della stabilità pp.206-209  Neri Simona
Cap. 8 Un concerto di storie pp. 210-213 Cornara Silvia
Cap. 9 Il suono dentro. Un percorso di musicoterapia di gruppo in un Centro Diurno Psichiatrico pp. 214-219  Santonocito Maria
Cap. 10 La musicoterapia presso il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura pp. 220-223  Sarcinella Antonio
Cap. 11 L’intervento musicoterapico in ambito psichiatrico: invio al trattamento, sintomatologia e strategie riabilitative pp. 224-231  Navone Stefano
Cap. 12 Mai dire mai live: musicoterapia per l’integrazione sociale pp. 232-235  Ligorio Margherita
Cap. 13 Un suono per sentirsi pp. 236-239 Pinato Daniele ; Degli Stefani Mario
Cap. 14 Musicoterapia di gruppo e disturbi del comportamento alimentare pp. 240-245  Giacopello Paolo
Cap. 15 La cultura e la risposta all’ascolto musicale. Le immagini come garanti metapsichici pp. 246-253 Del Puente Giovanni ; Guida Silvia ;Manarolo Gerardo
Cap. 16 Musicoterapia cognitivo-comportamentale di gruppo pp. 254-257  Maccabruni Alberto
Cap. 17 La composizione facilitata di canzoni nella riabilitazione psichiatrica pp. 258-265  Caneva Paolo Alberto
Cap. 18 Il coro come esperienza di socializzazione pp.266-269  Gibelli Alicia Isabella
Cap. 19 L’incanto del canto: un laboratorio musicale in un Centro di Salute Mentale pp. 270-273 Roveran Cristina ; Degli Stefani Mario ;Guadagnini Manuela
Cap. 20 La musica che accompagna. Il caso clinico di un paziente psichiatrico in riabilitazione post-traumatica pp. 274-281 Meschini Rita ; Leonardi Elisabetta
Cap. 21 La musica è la mia vita. Musicoterapia individuale con un uomo colpito da trauma neurologico pp. 282-285  Guadagnini Manuela
Cap. 22 Aiutare chi aiuta: musicoterapia e prevenzione del burnout pp. 286-290  D’Erba Giuseppe ; Quinzi Raul
Parte Terza – Anziani
Cap. 1 La cura che passa attraverso la ricerca di vie di comunicazione alternative: le terapie non farmacologiche della demenza pp. 293-297  Gentile Simona
Cap. 2 La musicoterapia presso la Fondazione Sospiro: evoluzione, sviluppi scientifici e riflessioni pp. 298-305  Raglio Alfredo
Cap. 3 La persona la centro dell’ascolto: esperienze di musicoterapia recettiva nel trattamento del paziente psicogeriatrico pp. 306-315 Bonanomi Claudio ; Gerosa Maria Cristina ; Puggioni Maria Antonietta
Cap. 4 Il valore della musica: esperienze e riflessioni sull’applicazione della musicoterapia nella demenza pp. 316-321  Ragni Silvia
Cap. 5 Se ci sei batti un colpo. Musicoterapia con i malati di Alzheimer in struttura geriatrica pp. 322-327  Bellavigna Roberto
Cap. 6 Musicoterapia e attività motoria nella riabilitazione geriatrica pp. 328-333 Barbera Cristina; Bozzolo Davide ;Drovandi Anna Maria; Mocci Lisa
Cap. 7 L’incapsulamento sonoro: forme di ritiro autistico sonoro in un caso di demenza senile pp. 334-337 Gatta Mariaconcetta; Giuliano Viviana;Inzerillo Florenza; La Galia Giuseppina
Cap. 8 Musicoterapia e demenza: un approccio non farmacologico pp. 338-342 Bonomini Cinzia; Custureri Romina; Ferrazzo Daniele; Nolasco Ilaria
Strutture che ospitano e promuovono gli interventi musicoterapici descritti nel volume

PROFILI SONORI. Richiami musicali di troppe solitudini…

Voce sonora di molte solitarie storie…

Il magazine ARTe SOCIALE e la Rivista Musicoterapia.Anziani.eu insieme per promuovere il Progetto “Profili sonori”. Cerchiamo voci da musicare, stereotipie da accogliere e da riascoltare, musica nel sociale

Nascita di un’idea
Nei centri geriatrici e ospedalieri, nelle case o strutture residenziali, nei luoghi della disabilità tra rumori e silenzi ingombranti vivono voci, cullano la solitudine di chi non può altresì comunicare, parole che si ripetono, comunicazioni sonore, momenti musicali di ricerca.  Posture, aggressività fìsica e verbale, irrequietezza, impossibilità di stare fermi, ritiro sociale, apatia, stereotipie verbali e gestuali che ritroviamo con una certa frequenza nei deliri cronici, nella schizofrenia, nelle demenze, nell’autismo e in certe malattie neurologiche. Sono rumori e suoni spesso indecifrabili, inadatti alla quotidianità, incomprensibili, a volte irritanti ma appartenenti all’espressione delle persone, fossero anche la sola e l’ultima capacità comunicativa loro rimasta.

Obiettivo
Il progetto intende rendere in musica questi solitari mondi, tradurli in suoni che raccontano. Un incontro artistico fatto di note e corde vocali per portare a movimento quel che sembra essere fisso, dare senso a quel che all’apparenza “non appare”.

Partecipare, condividere, comunicare
Chiediamo il vostro contributo per raccogliere questo piccolo archivio di tracce audio contenenti: voci, suoni e rumori del quotidiano vivere di tanti nostri amici, familiari, pazienti, conoscenti. Inviare il file audio in formato mp3 (max 25 gb) via mail a roberto.bellavigna@gmail.com o sa.lupacchini@gmail.com. Compila e allega la Scheda descrittiva di riferimento. Il materiale sarà utilizzato per la produzione di un cd audio e per l’allestimento di spettacoli itineranti di promozione sociale. Gli autori delle registrazioni selezionate saranno menzionati nei credit del cd per il loro  contributo offerto e potranno partecipare gratuitamente ad un seminario di formazione “La musica della vita” (data e luogo da concordare) promosso dalla rivista Musicoterapia Anziani.eu

>>>Scarica la SCHEDA DESCRITTIVAper l’invio dei tuoi AUDIO in MP3

Privati, enti, associazioni che intendono contribuire, patrocinare, compartecipare a questa nostra iniziativa, sono invitati a compilare la scheda reperibile sui nostri siti.

>>>Scarica la SCHEDA DESCRITTIVA di collaborazione per SOSTENERE IL PROGETTO

Fasi del Progetto – Diario di bordo
–          Redazione  pubblicazione e diffusione sul web
–          Raccolta materiali e selezione
–          Composizione creativa
–          Realizzazione Cd Audio
–          Spettacolo  itinerante con musiche dal vivo, immagini  storie…..

Per info: ARTe SOCIALE.it e Musicoterapia Anziani.eu

 

Potete sostenere il progetto attraverso il sitoProduzioni Dal Basso clicca per collegarti alla scheda – Nuove comunità economiche

Percorsi di teatro e danza all’Open Festival di Correggio (Reggio Emilia)

Il libraio di Selinunte in viaggio verso Correggio

L’emozione per la performance accompagna il gruppo delle Marche

La compagnia teatrale creata dai centri “La Serra”, “Cittadella del Sole” e “Dopo di noi” di Sant’Elpidio a Mare e Porto Sant’Elpidio (Fermo) parteciperà, mercoledì 9 maggio, al concorso-rassegna Open Festival un concorso-rassegna all’interno del quale 5 compagnie di teatro e 5 di danza composte da ragazzi abili e disabili si confronteranno sul palcoscenico del Teatro Asioli di Correggio (Reggio Emilia) per aggiudicarsi il favore della giuria e il premio finale. L’evento, quest’anno alla sua 5° edizione, fa parte degli appuntamenti del 14esimo Festival Internazionale delle Abilità Differenti.

L’Open Festival, teatro e danza, intende valorizzare quei progetti che favoriscono l’integrazione di artisti diversamente abili attraverso una loro partecipazione diretta alla creazione artistica, al fine di offrire una reale opportunità espressiva delle potenzialità creative di ciascuno, a prescindere dalla condizione di partenza.

L’iniziativa, realizzata dalla Cooperativa Sociale Nazareno in collaborazione con la Fondazione Bellelli Contarelli e gli Istituti Scolastici Paritari San Tomaso d’Aquino, vuole dare spazio e risalto alle compagnie emergenti di artisti diversamente abili, offrendo loro un momento in cui esprimere i frutti del proprio lavoro e, al contempo, avere modo di confrontarsi con altre realtà.

Le compagnie dell’edizione 2012, selezionate tra decine di candidate, vengono da tutta Italia: Piemonte, Marche, Veneto, Umbria, Calabria, Emilia e Lombardia. Gli artisti marchigiani sotto la guida della regista Roberta Fonsato porteranno sul palcoscenico del teatro emiliano lo spettacolo dal titolo “Il libraio di Selinunte”.

L’evento, gratuito e aperto al pubblico, si svolgerà mercoledì 9 maggio, in due momenti distinti: la mattina sarà dedicata all’Open Teatro, il pomeriggio all’Open Danza. Per entrambe le categorie, una giuria di esperti e specialisti si occuperà di esaminare le performance e di valutarle. All’Open Teatro, oltre ai giurati professionisti, sarà presente anche una commissione popolare formata da alcuni alunni dell’Istituto San Tomaso d’Aquino.