Category: TEATRO SOCIALE e TEATROTERAPIA

Teatro nel sociale

Teatro  sociale

di Roberta Fonsato

Quando si parla di Teatro Sociale bisogna rifarsi al significato primo di teatro, al suo valore, alle origini. Infatti il teatro nasce da “un’esigenza sociale”, nel senso che la sua prima funzione è stata soddisfare e favorire la comunicazione. Presso tutti i popoli dell’antichità simboleggiava la prima forma di rappresentazione della realtà: si pensi alle prime cerimonie, che avevano appunto la funzione di mettere in comunicazione l’uomo e il soprannaturale. Si arriva poi alla civiltà greca, dove il teatro trova la sua più alta realizzazione del mondo antico: esso assolveva pienamente al suo ruolo sociale, era il fulcro, anche fisico, dove si realizzava l’intera vita della comunità: la cultura, la storia, la religione, la politica.

Con il termine “teatro sociale”, ci si vuole soffermare proprio sulla necessità di restituire tale valore al teatro, un ritorno quindi alla sua funzione prima. Oggi però per “teatro sociale” si intende il teatro dei diversi, quello che si fa con i portatori di disagio psichico o nelle comunità di tossicodipendenti o nelle carceri per intenderci, tale teatro ha quasi un significato di confine, marginale o emarginato, sicuramente lontano dalla centralità sia fisica che civile delle origini. Pertanto, sarebbe meglio chiamare il teatro che svolge la sua attività in contesti di disagio, “teatro nel sociale”, per indicare la sua destinazione di lavoro.

Il teatro nel sociale ha bisogno di attenzioni particolari e ha bisogno di essere tutelato. Ci sono in particolare due problematiche che mi stanno a cuore: da una parte, ci s’ imbatte di frequente in spettacoli, dove i partecipanti vengono mostrati, spettacolarizzati a seconda dell’esigenza o della necessità; d’altra parte, spesso l’aspettativa del risultato (la necessità di una rappresentazione pubblica o il desiderio di vedere un cambiamento) compromette l’esito stesso di un laboratorio. Si deve fare quindi molta attenzione a non confondere la propria aspettativa, da qualunque parte essa arrivi, con quello che può essere davvero un risultato.

Quando penso al teatro mi piace dunque pensare al recupero della sua funzione ontologica propriamente sociale e socializzante, di aggregazione e condivisione.

Teatro del Profondo

Il “Teatro del Profondo®”

Dietro le quinte, spettacolo “Il tempo degli umani”, teatro Principessa Isabella, Torino 2008; Maria Grazia Silvi Antonini e Blanca Briceno

Nasce dall’incontro tra il Teatro Reginald-Centro di Dramaterapia  di Torino e l’ Asociación Universitaria Interamericana (A.U.I.) di Caracas (Venezuela).

Le due Associazioni  organizzate come una sola équipe internazionale e interdisciplinare, operante nell’ ambito socio-culturale nei due continenti e su progetti di formazione e produzione teatrale, a cominciare dal 1997  hanno dato vita ad una collaborazione continuativa, sinergica e reciprocamente complementare, che nel tempo ha elaborato, sperimentato ed esposto una propria metodologia chiamata “Metodo del Teatro del Profondo®” (Método del Teatro del Profundo ®)”, sviluppata con l’aiuto della dott.ssa Consuelo Briceño Canelón, esperta di educazione a livello internazionale  e che ha avviato progetti nei due continenti nel campo del teatro sociale, di comunità e di ricostruzione della memoria storica.

Il “Metodo del Teatro del Profondo®” è un metodo che si rivolge alla persona nella sua integralità, come soggetto individuale e sociale, e che si fonda sulla conoscenza dei linguaggi teatrali, come delle scienze dell’educazione, dello sviluppo del potenziale umano, dell’antropologia, andragogìa, etica, pluralità di culture, apprezzamento delle differenze, pensiero femminile.

Il Teatro Reginald, in collaborazione con l’A.U.I., realizza spettacoli di ricostruzione storica con professionisti e con gruppi di abitanti di un territorio o di una comunità, che diventano così testimoni e attori dello spettacolo, e che si esibiscono in teatri, in spazi significativi per la comunità, o ancora in spettacoli di strada. Vengono altresì sviluppati progetti teatrali rivolti a quartieri periferici urbani, così come a piccoli agglomerati di case nelle zone rurali del Piemonte, USA e del Venezuela.

Aspetto peculiare di questa metodologia è la capacità di rivolgersi ad ogni fascia della popolazione, con particolare riferimento a progetti intergenerazionali, di integrazione, sostegno, e produzione culturale rivolti a una specifica comunità territoriale, come ai giovani, alle donne, ai diversamente abili, ai migranti, e a tutti coloro che vogliono sperimentare o fruire di un’esperienza umana e artistica che sollevi il proprio profondo, accresca il benessere e la qualità della vita individuale e sociale.

Il Teatro Reginald-A.U.I. conduce  inoltre corsi di formazione teatrale, laboratori nelle scuole e per gruppi di donne, percorsi di dramaterapia individuali e di gruppo e altre attività con l’intento di generare la valorizzazione delle differenze e dei territori. Di grande rilievo il “Corso di Teatro per disabili e non” come ricerca dell’immaginario profondo e dei linguaggi artistici di una delle differenze.

Teatro Reginald – Asociación Universitaria Interamericana
Sede di Torino: Tel. 011.710139 – info@reginald-aui.it – www.reginald.aui.it