Teodora Axente mostra a Siena la sua personale “Metamorfosi del Sacro”
Il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena ospita dal 14 novembre 2025 all’11 gennaio 2026 la mostra Metamorfosi del Sacro, la prima personale istituzionale di Teodora Axente, artista romena tra le voci più intense della pittura europea contemporanea. Metamorfosi del Sacro è un progetto artistico di 25 opere pensato interamente per il Santa Maria della Scala: un attraversamento che unisce secoli e sensibilità, in cui le reliquie diventano presenze evocate e la dimensione spirituale si rinnova attraverso immagini ibride. Un tempo Ospedale e luogo di accoglienza per i pellegrini, il Santa Maria della Scala
custodisce tesori unici come gli affreschi del Vecchietta (Lorenzo Di Pietro, 1410-1480, Siena), il velo della Vergine, il chiodo della Croce e le reliquie da Costantinopoli. È in questo tessuto di segni che si innesta la ricerca di Teodora Axente, capace di trasformare l’eredità spirituale e materiale del Santa Maria in un atlante immaginifico.

L’inaugurazione della mostra (13 novembre 2025 ore 18.00) sarà accompagnata dalla performance Nello sguardo di Teodora Axente con Alessandra Cristiani, Jacopo Giarda e musica dal vivo con il trio jazz diretto da Silvia Bolognesi e due studenti dell’Accademia Siena Jazz, nell’ambito di XENOS festival di performance (Siena, Santa Maria della Scala, 13, 14, 15, 16 novembre 2025) con la direzione artistica di Anna Lea Antolini.
Teodora Axente (1984, Sibiu)
Vincitrice del Grand Prize al 3rd Frissiras Award for European Painting e dell’Essl Art Award, è stata selezionata da Uwe Goldenstein per il catalogo Preparing for Darkness. A New Movement in Contemporary Painting. Già riconosciuta a livello internazionale con mostre al MoCA di Boulder (Colorado), al Museum of Art di Cluj-Napoca e al Hugo Voeten Art Center, la poetica di Teodora Axente
arriva a Siena offrendo un esempio di come l’arte contemporanea sappia aprire varchi temporali nel cuore della storia e del patrimonio italiano.
La mostra, realizzata in collaborazione con la Galleria Rosenfeld di Londra, è curata da Riccardo Freddo e Michela Eremita


