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AUTelier – Il primo outlet inclusivo gestito da persone nello spettro autistico

 A Milano (in Via Valtorta 30) ha aperto AUTelier, una nuova boutique, un outlet che unisce moda e inclusione: all’interno del negozio – realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale Diesis, che dal 2010 valorizza le potenzialità di adolescenti e giovani adulti nello spettro autistico, sostenendo il raggiungimento della massima autonomia possibile e partecipazione al mondo del lavoro – lavorano giovani nello spettro dell’autismo, affiancati da operatori e terapeuti. “In un punto vendita innovativo i ragazzi nello spettro autistico vivono l’esperienza di una stimolante crescita professionale, partecipando allo svolgimento di tutte le mansioni previste da un outlet, secondo le proprie preferenze, competenze, potenzialità”. 

AUTelier nasce da un desiderio comune a tutti i genitori di persone nello spettro, ovvero che i propri figli trovino il loro posto nel mondo, anche dal punto di vista lavorativo. I dati, purtroppo, raccontano che le opportunità di lavoro sono pochissime per questa condizione di neuro-divergenza e, per questo motivo, Diesis ha raccolto le forze, ideato e creato questa iniziativa. Le generose donazioni di capi di collezioni passate o in over-stock da parte del Gruppo Miroglio e di Neirami hanno consentito l’avvio dell’attività dello store, insieme alle fondamentali collaborazioni con l’Università degli studi di Trieste e Fondazione Adecco per le Pari Opportunità.

Grazie alla campagna di raccolta fondi, con un obiettivo economico di 10mila euro, avviata su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation – l’Associazione si pone come proposito quello di garantire agli educatori e specialisti che affiancheranno le giovani risorse nello spettro autistico in negozio il giusto sostegno, per la professionalità che quotidianamente metteranno a disposizione.

Autismo: arrivano a Torino “I Bambini delle Fate” con la campagna Sporcatevi Le Mani

Il 27 Marzo 2017 , dopo Asti e Cuneo, anche a Torino si è inaugurato il progetto “Terapia ABA per L’autismo“, che verrà gestito dalla Coperativa Sociale G.T. e dall’ass.ne Autismo Che Fare.

Lo scopo di questo intervento è di operare trattamenti per favorire un efficace apprendimento, riducendo gli ostacoli nello sviluppo del bambino autistico, attraverso la figura professionale del tecnico ABA-VB, supervisionato mensilmente da consulenti ABA-VB.
Il trattamento avviene nei contesti di vita quotidiana, in rete con la famiglia e la scuola. I genitori insieme al bambino sono i protagonisti attivi di questo intervento creando un’alleanza psico-educativa con gli esperti nella co-partecipazione e co-costruzione del progetto di vita.

L’intervento proposto prevede una prima fase di consulenza di segretariato sociale al fine di attivare le risorse economiche sanitarie e socio assistenziali (assegni di cura, indennità economiche) che spettano alla famiglia che ha in casa un disabile, agevolandola nelle procedure burocratiche da parte di una consulente psicologa, segue poi una seconda fase di valutazione del soggetto, da parte del consulente ABA/VB e quindi la stesura del programma. Successivamente l’intervento viene implementato dal tecnico ABA ed aggiornato dal consulente a cadenza regolare.

Il progetto è sostenuto da “Sporcatevi le Mani”, la campagna nazionale di raccolta fondi rivolta ai privati, che sostiene progetti per l’inclusione sociale di bambini e ragazzi con autismo e ne assicura la continuità nel tempo grazie a donazioni regolari.

La Campagna Sporcatevi le Mani è un’iniziativa della Fondazione “I bambini delle Fate”, un’organizzazione no profit presieduta da Franco Antonello, imprenditore di Castelfranco Veneto (TV) che con il figlio Andrea è conosciuto dal grande pubblico per i libri “Se ti abbraccio non aver paura”, “Sono graditi visi sorridenti”, “Baci a tutti” e il recente “Le parole che non riesco a dire”, questi ultimi due basati sugli scritti di Andrea, 22 anni, autistico ad alto funzionamento.

Si sta concretizzando il grande sogno di Franco, quello di attivare progetti non solo in ogni regione d’Italia, ma anche in ogni provincia: con Sporcatevi Le Mani è arrivato anche il momento di Torino, grazie ad Alessandra Rubiolo che in collaborazione con una rete di volontarie sta coinvolgendo donatori a sostegno del progetto “Terapia ABA per l’Autismo” gestito da G.T. Società Cooperativa sociale.

Di seguito l’intervista ad Alessandra Rubiolo*:

“Sono nella fondazione de “I Bambini delle Fate”di Franco Antonello da marzo 2015. Pe chi non conoscesse la fondazione basta visitare il sito www.ibambinidellefate.it per rendersi conto delle meraviglie che fanno. E’ una bellissima esperienza essere ambasciatrice dei bambini speciali. Il progetto “Sporcatevi le mani” mi ha permesso di incontrare tante persone di cuore che generosamente hanno donato fondi per finanziare terapie A.B.A per bambini autistici. Il loro impegno si rinnova ogni mese poiché “sporcarsi le mani” vuol dire effettuare delle donazioni continuative di almeno 20 euro al mese attraverso un prelievo bancario che fa direttamente la fondazione dal conto del donatore. Per autorizzare questa donazione, scaricabile dal 730, è sufficiente compilare dei moduli che io come Fata ho a disposizione. Questo modello di donazione consente di realizzare una continuità nel tempo, elemento indispensabile nel realizzare una terapia.

Cosa è l’autismo? L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato. I bambini con autismo manifestano difficolta di linguaggio, di interazione sociale e stereotipie. L’autismo oggi è un’emergenza sociale con un caso ogni 100 nati. La comunità scientifica ancora non ha scoperto le cause biologiche, per cui la cura si basa sul lavoro sul comportamento, infatti l’A.B.A, acronimo di analisi del comportamento applicata, si basa sulla scienza del comportamento. Secondo questa scienza noi apprendiamo per motivazione e rinforzo, e dove mancano i requisiti per un apprendimento spontaneo, come nel caso dell’autismo, la metodologia A.B.A permette con un lavoro metodico, l’apprendimento di questi requisiti (ad esempio il contatto oculare, l’attenzione, la concentrazione, l’imitazione, per citare alcuni requisiti base dell’apprendimento).

Questo tipo di terapie sono onerose economicamente e non sono ancora usufruibili dal sistema sanitario pur essendo riconosciute dalle linee guida della comunità scientifica come le migliori nel trattamento dell’autismo (Linee guida 21 sinpia 2011).

In questa emergenza che è l’autismo grazie alla Fondazione de” I bambini delle fate” e del progetto S.L.M ho potuto conoscere una modalità di aiuto comunitaria. C’ è un detto in Africa che dice che per fare crescere un bambino ci vuole un intero villaggio, allo stesso modo per prendersi cura di un bimbo autistico ci vogliono almeno 100 donatori. Così ho scoperto che con poco di ognuno si può fare tantissimo e si è creata una comunità di donatori che sostiene chi ne ha piu bisogno. Se qualcuno tra chi legge vuole contattarmi per fare parte di questo villaggio sarei felicissima.

Intanto grazie a S.L.M i primi 100 donatori sono arrivati ed Il 27 marzo , nella settimana dell’autismo , si è inaugurato a Trofarello il progetto A.B.A , della cooperativa G.T . e dell’ associazione Autismo che Fare Onlus . E’ il terzo progetto in Piemonte della Fondazione de” I bambini delle fate”. La fondazione, grazie al progetto “Sporcatevi le mani”, finanzierà 2000 euro al mese per sostenere diverse famiglie nell’ attivazione del percorso.

Siamo all’ inizio di una rivoluzione culturale. Dal “non c’è nulla da fare e’ autistico ” a “diamoci da fare e non perdiamo tempo! “. Ma abbiamo bisogno di molti donatori per aiutare ancora tanti bambini.

Come mamma di un bimbo autistico di 12 anni mi sento di dire ai genitori di bimbi speciali che potrebbero leggermi, di non isolarsi e di prendere coscienza che l’autismo è un’emergenza sociale, siamo in tanti, quindi possiamo fare rete e sostenerci l’uno con l’altro, creando legami di solidarietà e di reciproco aiuto e di confronto. Rivolgiamoci alle associazioni, creiamo noi stessi delle realtà associazionistiche se non ce ne sono sul territorio, facciamoci sentire e non deleghiamo la soluzione del problema ad altre persone ma scendiamo in campo e creiamo il cambiamento che vogliamo vedere per i nostri figli.

Grazie”.

*Dott.ssa Alessandra Rubiolo, dott.ssa in psicologia, fata della fondazione de “I bambini delle fate”, autrice del libro autismo che fare , scaricabile on line. Presidente associazione autismo che fare

Per contatti: rubiolo.alessandra@gmail.com

“Mettiamo al mondo l’inconcepibile!”: operta di “artisti autistici” esposta al palazzo dell’Onu

Al palazzo dell’Onu un murale di “artisti autistici”

20150317_143114-1024x576Sbarcherà a New York , diviso in dieci pannelli, per essere esposto fino alla fine del mese in una sala del Palazzo di Vetro: è l’opera collettiva che i ragazzi autistici convocati da Insettopia, realizzeranno, il 2 aprile, presso il Maxxi di Roma. A darne l’annuncio è stata Selene Colombo, direttrice Relazioni Internazionali di Insettopia City, nonché regista del film “Ocho pasos adelante”.

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“Mettiamo al mondo l’inconcepibile!”
L’ Italia è uno dei pochi Paesi che hanno ottenuto uno spazio espositivo nella prestigiosa sede dell’Onu, in quanto le è stata assegnata la vice presidenza nei lavori preparatori per la convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Accanto ai “professionisti dell’autismo”, lontano dagli “usurati corridoi”, ci sono loro, “gli impresentabili” di Nicoletti, che ultimamente hanno fatto proprio “il mantra che ci ha regalato l’amico Bergonzoni, che è un poeta e ci ha detto ‘mettiamo al mondo l’inconcepibile!’.

Info: www.miofiglioautistico.it
Fonte:Redattore sociale

 

“Omaggio a Picasso”. Le opere dell’atelier della Fondazione bambini e autismo

la lettura‘Ritratto di Dora Maar’, ‘Les demoiselles d’Avignon’, ‘Guernica’: una mostra di mosaici nati dalle suggestioni delle opere di Pablo Picasso, realizzati dalle persone con autismo dell’Officina dell’arte di Pordenone. ‘Mosaicamente: omaggio a Picasso’.  L’Officina dell’arte è l’atelier della Fondazione bambini e autismo onlus dove persone con autismo, seguiti da operatori terapeutici e maestri mosaicisti, lavorano alla realizzazione di opere artigianali. Per ‘Mosaicamente’ hanno cercato di reinterpretare alcuni tra i più noti capolavori del pittore spagnolo, partendo dal loro punto di vista, più attento ai particolari che alla generalità. Nella composizione dei mosaici sono stati utilizzati anche materiali lontani dalla tradizione musiva. Come spiegano i curatori della mostra, “la scelta di riproporre a mosaico opere del grande artista spagnolo è nata dalla consapevolezza che la sua arte è arrivata a tutti superando di slancio la cerchia dell’elite degli addetti ai lavori”. La mostra, che ha già riscosso un grande successo di pubblico a Pordenone e Udine, sarà inaugurata il prossimo fine settimana a Salsomaggiore e a dicembre farà tappa a Trieste.

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