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Salire sul palco per capire se stessi: uno psicoterapeuta come regista

Parte a Roma la prima stagione di teatro terapia diretta dallo psicoterapeuta Giovanni Porta. E’ un teatro, che va oltre la forma del teatro itinerante, per diventare coinvolgente, tanto da aiutarci a superare le nostre difficoltà quotidiane. Sono gli spettatori a salire sul palco e a mettersi in gioco. Non è una scuola di teatro, ma una scuola di vita. Si tratta di esperimenti teatrali per scoprire nuove impreviste forme di adattamento alla realtà.

Il laboratorio avrà una frequenza bisettimanale; ogni incontro durerà due ore e mezza, dalle 20 alle 22,30 e si svolgerà presso il Teatro Keiros, in via Padova 38/a (metro Bologna). Il percorso si articolerà in quattro “blocchi”. Sarà possibile iscriversi solo a uno, a più di uno o frequentarli tutti; ogni “blocco” durerà indicativamente due mesi:

  1. Formazione del gruppo e familiarizzazione con le tecniche teatrali
  2. Contattare se stessi: migliorare la capacità di ascoltarsi per poi esprimersi e mostrarsi agli altri
  3. Approfondire pregi e limiti del proprio modo abituale di stare nel mondo
  4. Evolversi verso nuovi adattamenti creativi

MODULO 1 (ottobre e novembre)
La formazione del gruppo: creare un ambiente accogliente, adatto al lavoro su se stessi

Durante questi primi due mesi, si centrerà l’attenzione sulla capacità di giocare e divertirsi attraverso il teatro. Il gioco come modo per uscire dai normali schemi che ci ingabbiano e trovare un universo ludico all’interno del quale sdrammatizzare i propri problemi. Costruire un contatto umano autentico tra le persone che partecipano al laboratorio, in cui ognuno sperimenti sia la difficoltà del nuovo sia la possibilità di trovare una propria dimensione.

Presentazione
Movimento nello spazio
Giochi di improvvisazione
Giochi di fiducia
Allenamento ala creatività
Costruiamo insieme delle storie

MODULO 2 (dicembre e gennaio)
Il contatto con se stessi. La capacità di esprimere e mostrarsi attraverso il mezzo artistico

Una volta formato e “rodato” il gruppo sarà possibile addentrarci più a fondo nelle tecniche di teatroterapia. Durante questi due mesi, lavoreremo sulla capacità di ascoltare, accettare ed esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri attraverso il mezzo artistico. Mostrarsi a se stessi per arrivare a mostrarsi anche agli altri: conoscere il proprio peculiare modo di farsi conoscere e sperimentare magari qualche modo nuovo.

Le emozioni
La meditazione
Raccontare la propria storia (anche tramite foto e ricordi)
Il disegno
La maschera delle cose vietate (lavoro su obblighi e divieti familiari)
Gli schemi / ordini familiari

 

MODULO 3 (febbraio – marzo)
Approfondire pregi e difetti del proprio modo abituale di stare nel mondo.

Una volta conosciuto un po’ più approfonditamente il proprio modo di stare nel mondo, lavoreremo in questi due mesi sui propri limiti abituali: su ciò che vogliamo e che fatichiamo a ottenere, sui nostri blocchi e paure. Ognuno avrà la possibilità di utilizzare il mezzo artistico per “camminare vicino ai propri limiti”, aumentando la consapevolezza sia dei propri desideri che dei mezzi atti a raggiugerli.

Introduzione sulla psicologia del carattere
Il carattere: limiti e pregi
Accettare i propri desideri: cosa vorrei ma ho difficoltà a raggiungere?
Sperimentazione di soluzioni non abituali all’interno del lavoro di gruppo

MODULO 4 (aprile e maggio)
L’evoluzione verso qualcosa di nuovo

L’ultima parte del laboratorio sarà finalizzata alla solidificazione, tramite il mezzo artistico, delle conquiste ottenute durante tutte le fasi del percorso. Ad ognuno verrò chiesto di costruire un seguito alla propria storia personale, essendone sceneggiatore e interprete: un percorso di ricerca di un finale diverso dal solito che possa magari influenzare positivamente anche la vita al di fuori del teatro…

Interpretare un personaggio complementare al mio “solito”
Scrivere una nuova storia
Portare in scena parti nuove e vecchie di se stessi

Costo: 60 € per due incontri mensili da 2,5 ore l’uno
Conduttore: Giovanni Porta.

“Questo è il mio nome”: riparte da Firenze lo spettacolo con attori richiedenti asilo e rifugiati

 

 

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

Nelle settimane a seguire repliche a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna. Il percorso è il risultato di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati. Da molti mesi in tour in tutta Italia, ha ricevuto, tra l’altro, il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE), è stato selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2017 e ha ottenuto l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

“Questo è il mio nome”, che si avvale della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi, vede in scena gli attori rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.

“Vota Kurt Cobain!” monologo sullo stato del paese e sulla responsabilità etica e politica dell’artista

Una sedia, un tavolo e quegli elementi che mettono in contatto ciascuno di noi con il mondo esterno: un vecchio telefono fisso, uno smartphone, un computer portatile. E’ lo spazio scenico di “Vota Kurt Cobain!”  “piccola pièce per dare voce ad un teatro attuale e popolare espresso con mezzi essenziali e simbolici (nella messa in scena)”. Lo spettacolo con Arianna Gaudio si terrà sabato 6 e domenica 7 maggio 2017 al Teatro della Visitazione di Roma (via dei Crispolti, 142).  Il progetto di Filippo Gatti e Arianna Gaudio, regia Federico Vigorito, nasce dall’idea di “mettere in scena un monologo sullo stato del nostro paese e sulla nostra responsabilità etica e politica, come artisti e persone”.

“Viola, giovane disoccupata romana, crea per scherzo un movimento politico chiamato “Vota Kurt Cobain!”. A sua insaputa il movimento viene realmente presentato alle elezioni da un personaggio misterioso che si adopera per ottenere le firme e le convalide burocratiche”. Con il 37% dei consensi “Vota Kurt Cobain!” si assesta a sorpresa come primo partito d’Italia. Una riflessione sulla politica che si sposta verso la retorica del web e la centralità del cittadino che racconta il risveglio di una persona comune nella propria casa che si ritrova ad avere in mano, dal giorno alla notte, il destino dell’Italia.

Durante lo spettacolo il monologo della protagonista è interrotto da interventi di alcuni personaggi di cui possiamo ascoltare solo le voci (in ordine di apparizione: Carlo De Ruggieri, Claudio Morici, Daniele Parisi, Cristina Pellegrino, Valerio Aprea, Maurizio Lucà, Enrica Costantini e Simona Fasciolo. ). “Il monologo aspira a mettere lo spettatore nella posizione di ricordare il proprio punto di vista attraverso l’esperienza della protagonista. Una specie di piccola bussola che rimette in ordine alcuni elementi di pensiero collettivo e ci riporta al punto di partenza. Quello che ogni mattina ognuno di noi deve affrontare prima di iniziare a vivere le proprie scelte”.

 

(sabrina lupacchini/slup)

Visionary Art Show! La Fiera d’arte contemporanea che mescola teatro e vita

“Per più di un anno gli artisti lavorarono. Diversi i linguaggi, le tecniche e le caratteristiche stilistiche di ciascuno, come in un’antica e sacra Babele. La differenza non impedì loro di convivere e l’opportunità divenne condivisione. L’esperienza fu crescita e l’espressione artistica, il linguaggio scelto per creare le opere visionarie in mostra dal 14 al 28 Maggio 2017”.

Tutto questo è “Visionary Art Show! – Contemporary Art Fair & Spectacle” Fiera d’arte contemporanea e spettacolo che mescola il teatro con la vita e viceversa. Allestita  nel cinquecentesco Palazzo Vernazza Castromediano a Lecce, l’evento diventa  una “wunderkammer”, speciale camera delle meraviglie e delle curiosità, che ospita artisti internazionali come Grimanesa Amoros, Polyxene Kasda, Marcel.li Antunez Roca, Aes+F Group, Studio Smack, Ephemeral Tomorrow e molti altri con anteprime nazionali, talk show, registi, programmi educativi, premi alla carriera, performance visuali, sonore e interattive e molto altro ancora.

Ideata e firmata da Dores Sacquegna  (Art Director di Primo Piano LivinGallery|-Progetti & Servizi per l’Arte Contemporanea) la fiera è divisa nelle seguenti sessioni: Educational Programs (Talk show, Premio alla carriera Tableaux Vivant, Sound Islands, Masterpieces); Le Stanze di Iside; Open Space; Screening Room; 3D Project Room.

Il 14 maggio alle ore 18 cerimonia di inaugurazione con l’artista peruviana Grimanesa Amoros, nota per le sue installazioni luminose monumentali  e  con l’artista e ricercatrice greca Polyxene Kasda con il suo intervento su “mito & network” tratto dal suo ultimo libro “The conscious eye”.  A seguire la performance “La promessa” dei salentini Massimiliano Manieri & Michaela Stifani.

 

 

(sabrina lupacchini/slup)

Studio Agri-Culturale, a Servigliano “i semi di un pensiero antico”

“Ripartiamo insieme dalla terra, non lasciamoci annientare dall’agro-industria e dall’uso incontrollato dei pesticidi”.

Lo Studio-Agri-culturale nasce dopo un tour di 4000 chilometri, 26 tappe e 70 interviste, fatto per il documentario “Con i piedi per terra”, nelle quali sono state ascoltate le storie e le voci di tanti contadini. In parallelo sono stati ripresi autori del passato, che come contadini, hanno lasciato nelle loro pagine i semi di un pensiero antico.

Studio Agri-culturale “raccoglie l’umanità di ieri e l’umanità di oggi, mettendole a confronto in una narrazione in musica” alla fine della quale verranno proiettati degli spezzoni del documentario “Con i piedi per terra” che a giugno sarà presentato, in anteprima nazionale, al festival del cinema dell’ambiente di Torino.

L’appuntamento è per venerdì 21 aprile 2017 alle ore 21 presso la sala teatro comunale di Servigliano.