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“È sull’orlo del precipizio che l’equilibrio è massimo”: componi la nuova rassegna teatrale Camere d’Aria

Camere d’Aria – Officina polivalente delle Arti e dei Mestieri di via Guelfa 40/4 a Bologna (cameredaria.net | www.facebook.com/Cam.d.Aria/) ha recentemente pubblicato un bando rivolto a singoli artisti e compagnie di massimo 8 persone per la selezione di 5 progetti di residenza teatrale finalizzati alla messa in scena di spettacoli che rappresentino testi originali di autori contemporanei, preferibilmente inediti (www.facebook.com/events/348353529064613/). I progetti selezionati entreranno nel cartellone della rassegna “È sull’orlo del precipizio che l’equilibrio è massimo” in programma nel 2019.

Il titolo scelto per questa edizione richiama alla mente l’immagine di un corpo o di un pensiero alla ricerca di stabilità in una situazione di disequilibrio, asimmetria, confusione… e può essere letto come semplice spinta artistica verso l’armonia nel caos o come metafora della nostra esistenza al mondo, in quanto persone, cittadini, professionisti. Nel linguaggio sportivo del nuoto, ad esempio, l’equilibrio è inteso come l’armonia dei movimenti delle braccia e delle gambe di un atleta in gara.

Camere d’Aria offrirà a ciascun artista/compagnia selezionato/a una settimana di residenza e ospitalità per sviluppare il progetto e proporlo in prima serata al pubblico. A conclusione della rassegna verrà organizzato un evento speciale durante il quale l’artista fiorentino Sandro Da Boit donerà due sue opere per premiare il miglior spettacolo e il miglior testo decretato dalla somma dei voti assegnati dal pubblico e dalla giuria tecnica.

Il termine ultimo entro cui candidarsi è il 14 dicembre 2018. Entro il 13 gennaio 2019 gli artisti (o compagnie) selezionati saranno contattati da Camere d’Aria per definire il calendario dei periodi di residenza. La rassegna si svolgerà con cadenza mensile a partire da febbraio fino al mese di giugno 2019.

È possibile inviare le candidature esclusivamente tramite posta elettronica all’indirizzo: cameredariainfo@gmail.com. Si richiede: scheda di iscrizione compilata e firmata dal singolo artista/referente della compagnia (scaricabile a questo link: cameredaria.net/wp-content/uploads/2018/11/Scheda-di-iscrizione-Bando-Camere-dAria.pdf); video di presentazione del progetto di residenza e\o dei singoli artisti di massimo 3 minuti (tramite WeTransfer); curriculum artista/compagnia; testo integrale e sinossi. Saranno privilegiati i testi con forme di tutela “Creative Commons”.

Bando integrale: cameredaria.net/bando-per-la-selezione-di-5-residenze-teatrali-a-camere-daria/
Per maggiori informazioni: cameredariainfo@gmail.com | 3396171306 (Silvia)

Fino al 19 novembre invece è possibile votare online il progetto #GrondaieSonanti proposto da Camere d’Aria all’edizione 2018 del Bilancio partecipativo del Comune di Bologna (all’interno del Quartiere San Donato – San Vitale) per realizzare un sistema di scolo dell’acqua piovana in grado di emettere suoni piacevoli e melodici. Perfetto esempio di come un’installazione artistica si possa combinare armoniosamente con l’architettura urbana restando a disposizione di tutti i cittadini e passanti in via Guelfa, il progetto è descritto e può essere votato qui: partecipa.comune.bologna.it/bilancio-partecipativo/progetti/2018/grondaie-sonanti.

 

(sabrina lupacchini/slup)

Teatro “Sergio Goretti”, uno spazio dove le diversità scompaiono

Sabato 1° dicembre l’Istituto Serafico di Assisi inaugura il nuovo Teatro dedicato alla memoria di Monsignor Sergio Goretti e annuncia la partenza dei prossimi laboratori teatrali rivolti a tutti i bambini e ragazzi con disabilità del territorio, con l’obiettivo di promuovere nuove occasioni di inclusione per aiutare gli utenti nella relazione con l’altro, con se stessi e con la propria creatività.

Uno spazio dove le diversità scompaiono, i limiti si annullano e le personalità emergono, valicando le barriere della disabilità. Tutto questo e molto altro sarà il nuovo Teatro “Sergio Goretti” dell’Istituto Serafico di Assisi, che verrà inaugurato sabato 1° dicembre insieme alla nuova Residenza Vendramini. Realizzato grazie al lascito solidale di Mons. Goretti, al quale è dedicato, grazie a un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e all’intervento di un donatore privato, il teatro è stato fortemente voluto per offrire a bambini e ragazzi con disabilità un luogo fisico e temporale dove potersi esprimere attivando modalità corporea, mimico-gestuale e verbale sulla base delle abilità proprie di ognuno. Un prezioso ambiente creativo in grado di facilitare la conoscenza ed il confronto relazionale che, attraverso la formula coinvolgente e partecipativa del Teatro Sociale, promuove il benessere della persona con una particolare attenzione rivolta a valorizzare le singole personalità e l’autenticità espressiva.

Da gennaio 2019, il Serafico darà inoltre il via alla nuova stagione dei laboratori teatrali, che saranno aperti a tutti i bambini e ragazzi con disabilità del territorio umbro. L’obiettivo è promuovere nuove occasioni di inclusione per aiutare gli utenti che parteciperanno a rendere armonico il rapporto tra corpo, voce e mente nella relazione con l’altro, con se stessi e con la propria creatività.

Salire sul palco per capire se stessi: uno psicoterapeuta come regista

Parte a Roma la prima stagione di teatro terapia diretta dallo psicoterapeuta Giovanni Porta. E’ un teatro, che va oltre la forma del teatro itinerante, per diventare coinvolgente, tanto da aiutarci a superare le nostre difficoltà quotidiane. Sono gli spettatori a salire sul palco e a mettersi in gioco. Non è una scuola di teatro, ma una scuola di vita. Si tratta di esperimenti teatrali per scoprire nuove impreviste forme di adattamento alla realtà.

Il laboratorio avrà una frequenza bisettimanale; ogni incontro durerà due ore e mezza, dalle 20 alle 22,30 e si svolgerà presso il Teatro Keiros, in via Padova 38/a (metro Bologna). Il percorso si articolerà in quattro “blocchi”. Sarà possibile iscriversi solo a uno, a più di uno o frequentarli tutti; ogni “blocco” durerà indicativamente due mesi:

  1. Formazione del gruppo e familiarizzazione con le tecniche teatrali
  2. Contattare se stessi: migliorare la capacità di ascoltarsi per poi esprimersi e mostrarsi agli altri
  3. Approfondire pregi e limiti del proprio modo abituale di stare nel mondo
  4. Evolversi verso nuovi adattamenti creativi

MODULO 1 (ottobre e novembre)
La formazione del gruppo: creare un ambiente accogliente, adatto al lavoro su se stessi

Durante questi primi due mesi, si centrerà l’attenzione sulla capacità di giocare e divertirsi attraverso il teatro. Il gioco come modo per uscire dai normali schemi che ci ingabbiano e trovare un universo ludico all’interno del quale sdrammatizzare i propri problemi. Costruire un contatto umano autentico tra le persone che partecipano al laboratorio, in cui ognuno sperimenti sia la difficoltà del nuovo sia la possibilità di trovare una propria dimensione.

Presentazione
Movimento nello spazio
Giochi di improvvisazione
Giochi di fiducia
Allenamento ala creatività
Costruiamo insieme delle storie

MODULO 2 (dicembre e gennaio)
Il contatto con se stessi. La capacità di esprimere e mostrarsi attraverso il mezzo artistico

Una volta formato e “rodato” il gruppo sarà possibile addentrarci più a fondo nelle tecniche di teatroterapia. Durante questi due mesi, lavoreremo sulla capacità di ascoltare, accettare ed esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri attraverso il mezzo artistico. Mostrarsi a se stessi per arrivare a mostrarsi anche agli altri: conoscere il proprio peculiare modo di farsi conoscere e sperimentare magari qualche modo nuovo.

Le emozioni
La meditazione
Raccontare la propria storia (anche tramite foto e ricordi)
Il disegno
La maschera delle cose vietate (lavoro su obblighi e divieti familiari)
Gli schemi / ordini familiari

 

MODULO 3 (febbraio – marzo)
Approfondire pregi e difetti del proprio modo abituale di stare nel mondo.

Una volta conosciuto un po’ più approfonditamente il proprio modo di stare nel mondo, lavoreremo in questi due mesi sui propri limiti abituali: su ciò che vogliamo e che fatichiamo a ottenere, sui nostri blocchi e paure. Ognuno avrà la possibilità di utilizzare il mezzo artistico per “camminare vicino ai propri limiti”, aumentando la consapevolezza sia dei propri desideri che dei mezzi atti a raggiugerli.

Introduzione sulla psicologia del carattere
Il carattere: limiti e pregi
Accettare i propri desideri: cosa vorrei ma ho difficoltà a raggiungere?
Sperimentazione di soluzioni non abituali all’interno del lavoro di gruppo

MODULO 4 (aprile e maggio)
L’evoluzione verso qualcosa di nuovo

L’ultima parte del laboratorio sarà finalizzata alla solidificazione, tramite il mezzo artistico, delle conquiste ottenute durante tutte le fasi del percorso. Ad ognuno verrò chiesto di costruire un seguito alla propria storia personale, essendone sceneggiatore e interprete: un percorso di ricerca di un finale diverso dal solito che possa magari influenzare positivamente anche la vita al di fuori del teatro…

Interpretare un personaggio complementare al mio “solito”
Scrivere una nuova storia
Portare in scena parti nuove e vecchie di se stessi

Costo: 60 € per due incontri mensili da 2,5 ore l’uno
Conduttore: Giovanni Porta.

“Questo è il mio nome”: riparte da Firenze lo spettacolo con attori richiedenti asilo e rifugiati

 

 

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

Nelle settimane a seguire repliche a Brescia, Trento, Repubblica di San Marino, Ferrara e Bologna. Il percorso è il risultato di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati. Da molti mesi in tour in tutta Italia, ha ricevuto, tra l’altro, il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE), è stato selezionato al Festival I Teatri del Sacro 2017 e ha ottenuto l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.

Teatro dell’Orsa, Questo è il mio nome. Foto di Simone Sechi

“Questo è il mio nome”, che si avvale della collaborazione alla drammaturgia di Annamaria Gozzi, vede in scena gli attori rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.

“Vota Kurt Cobain!” monologo sullo stato del paese e sulla responsabilità etica e politica dell’artista

Una sedia, un tavolo e quegli elementi che mettono in contatto ciascuno di noi con il mondo esterno: un vecchio telefono fisso, uno smartphone, un computer portatile. E’ lo spazio scenico di “Vota Kurt Cobain!”  “piccola pièce per dare voce ad un teatro attuale e popolare espresso con mezzi essenziali e simbolici (nella messa in scena)”. Lo spettacolo con Arianna Gaudio si terrà sabato 6 e domenica 7 maggio 2017 al Teatro della Visitazione di Roma (via dei Crispolti, 142).  Il progetto di Filippo Gatti e Arianna Gaudio, regia Federico Vigorito, nasce dall’idea di “mettere in scena un monologo sullo stato del nostro paese e sulla nostra responsabilità etica e politica, come artisti e persone”.

“Viola, giovane disoccupata romana, crea per scherzo un movimento politico chiamato “Vota Kurt Cobain!”. A sua insaputa il movimento viene realmente presentato alle elezioni da un personaggio misterioso che si adopera per ottenere le firme e le convalide burocratiche”. Con il 37% dei consensi “Vota Kurt Cobain!” si assesta a sorpresa come primo partito d’Italia. Una riflessione sulla politica che si sposta verso la retorica del web e la centralità del cittadino che racconta il risveglio di una persona comune nella propria casa che si ritrova ad avere in mano, dal giorno alla notte, il destino dell’Italia.

Durante lo spettacolo il monologo della protagonista è interrotto da interventi di alcuni personaggi di cui possiamo ascoltare solo le voci (in ordine di apparizione: Carlo De Ruggieri, Claudio Morici, Daniele Parisi, Cristina Pellegrino, Valerio Aprea, Maurizio Lucà, Enrica Costantini e Simona Fasciolo. ). “Il monologo aspira a mettere lo spettatore nella posizione di ricordare il proprio punto di vista attraverso l’esperienza della protagonista. Una specie di piccola bussola che rimette in ordine alcuni elementi di pensiero collettivo e ci riporta al punto di partenza. Quello che ogni mattina ognuno di noi deve affrontare prima di iniziare a vivere le proprie scelte”.

 

(sabrina lupacchini/slup)