Category: Luoghi ‘comuni’

SIPARIO BIS. La biblioteca internazionale dello spettacolo

Una biblioteca internazionale di opere teatrali disponibile a tutti dove poter individuare e scaricare l’opera da leggere o utilizzare per eventuali messe in scena dei testi di loro gradimento. E’ Sipario/BIS (Biblioteca internazionale dello spettacolo) una pubblicazione permanente del portale www.sipario.it, indirizzata principalmente a chi produce spettacolo a carattere professionale e amatoriale che consente una maggiore visibilità alle creazioni drammaturgiche di autori di diversi paesi con testi in lingua originale, sinossi in inglese, francese, spagnolo e altre lingue.

Il lettore di Sipario/BIS potrà accedervi senza alcuna spesa se iscritto a ‘Sipario Theatre Club’. Le opere pubblicate in lingua originale verranno promosse dalla Federazione internazionale delle riviste di teatro (Firt) e saranno  scaricabili previa autorizzazione degli autori aderenti al progetto. Il lettore interessato, in caso necessiti di una traduzione dell’opera scelta in una particolare lingua, può avvalersi dell’associazione “Officina Lingue” (officinalingue.roma@gmail.com) che in convenzione con Sipario, praticherà prezzi assolutamente concorrenziali, avvalendosi di traduttori professionisti di madre lingua. Per la messa in scena delle opere occorrerà avere l’autorizzazione scritta di Sipario/BIS, garante della tutela di tutti gli autori.

Per informazioni: Sipario/BIS

 

La prima bibliolibreria gratuita nata all’interno di un Dsm si chiama “Plautilla”

Fonte: Agenzia Redattore Sociale

Uno spazio pubblico dove donare, ricevere o scambiare libri usati. Ma soprattutto un luogo di socializzazione per lettori, operatori e ospiti del Dipartimento di salute mentale Giovagnoli di Roma

PlautiliaRoma – Nel cuore di Monteverde, a Roma, all’interno del Centro diurno Giovagnoli (Dsm Asl Roma D) è nata a gennaio 2013, grazie ad una iniziativa dell’associazioneMonteverdelegge la prima Bibliolibreria gratuita d’Italia ‘Plautilla‘. Il nome come sottolineano le socie fondatrici, Maria Teresa Carbone, Maria Cristina Reggio e Silvia Nono, è un omaggio a Plautilla Bricci, grande artista del ‘600 legata al territorio “oggi ingiustamente dimenticata”, prima donna architetto dell’era moderna. La bibliolibreria è aperta a tutti il lunedì (dalle 14 alle 19.30) e il giovedì (dalle 17 alle 19.30) in uno spazio pubblico, il Centro diurno del Dipartimento di salute mentale, destinato alla lettura e alla conversazione, ma principalmente all’incontro e allo stare insieme. Un luogo aperto e accogliente che coinvolge non solo i lettori abituali ma anche le persone con disagio psichico, che  grazie alle diverse attività (letture ad alta voce, incontri, laboratori di traduzione poetica) si propone di trasformare l’accesso ai libri in un momento di relazione all’interno del quartiere.

“I libri vengono reperiti grazie a donazioni private di abitanti del luogo e fuori zona – ci spiega una delle socie volontarie di Monteverdelegge che si occupa fra le altre cose della comunicazione – Per esempio Lisa Ginsburg ci ha fatto una cospicua donazione, oltre 800 volumi di grande pregio. Il livello generale dei titoli che ci portano è sempre medio alto, accettiamo tutti i generi,tranne libri scolastici/universitari e manuali specialistici. Nella bibliolibreria ci sono anche volumi solo in consultazione sul posto, si tratta di libri di un certo valore anche ‘estetico’ o ‘storico’. L’incontro visitatori/operatori è il cuore del progetto, “lo spazio – continua la volontaria – ci è stato messo a disposizione dal Centro diurno Giovagnoli, grazie all’impegno e alla sinergia che si è creata con Patrizia Vincenzoni, psicologa del Centro che ospita utenti con disagi psico-sociali. Chi viene a Plautilla sa che trova noi volontari e certe volte anche gli utenti del Dsm impegnati in diverse attività. Il visitatore ideale passa da noi per prendere un paio di libri, farsi consigliare nella scelta, consegnare magari un paio di altri libri in cambio (ma non è necessario), fermarsi a chiacchierare o partecipare alle iniziative in corso,anche solo mettersi in ascolto. C’è chi viene semplicemente per leggere in santa pace”.
Il progetto è supportato da un’interfaccia web che comprende l’account ‘aNobii’ dove è possibile consultare il catalogo online degli oltre 5000 volumi raccolti. Tutti i testi regalati da chi prima li ha letti, posseduti e amati, vengono messi a disposizione delle persone che possono scegliere se tenerli per sé o riportarli indietro. “La reazione generale registrata fino ad ora – conclude la volontaria – è di sorpresa, entusiasmo e voglia di scambiare parole e una sorta di timidezza nel partecipare alle iniziative collaterali, una volta sperimentate scatta il passaparola! La filosofia di Plautilla?  Socializzare grazie ai libri. (s.lup)

LE PIETRE ‘INCANTATE’ DI SAN SPERATE…

Pinuccio Sciola e il suo giardino di pietre sonore

pietre_suonanteC’è un luogo incantato in Sardegna (uno dei tanti!).. un giardino di pietre sonore, uno spazio artistico senza tempo, che mette d’accordo tutti i sensi, li unisce, amplifica, li contempla. Una città di suoni, edificata con pietre, in un angolo della campagna sarda di San Sperate, paese-museo in provincia di Cagliari dove l’arte ha cittadinanza onoraria. Dal 1968 infatti San Sperate ha catturato l´interesse di artisti locali, nazionali e internazionali. Tra questi, forse il più illustre, Pinuccio Sciola pittore e scultore locale. E’ grazie alla sua intuizione che il paese negli anni ha subito una rivoluzione estetica, il progetto che Sciola ipotizzava e ha concretizzato era quello di modificare “l’aspetto dei muri anonimi delle case” per farli diventare veri e propri “protagonisti”. Popolazione e amministrazione, in collaborazione con artisti provenienti da tutte le parti del mondo, hanno abbracciato l’idea e contribuito attivamente alla realizzazione dell’attuale patrimonio artistico. Gli autori hanno lasciato che le loro opere rimanessero esposte tra le mura delle case o nelle vie colorate del paese: murales, sculture, fotografie, attirano lo sguardo curioso di innumerevoli visitatori…

Tra queste opere: le pietre di Sciola, strumenti musicali fatti ad arte…

Sciola e le sue pietre sonoreBasalti creativamente lavorati, monumenti scolpiti  con raffinata tecnica, incisioni parallele, tagli sulla roccia, sculture capaci di produrre suoni e creare atmosfere particolari. Un incontro con la materia, una carezza che genera note, un museo all’aperto a disposizione del pubblico. Le opere di Sciola si possono toccare, nel suo ‘incantato’ giardino  si è invitati a partecipare, a muovere le mani, per farle entrare in contatto con le pietre. Sono suoni diversi quelli che si riesce a riprodirre, a seconda della qualità e della lavorazione della pietra. Sogno.. poesia.. note che sembrano ora elementi naturali (vento, fuoco acqua…), ora suoni che ricordano il vetro o il metallo, a volte sembrano addirittura voci, in altre, veri e propri strumenti musicali: arpe, xilofoni, didgeridoo, dischi armonici. Le sculture hanno forme varie, ci si possono intravedere pettini e vele, monumenti funebri, poltrone, soli, spartiti musicali, bocche, simboli sessuali, in una infinità di ritmi, timbri e colori. Un luogo silente che si armonizza al tocco del nostro passaggio. Un modo di assaporare l’arte, uno spazio culturale, in cui con rispetto e creatività, si può persino giocare. Le pietre sonore di Pinuccio Sciola  sono esposte a San Sperate ma anche a Venezia, Assisi, Roma e nelle mostre itineranti di tutto il mondo. (s.lup)

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Viaggio a Hogeway, la città dei senza memoria

Alzheimer: viaggio a Hogeway, la città dei senza memoria

Siamo a Demenzaville: una casa di cura, nei Paesi Bassi, ideata come un villaggio stileTruman show. Sul set gli abitanti, malati. Dietro le quinte, assistenti che fanno da camerieri, commesse, parrucchieri…L’inchiesta pubblicata su Panorama

di Chiara Palmerini

Una lobby con la reception, la piazzetta, la strada principale bordata di tigli e vasi di ortensie da cui partono i vialetti di case col giardino o la veranda, un ristorante dall’arredo minimalista, un piccolo supermercato, il parrucchiere, l’ambulatorio del medico. Villaggio turistico? Quartiere residenziale? Improbabile che chi arriva qui senza sapere riesca a indovinare. Benvenuti aDemenzaville, la città dei senza memoria. Questo paese in miniatura ai margini di Weesp, cittadina a un quarto d’ora di treno dal centro di Amsterdam dove si produceva il cacao van Houten, è una casa di cura per malati di Alzheimer. Chi vive qui è demente, questo il termine usato dalla medicina, e probabilmente non si rende neppure conto di trovarsi in un ambiente protetto dove le persone che aiutano a pulire o a far da mangiare, la cassiera del supermercato, la parrucchiera, sono infermiere, badanti, assistenti pagate per sorvegliarle e accudirle. Una finzione? Una messinscena a uso e consumo di chi è ormai inconsapevole di sé e del mondo?

Tutto l’articolo è consultabile dalla Fonte: http://scienza.panorama.it/salute/Alzheimer-viaggio-a-Hogeway-la-citta-dei-senza-memoria

L’arte senza frontiere sbarca nelle Marche

L’associazione Art sem fronteira apre un circolo culturale e centro artistico a Casabianca (Fermo). L’appello del fondatore Tony Santos, musicista e performer: “Porte aperte a idee all’insegna dello scambio culturale”. Inaugurazione il 22 dicembre

Fermo – Art sem frontiera, l’associazione creata dal musicista e insegnante di percussioni e capoeira brasiliano Tony Santos, sbarca a Casabianca. Il locale è l’Upside down (di fronte all’Hotel Royal), che diventa circolo culturale e centro artistico. Arte a 360 gradi e cultura da ogni angolo del mondo: sono queste le due anime del progetto che aprirà i battenti sabato 22 dicembre. L’inaugurazione prevede a partire dalle 17 il tesseramento dei soci; a seguire buffet, cena sociale, musica dal vivo, jam session, dj set e l’esibizione della compagnia di danza di Manuela Recchi. Spazio anche alla presentazione del programma invernale dell’associazione, al dibattito e alla proiezione della retrospettiva delle attività svolte da Art sem frontiera nel 2012.
Una delle colonne portanti dell’associazione sono le lezioni di musica: Tony Santos infatti da anni insegna percussioni a bambini e adulti. Ma il locale sarà aperto anche a tutti coloro che vogliono organizzare corsi di qualunque strumento e utilizzare la sala prove. Spazio anche al teatro: il circolo apre le porte alle compagnie per prove ed esibizioni. Poi ci saranno le serate dedicate alle mostre; alle presentazioni di libri; alle performance artistiche. Il tutto contornato dalla ristorazione, con un’attenzione particolare ai prodotti biologici, il locale infatti è dotato di bar e cucina.

I progetti in corso e futuri. Le attività di Art sem frontiera hanno un respiro ampio, vicino al sociale e sono tanti i progetti in cantiere, dalla costruzione del Villaggio Artistico a Natal, nel Nord del Brasile, dove gli artisti possano vivere insieme e occuparsi dell’educazione dei bambini, fino ai laboratori interculturali nelle scuole per gli alunni disabili e non.

L’obiettivo di Art sem fronteira. “Dalla collaborazione tra me e Alia Drini, mio amico nato a Podgorica, è nata l’idea di prendere la gestione di questo locale. Idea resa possibile poi dalla proprietaria ha creduto in quello che facciamo”, spiega Tony Santos. “Il nostro obiettivo – continua – è stimolare le idee, soprattutto quelle dei giovani, perché crediamo che di questo ci sia bisogno”. L’associazione lancia anche una sfida sociale, quella di promuovere la convivenza tra nazionalità diverse: infatti i soci sono sia italiani sia stranieri. A partire dal suo fondatore, Tony Santos, che incarna la musica, la danza e la cultura del Brasile e da Manuela Recchi, civitanovese, laureata all’Accademia di danza di Roma e professoressa di danza classica, contemporanea, afro e pilates. “La mia sensazione – spiega Tony Santos – è che qui manchino opportunità a livello artistico e culturale”. La causa è presto detta: “C’è troppa competizione, è questo che ostacola l’interscambio, la crescita e la libertà degli artisti. Per questo noi abbiamo voluto questo spazio, per dare espressione alla creatività senza alcuna barriera, perché è così che concepiamo l’arte. Spesso comuni e province non sono sensibili in questo senso e mostrano di non voler valorizzare gli artisti facendo mancare loro l’appoggio che meriterebbero”.

L’Italia vista dagli occhi di un brasiliano. “Siamo monotoni, io direi che siamo in una sorta di ‘depressione sociale’: voglio dire che siamo fermi, non si dialoga, e io vedo intorno a me quella che chiamo ‘infelicità dell’anima’”. Gli effetti? “Si chiamano intolleranza, tabù, ignoranza, egoismo, competizione. E’ un po’ come se fossimo  tornati a un periodo di schiavitù, dove i cittadini sono asserviti alle cose materiali e sempre meno guidati dall’anima. Credo che lo Spirito abbia abbandonato tanti luoghi del mondo, che non sono più fertili e l’Italia  è uno di questi. Lo dico senza alcuna volontà di criticare, ma perché vivo questa situazione con disagio. Allora il mio sogno è andare oltre la banalità e invertire la tendenza”. Come? “Con la volontà collettiva di coltivare bellezza”.

Il Brasile e la rincorsa della crescita economica. “Il Brasile sta crescendo economicamente a una velocità che non è positiva per la popolazione, il povero si sta illudendo che diventerà ricco, è come se il bambino diventasse subito uomo, è un trauma che lascia segni. Di contro, il mio Paese ha un’infinita ricchezza culturale, è uno di quelli che più appoggia più la cultura. Ma ora la crescita economica sta spazzando via tutto: si ammazzano gli indios per costruire le centrali idroelettriche, distruggendo ettari di terra della foresta amazzonica più le specie animali. Questo significa dare un calcio al polmone del mondo e la gente non se ne accorgerà fino a che non ci saranno reali problemi ecologici. Io vedo questo con gli occhi di un brasiliano che vive in Italia da oltre venti anni. E sono preoccupato, perché in Brasile c’è lo Spirito, ci sono le idee, la terra è fertile, ma ho paura che sarà tutto questo a pagare le spese della crescita. Ma ancora di più sono preoccupato per l’Europa, dove questo processo ha già prodotto i suoi effetti”. (ab)

 

Fonte: Agenzia Redattore Sociale