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ARTHERAPY

L’Arte di vivere”,  in mostra le opere realizzate da persone con disabilità motoria

Sabato 1 e domenica 2 dicembre 2018 presso La Stecca 3.0 di Milano si terrà la mostra “L’Arte di vivere”,  esposizione di opere realizzate d...

ARTEVISIVA e MEDIART

La street art in “Red Zone”

In via Plinio, a Pompei, ecco a sorpresa la nuova opera di street art di Nello Petrucci "Red Zone"....

TEATRO SOCIALE e TEATROTERAPIA

Animal study, corso di teatro online

“Un attore è davvero bravo se, guardandolo, vi ricorda un animale: se cade come un gatto, mente come un cane, si muove come una volpe”F...

MUSICOTERAPIA e MUSICA NEL SOCIALE

Musica e umorismo: al via la VII edizione di LabRetMus

Scoprire e decodificare la complessa rete di rimandi, allusioni, rimbalzi, graffi e sberleffi che i compositori scambiano con l’ascoltatore...

DANZATERAPIA, POESIA, SCRITTURA CREATIVA

Le Danze della ruota di medicina. Stage di formazione

Domenica 8 Marzo 2020, la Ruota delle Danze presenterà lo Stage esperienziale adatto a tutti e propedeutico al Percorso Formativo, durante ...

Disegna il bello del mangiare insieme. Torna il concorso di Zona Franca

Siamo lieti di essere partner anche quest’anno della quarta edizione di “Di.segno in.forma” che di anno in anno vede crescere il numero delle opere partecipanti. L’appello dell’Associazione Zona Franca rivolto ai bambini e ragazzi (tra 5 e 17 anni) è quello disegnare il bello del mangiare insieme “a casa, a scuola, sul prato, in vacanza, dove capita, al volo, dividendo a metà, provando gusti nuovi. Con la famiglia, gli amici, i nonni, i vicini, con chi vuoi tu. Mentre ti diverti, ti nutri e stai bene”. “Mangiare in pace mi piace” è il titolo di questa nuova edizione

In un momento storico in cui si tende a perdere la forza della comunità, l’associazione Zona Franca ripropone il concorso con l’intento di sottolineare l’importanza dell’atto quotidiano di unione per eccellenza, tipicamente umano, del mangiare insieme, il convivio.

Di.segno in.forma  nasce come opportunità di espressione per la generazione 5-17 anni, come stimolo alla promozione e alla consapevolezza di life skills nell’ambito dell’ALIMENTAZIONE. A riscontro dei bisogni, delle proposte e delle prospettive in merito alla vita di relazione sociale e interiore, in uno “stare a tavola”, mangiando insieme agli altri, nel suo valore di condivisione, educazione e vivere quotidiano.

Partecipa al concorso artistico!
Iscriviti e inviaci il disegno entro il 30 giugno 2019.
La partecipazione è gratuita.

Come partecipare?
___ scopri i nostri Spunti e Riflessioni e leggere gli approfondimenti sul tema del mangiare insieme, oltreché le tracce per lo sviluppo artistico del concorso;
___ portare alla mente un ricordo, un desiderio, un sogno, un’idea legati allo stare assieme;
___ scegliere uno dei supporti grafici proposti;
___ creare e decorare il momento di comunità nato dalla fantasia (vedi punto 3) con immagini, segni e/o parole, utilizzando liberamente lo spazio-foglio del supporto precedentemente stampato;
___ invia il tuo elaborato entro il 30 giugno 2019

Il carro delle Muse. Il premio dedicato all’arte delle donne

Hai scritto qualche poesia o racconto? Hai un dipinto che vorresti far vedere?
Hai una figlia, una madre, una sorella, o – se sei un uomo – una moglie che scrive poesie, racconti o dipinge?

E’ giunta l’ora di tirarli fuori dal cassetto e di farli pubblicare.
Partecipare al Premio Letterario Internazionale “Il carro delle Muse” può aprire nuove strade,  nuove occasioni, nuove opportunità.
Il Premio si rivolge a donne di qualsiasi  età e nazionalità che conoscono la lingua italiana (per la narrativa e la poesia) anche (e soprattutto)  per scrittrici non professioniste di qualsiasi età e nazionalità. L’opera presentata può anche  essere la traduzione da un’altra lingua, di un’opera della concorrente stessa.

Il Premio è giunto alla sesta edizione, ed ha ottenuto grandi risultati.
Scrivono gli organizzatori: “ti invitiamo a  scacciare la  timidezza, la paura di aver scritto cose inutili e la sfiducia verso te stessa, incoraggiandoti a cogliere questa occasione”.

Partecipa alla nuova edizione

(sabrina lupacchini/slup)

Artesociale perchè?

Nasce in modo molto spontaneo, ma con un tempo di incubazione lungo, maturato nel tempo, attraverso personali sperimentazioni artistiche nel sociale e non solo. L’esigenza è quella di riflettere sul ‘senso sociale’ dell’arte e sul significato, il valore e l’importanza dell’arte ‘impiegata’ nel sociale (nella sua forma terapeutica ed espressiva). Temi di rilievo vecchi nel tempo umano, ma mai come oggi, così ricercati e approfonditi, attraverso i quali si possono esperire valori, riscoprire i piaceri del fare, recuperare il bisogno di cultura e incontro. L’idea stessa di creare uno spazio “libero” nel quale l’arte e l’uomo si ritrovano, esprimono, operano e confrontano nasce per soddisfare un’esigenza dell’umanità per sua natura artistica e sociale. Tentiamo teorie, osiamo concetti e concettualizzazioni, già singolarmente complessi, riflettiamo su una collocazione comune dell’arte. Scopriamo nuovi talenti a noi vicini…

L’obiettivo del magazine è quello di creare una documentazione a tema con il contributo di tutti, pertanto chiediamo a quanti lo seguiranno di partecipare attivamente alla sua realizzazione attraverso la pubblicazione dei vari materiali. Sono benvenuti racconti, riflessioni, disegni, proposte, poesie, video, foto ecc. Se conoscete o lavorate con ragazzi, bambini, ospiti di strutture pubbliche-private, che secondo voi hanno un talento artistico e/o comunicativo, mandateci i materiali a: redazione@artesociale.it o sa.lupacchini@gmail.com;

Promuoviamo anche idee creative, progetti, eventi, seminari e momenti di formazione… anche baratti di “saperi”…Ci riserviamo di valutare attentamente il materiale inviato e di decidere autonomamente la messa online delle proposte ricevute. I contenuti, senza limiti di lunghezza, dovranno essere in formato word 2003 e le foto abbinate in formato Jpeg. Ogni invio o proposta redazionale, deve essere accompagnato dalla liberatoria firmata dall’autore. La collaborazione è gratuita.

Parliamo insieme di “Arte” a tutto tondo. L’arte sociale non è solo quella ad utilizzo terapeutico, ridiamole valenza espressiva e forza visiva. Aiutateci a scovare anche dei talenti fra le persone “comuni” che poi così “comuni’ non lo sono mai…

Alla straordinaria forza comunicativa..
…alla creatività ….
…alla bellezza della condivisione artistica…

Con gratitudine
la redazione

Animal study, corso di teatro online

Un attore è davvero bravo se, guardandolo, vi ricorda un animale: se cade come un gatto, mente come un cane, si muove come una volpe
François Truffaut 

Il lavoro sul movimento degli animali è uno dei più classici training dell’attore, usato fin dai tempi di Stanislawskij e continuamente sviluppato e approfondito per le sua straordinaria utilità nella costruzione di un personaggio. Non solo, infatti insegna a lavorare liberamente, sospendere la tendenza ad auto-giudicarsi e cambiare totalmente prospettiva sul proprio lavoro, ma è anche indispensabile per imparare a trasformarsi nel senso più genuino del termine, lasciando andare il proprio atteggiamento abituale e le caratteristiche fisiche e di movimento individuali in un viaggio alla scoperta delle proprie possibilità espressive. È anche un ottimo strumento per sviluppare “l’occhio da attore”, cioè la capacità di osservare minutamente i dettagli e interiorizzare come anche minime variazioni possano produrre grandi cambiamenti. L’obiettivo non è diventare il miglior imitatore di un animale ma costruire un personaggio più vivo e realistico, con una specifica personalità, fisicità e dinamica. È prevista la preparazione di un breve monologo per mettere in pratica ciò che man mano si sarà acquisito.

 Quello proposto è un corso riservato a persone che abbiano già maturato esperienza e non è adatto a chi si approccia per la prima volta a un corso di teatro. Il numero dei posti è limitato al fine di formare gruppi poco numerosi e consentire quindi un lavoro più attento alle esigenze e alle peculiarità di ciascun partecipante. Obiettivo: offrire a ciascun partecipante un ventaglio di attività accessorie al corso in presenza che mantengano allenati i “muscoli” teatrali affinché ciascuno possa formarsi un proprio training teatrale.Una sorta di “palestra” permanente dell’attore. 

KABUKISTA TEATRO
Sempre fuori dall’ordinario
#AnimalStudy.
Dal 19 e 20 aprile seminario sul movimento degli animali
Dove: Meet
Quando: classe 1 ogni lunedì / classe 2 ogni martedì
Orario: 20.45-22.15
Costo: 35 euro ogni modulo da 4 incontri (+tessera associativa)
Durata: Quattro incontri
Info: per informazioni scrivi a info@kabukista.it

Teatro: dalla quarta parete alla quinta parete…di plexiglass

Con il termine quarta parete si indica un “muro immaginario” posto di fronte al palco di un teatro, attraverso il quale il pubblico osserva l’azione che si svolge nel mondo dell’opera rappresentata. Un muro immaginario dunque che delimita quel luogo eterotopico che abita tra la finzione e la realtà dell’universo teatrale.

“Rompere la quarta parete” prende origine dalla teoria di Bertolt Brecht del “teatro epico” ( sviluppata partendo da – e in contrasto con- la teoria del dramma di Konstantin Stanislavski) e fa riferimento a un personaggio che si rivolge direttamente al pubblico, o che riconosce attivamente che i personaggi e l’azione non sono reali. Questo produce l’effetto di ricordare agli spettatori che quello che stanno vedendo è finzione. Rompere un muro invisibile, far cadere il velo della finzione e mostrare la realtà.

Leggere queste espressioni che accompagnano il teatro da molti secoli (già gli antichi romani avevano il concetto di quarta parete), alla luce di questo tempo post Covid (un tempo che vede i suoi teatri e luoghi di cultura chiusi, che ha fatto della realtà una condizione che supera la stessa finzione), suona senza dubbio stridente. Mi chiedo cosa significa ora “rompere la quarta parete”, andare oltre questo muro immaginario, che delimita il border tra finzione e realtà, che miscela attori e pubblico…un silenzio muto abita platea e scena, la quarta parete osserva.

In questo nuovo scenario la spinta dell’arte straripa e supera la quarta parete e così presso una Comunità terapeutica con pazienti con patologia psichiatrica, dove svolgo ormai da anni la mia attività di conduzione laboratorio teatro e dopo mesi  di incontri teatrali online, si decide di tornare in presenza, ovviamente in massima sicurezza. Come? Utilizzando una parete, non immaginaria, ma invisibile, di plexiglass  tra i partecipanti e la conduttrice, una quinta parete teatrale, per unire la presenza tra loro e lei. La presenza, una parete invisibile, finzione, realtà, la plastica che unisce, la plastica che divide.

Roberta Fonsato durante il laboratorio teatrale

Mi sto chiedendo ogni volta che effetto mi fa, fare lezione in 2 mt quadrati, separata dai partecipanti e avere il desiderio di scavalcare quella parete e stare in mezzo a loro, vivere la grandezza del teatro, fatto di respiri, tocco, odori e molto altro. Sento la presenza del gruppo, l’accoglienza nel rendermi partecipe aldilà della plastica. M’interrogo su molti punti e poi osservo quella quinta parete invisibile, ma presente, che permette la presenza, guardo i loro occhi, i loro sorrisi (in quanto “congiunti” possono stare senza mascherina) e penso che anche questa volta il teatro, l’arte hanno vinto!

di Roberta Fonsato
(Regista – Psicologa del lavoro – Art Based Facilitator)

Al via “ColoRadio”, il podcast radiofonico che annulla i limiti della disabilità

Nell’era del boom dei podcast, ascoltati nell’ultimo anno da oltre 12 milioni di persone in Italia, anche l’Istituto Serafico di Assisi ha deciso di crearne uno tutto suo, che è sicuramente più speciale degli altri: si tratta di coloRadio, uno spazio dove le diversità scompaiono, i limiti si annullano e le personalità emergono, valicando le barriere della disabilità. Il ricco programma fatto di musica, notizie, riflessioni, curiosità e rubriche tematiche – dove a farla da protagonisti saranno proprio i ragazzi del Serafico – è disponibile online su: https://www.spreaker.com/user/coloradio.serafico

“La realizzazione di un podcast radiofonico condotto da bambini e ragazzi con disabilità rappresenta un progetto educativo ambizioso – spiega una nota del Serafico -, che nasce non solo dalla volontà di ampliare le attività dei propri e consolidati laboratori di musica e teatro, ma che si configura altresì come una nuova finestra sul mondo, capace di restituire agli ospiti dell’Istituto importanti opportunità di partecipazione sociale, penalizzate da questo drammatico anno di pandemia. L’esperienza del laboratorio radiofonico ha infatti permesso ai ragazzi di mettersi alla prova giocando a fare i dj e ha generato in loro numerosi effetti positivi, soprattutto in termini di apprendimento, socializzazione ed inclusione. Ma coloRadio è anche un nuovo modo per entrare al Seraficoe ascoltare la voce dei suoi bambini e ragazzi, degli operatori, delle famiglie e di tutta la sua comunità.

Attraverso il podcast sarà possibile ascoltare: coloRadio OnAir, l’appuntamento settimanale ricco di notizie, musica e tante curiosità; Fiabe a colori, la rubrica dedicata all’ascolto delle fiabe più belle; Genitori per sempre, uno spazio pensato per le famiglie, dove potranno esprimere i propri pensieri attraverso lettere, poesie e dediche; Il Serafico risponde, la rubrica in cui il Serafico di Assisi mette a disposizione il suo team di esperti e Le interviste….imPOSSIBILI, la rubrica in cui i ragazzi del Serafico aprono una finestra sul mondo alla scoperta di nuovi amici con cui parlare e confrontarsi.

La street art in “Red Zone”

In via Plinio, a Pompei, ecco a sorpresa la nuova opera di street art di Nello Petrucci “Red Zone”. Un esplicito richiamo alla missione Mars 2020 sviluppata dalla Nasa per esplorare il Pianeta Rosso attraverso Perseverance, il robot dalle dimensioni di un’automobile, “ammartato” lo scorso 18 febbraio.

Petrucci “inserisce alcune figure di iconici affreschi pompeiani nel contesto marziano mettendole in comunicazione con il rover in viaggio su Marte. L’opera (4 metri x 250cm di carta e halftone), rappresenta “una forma di relazione tra epoche tanto distanti che riescono, ciononostante, a ‘comunicare’ tra loro”. E non è casuale il fatto che la collocazione in strada “sia coincisa con un momento storico caratterizzato per la Campania dalla ‘zona rossa’”

“In un periodo di stop forzato per l’intero settore artistico-culturale, lo street artist pompeiano non smette di produrre e analizzare il presente. Così quel rosso che oggi ci fa subito pensare a divieti e restrizioni, è in realtà il rosso di Marte e prima ancora il rosso pompeiano. E chissà se dalle ‘ceneri’ di Marte non verranno fuori dei segni di vita”. 

Instagram @nellopetrucci
Facebook @nellopetrucciartist

https://www.nellopetrucci.com

Musica e umorismo: al via la VII edizione di LabRetMus

Scoprire e decodificare la complessa rete di rimandi, allusioni, rimbalzi, graffi e sberleffi che i compositori scambiano con l’ascoltatore, sotto forma di note musicali. “Musica e umorismo” è il tema scelto per la settima edizione di LabRetMus, Laboratorio di Retorica Musicale organizzato dal Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma in collaborazione con Comune di Parma – Casa della Musica e inserito nel programma ufficiale di Parma Capitale Italiana della Cultura 2021. Giovedì 18 marzo dalle 15.00 alle 17.00 e venerdì 19 marzo dalle 10.00 alle 19.00, musicisti e studiosi di varie discipline artistiche si confronteranno su questa tematica in un meeting aperto a tutti gli interessati, che si potrà seguire in diretta streaming sul canale YouTube del Conservatorio a questo link: https://youtu.be/WMfz-uZHEh0.

Il rapporto tra musica e umorismo verrà indagato spaziando da Aristotele alla contemporaneità, alla ricerca di tratti comuni, ma anche mettendo in evidenza le differenze fra le varie epoche. L’umorismo implica un’intesa con l’ascoltatore, che passa attraverso la condivisione di codici linguistici e il riconoscimento di condotte musicali. Esso si manifesta, infatti, attraverso lo scarto dalle regole, l’elusione delle aspettative del pubblico, l’inganno teso all’ascoltatore. Non a caso i primi grandi umoristi furono Haydn, Mozart e Beethoven, che elaborarono un linguaggio capace di esprimere le più intime sfumature di senso. L’umorismo si nutre anche dello scambio dei generi e della mescolanza degli stili. Il teatro di Rossini abbonda di effetti comici, ironici e umoristici. Nell’Ottocento l’umorismo diventò un mezzo per esprimere visioni totalizzanti: Schumann introdusse nella sua musica pianistica scarti improvvisi, tratti bizzarri. Nel Novecento gli elementi umoristici arrivarono a mettere in discussione i fondamenti stessi del sistema musicale. Una tavola rotonda sarà dedicata all’umorismo nella musica di Igor Stravinskij, del quale si celebrano i 50 anni dalla morte.

Dopo i saluti del direttore del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, Riccardo Ceni, interverranno Daniela Iotti, Candida Felici, Carlo Lo Presti, Carmelo Bongiovanni, Gianluigi Mattietti, Leonardo De Marchi, Elena Biggi, Elisabetta Torselli, Riccardo Mascia, Orazio Sciortino. Gli interventi saranno illustrati da esempi musicali a cura dei relatori e di studenti e docenti del Conservatorio di Parma. Per informazioni: Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, Strada del Conservatorio 27/a, www.conservatorio.pr.it; Casa della Musica, P. le San Francesco (43121 Parma), tel. 0521 031170, infopoint@lacasadellamusica.it.

Per assistere alla diretta streaming sul Canale YouTube, questo il link: https://youtu.be/WMfz-uZHEh0. Il pubblico potrà intervenire con domande ai relatori sulla chat  del canale YouTube.