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ARTHERAPY

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Al via la Rassegna Culturale-Scientifica “Neuroscienze Café”

Si terrà sabato 17 settembre, a partire dalle ore 10:00, presso la Sala Polifunzionale “Open Space”, in piazza Sant’Oronzo, il primo appunta...

ARTEVISIVA e MEDIART

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Riparte il concorso artistico Di.segno in.forma: opere per “Ridere sul serio”

Fino al 30 giugno 2017 sono aperte le iscrizioni online al concorso artistico “RIDERE SUL SERIO - Di...

TEATRO SOCIALE e TEATROTERAPIA

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NEL SILENZIO BASTA UN SEGNO: risate accessibili ad un pubblico di non udenti e udenti

Sabato 14 gennaio ore 21 | teatro del Lido di Ostia, una serata di Cabaret al femminile, per ridere insieme oltre la barriera della comunica...

MUSICOTERAPIA e MUSICA NEL SOCIALE

Brochure Senigallia

Musicoterapia preventiva in ambito socio educativo: esperienze di relazione terapeutica

“Musicoterapia preventiva in ambito socio educativo : esperienze territoriali a confronto” Sabato 11 marzo dalle 10 alle 17 presso l...

DANZATERAPIA, POESIA, SCRITTURA CREATIVA

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“Danzocolcuore per farti felice” spettacolo in favore dei bambini malati di cancro

“Danzocolcuore per farti felice” (direzione e regia di Walter Panzetti e scenografie di Tiziano dell’Acqua), è un evento benefico che si pon...

Artesociale perchè?

Nasce in modo molto spontaneo, ma con un tempo di incubazione lungo, maturato nel tempo, attraverso personali sperimentazioni artistiche nel sociale e non solo. L’esigenza è quella di riflettere sul ‘senso sociale’ dell’arte e sul significato, il valore e l’importanza dell’arte ‘impiegata’ nel sociale (nella sua forma terapeutica ed espressiva). Temi di rilievo vecchi nel tempo umano, ma mai come oggi, così ricercati e approfonditi, attraverso i quali si possono esperire valori, riscoprire i piaceri del fare, recuperare il bisogno di cultura e incontro. L’idea stessa di creare uno spazio “libero” nel quale l’arte e l’uomo si ritrovano, esprimono, operano e confrontano nasce per soddisfare un’esigenza dell’umanità per sua natura artistica e sociale. Tentiamo teorie, osiamo concetti e concettualizzazioni, già singolarmente complessi, riflettiamo su una collocazione comune dell’arte. Scopriamo nuovi talenti a noi vicini…

L’obiettivo del magazine è quello di creare una documentazione a tema con il contributo di tutti, pertanto chiediamo a quanti lo seguiranno di partecipare attivamente alla sua realizzazione attraverso la pubblicazione dei vari materiali. Sono benvenuti racconti, riflessioni, disegni, proposte, poesie, video, foto ecc. Se conoscete o lavorate con ragazzi, bambini, ospiti di strutture pubbliche-private, che secondo voi hanno un talento artistico e/o comunicativo, mandateci i materiali a: redazione@artesociale.it o sa.lupacchini@gmail.com;

Promuoviamo anche idee creative, progetti, eventi, seminari e momenti di formazione… anche baratti di “saperi”…Ci riserviamo di valutare attentamente il materiale inviato e di decidere autonomamente la messa online delle proposte ricevute. I contenuti, senza limiti di lunghezza, dovranno essere in formato word 2003 e le foto abbinate in formato Jpeg. Ogni invio o proposta redazionale, deve essere accompagnato dalla liberatoria firmata dall’autore. La collaborazione è gratuita.

Parliamo insieme di “Arte” a tutto tondo. L’arte sociale non è solo quella ad utilizzo terapeutico, ridiamole valenza espressiva e forza visiva. Aiutateci a scovare anche dei talenti fra le persone “comuni” che poi così “comuni’ non lo sono mai…

Alla straordinaria forza comunicativa..
…alla creatività ….
…alla bellezza della condivisione artistica…

Con gratitudine
la redazione

Riparte il concorso artistico Di.segno in.forma: opere per “Ridere sul serio”

unnamed-4Fino al 30 giugno 2017 sono aperte le iscrizioni online al concorso artistico “RIDERE SUL SERIO – Di.segno In.forma – 2^ Edizione”, a cura dell’Associazione Zona Franca. L’iniziativa a premi è rivolta a bambini e ragazzi 5-17 anni (dal 18° anno c’è la categoria “fuori concorso” con segnalazioni per merito).

È un’esperienza di comunicazione grafico-artistica, il cui obiettivo principale è far ridere veramente, a promozione degli aspetti positivi del ridere e per la comprensione del linguaggio e il mondo giovanile. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti: es. studenti, genitori, educatori, ricercatori, istituzioni ed enti pubblici e privati, associazioni, imprenditori ecc.. Alla chiusura del concorso tutti gli elaborati pervenuti saranno pubblicati nel nostro Magazine Artesociale.it.

“È andata bene!” – La prima edizione incentrata sul tema “Il coraggio è dentro di noi” a giochi fermi ha raggiunto la presenza di circa 250 opere, i partecipanti avevano fra i 3 e i 69 anni di età. All’iniziativa dell’anno scorso, oltre ai numerosi bravissimi bambini e ragazzi che hanno risposto alla chiamata, hanno preso parte da Milano, anagraficamente tra i fuori concorso, anche alcune delle donne detenute nella Casa circondariale di San Vittore. Si tratta di coloro che già frequentavano settimanalmente il laboratorio d’arte Saint Victor Academy curato dall’artista Antonella Prota Giurleo.

Tutti i disegni pervenuti nel 2016 i sono visibili nella pagina apposita pubblicata su ARTeSOCIALEPartecipate numerosi!

 

 

sabrina lupacchini/slup

Musicoterapia preventiva in ambito socio educativo: esperienze di relazione terapeutica

Brochure Senigallia

Brochure Senigallia.jpg 2“Musicoterapia preventiva in ambito socio educativo : esperienze territoriali a confronto”

Sabato 11 marzo dalle 10 alle 17 presso la Biblioteca Antonelliana in Via Manni 1 a Senigallia alcune professioniste della musicoterapia, psicologhe e psicoterapeute provenienti da quattro regioni italiane porteranno le loro esperienze di relazione terapeutica partendo dalla neonatologia fino all’adolescenza. L’incontro è a ingresso libero e rivolto a tutti , in particolare agli insegnanti, educatori, genitori e a coloro che sono sensibili alle tematiche dell’età evolutiva. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Musica XXI di Milano(sito web www.musicaventunesimo.it) e dalla Scuola di Musica G.Chelli di Grosseto e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Senigallia, del Conservatorio Casella de L’Aquila, dell’Istituto Superiore di Studi Musicali R.Franci di Siena e dell’AIEMME – Associazione Professionisti della Musicoterapia

Si parlerà di musicoterapia e dell’importanza che riveste questa disciplina in ambito preventivo e terapeutico. La musica come canale nella relazione d’aiuto sarà al centro delle dissertazioni che saranno presentate durante la giornata di divulgazione e formazione. Al termine, dopo il dibattito con i partecipanti, è previsto un workshop di musicoterapia di gruppo

Sarà inoltre rilasciato un attestato di partecipazione.Necessaria, per esigenze organizzative, la prenotazione entro il 7 marzo

“Bellezza: un’illusione della realtà? Tre laboratori con maestri d’arte ceramisti de Ceod

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Complementare al progetto “Tra realtà e Illusione” dell’Associazione Zona Franca i laboratori di ceramica artistico-creativi “Bellezza: un’illusione della realtà?” saranno guidati da persone con disabilità esperte nella lavorazione e decorazione della ceramica utenti del Centro educativo occupazionale diurno “Ceod – Il Grappolo”,  maestri d’arte ceramisti che affiancheranno le attività che vedono come destinatario della formazione il Comitato creativo di Zona Franca. Tre incontri: il 25 febbraio, il 4 e 11 marzo 2017, presso  Malintrada di Motta di Livenza (Cooperativa Madonna dei miracoli).

“Mantenendo il focus sul tema Bellezza, il gruppo manipolerà la creta e successivamente la decorerà. La bellezza sarà sviluppata attraverso i filtri del senso di Realtà e Illusione che suscitato nei partecipanti. Trattandosi di un concetto relativo e mutevole, intravedibile nell’atto di riconoscimento delle diversità che rendono uniche le cose, le creature della natura, le persone”. L’opera ultimata verrà esposta a ottobre 2017 presso Palazzo Giacomini in occasione dell’evento culturale conclusivo della rassegna “Tra realtà e illusione”.

 

 

sabrina lupacchini/slup

Tra realtà e illusione, al via i laboratori artistico-creativi di Zona Franca

unnamed“Il classico ciclo di cinque laboratori artistico-creativi di apprendimento esperienziale per la promozione della comunicazione attiva, dedicato a giovani e adulti, da cui l’attività dell’associazione ha preso a funzionare. Un percorso dedicato alle parole, al loro significato, uso e alla loro forza creativa ed evocativa. L’unione di creatività, fantasia e voglia di mettersi in gioco faranno da ponte tra l’ascolto di sé e il dialogo con gli altri. L’insieme di emozioni, riflessioni e risorse potrà dare impulso a rinnovate prospettive personali e sociali”. – Iscrizioni: entro il 28 febbraio 2017.

Contatti: T. 339 7444030 – e-mail: zonafrancaoderzo@gmail.com

Progetto a cura del “Comitato creativo Zona Franca“, con il contributo dello psicologo Franco Tramarin e dell’artista Lavinia Longhetto. Facilitazione del gruppo a cura di Barbara Turcolin. Gli elaborati artistici saranno esposti a ottobre 2017 presso la Fondazione Ada e Antonio Giacomini, a Motta di Livenza (TV).

07 marzo (CASO/MERITO)
Scintille in fusione tra loro. Occasioni per dare voce alla propria bellezza creativa (colori a tempera)

14 marzo (CONFUSIONE/ANARCHIA)
Macchie a dar forma al nuovo. Dal caos alla libertà di essere il cambiamento (lavoro di gruppo/colori a tempera)

21 marzo (PRESENZA/ASSENZA)
Taglia e incolla di realtà in divenire. Forme nuove e capienze libere vanno in scena (collage)

28 marzo  (LUCE/ABISSO)
Cromie accese e toni cupi per illuminare emozioni e strategie di vita quotidiana (colori acrilici)

4 aprile (SIMILE/OPPOSTO)
Ognuno come qualcuno, uguale a nessuno. Tracce di dialogo fra persone uniche (lavoro di gruppo/colori a tempera).

 

 

 

sabrina lupacchini/slup

Ragazzi ebrei, musulmani e disabili, suonare insieme e sognare la pace

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Foto: Ukuleles for Peace

Non esiste altra via al di fuori della pace, sono le parole di Paul Moore, musicista inglese residente in Israele e fondatore di “Ukuleles for Peace” il progetto non profit nato a Gerusalemme dedicato a promuovere la convivenza tra bambini e bambine di origine ebraica e palestinese e le loro famiglie. Quello di Moore è un unico grande sogno: fare della musica un potente strumento di pace e costruire attraverso di essa, ponti di incontro e amicizia per influenzare un cambiamento sociale. L’idea d’arte collaborativa nasce dall’amore di Moore per l’ukulele, un piccolo strumento a quattro corde che ha la forma di una chitarra in miniatura e dalla sua esperienza di lavoro con i minori. Inizialmente nel progetto sono state coinvolte due scuole pilota, la El Najach School in Tira e la Democratic School in Hod Hasharon, ma poi Moore, ha contagiato con la sua vitalità anche l’Italia, coinvolgendo i ragazzi del Centro diurno socio riabilitativo “Arcobaleno” di Borgotaro in provincia di Parma.

“Per molto tempo siamo stati a guardare” racconta Paul Moore in una lettera in cui spiega il progetto, poi “ci siamo chiesti, come possiamo contribuire a un cambiamento di clima? Come possiamo rompere la diffidenza tra le società, e come possiamo, da semplici cittadini, creare maggiori opportunità per  ebrei ed arabi di incontrarsi ed essere coinvolti l’uno nella vita quotidiana dell’altro?”. “Dovremmo credere che all’improvviso i nostri sforzi per coesistere vengano spazzati via e la nostra opera logorata dalle nostre identità? Se non iniziamo a prestare più attenzione, la nostra umanità rischia di frammentarsi ancora di più dentro il gioco delle accuse su chi ha ragione e chi ha torto” continua Moore. “Noi di Ukuleles for Peace, insieme ad altri gruppi, non vogliamo la guerra. Questo è il motivo per cui continuiamo a lavorare, a camminare verso la pace insieme ai nostri bambini, nella speranza che crescano senza paura né odio reciproco”. A Gerusalemme gli alunni di entrambe le scuole suonano l’ukulele, il kazoo e altri strumenti di divertimento e le loro famiglie si incontrano nelle occasioni di viaggio e nelle varie attività sociali. Moore lavora con gli studenti delle due scuole una volta alla settimana, poi li riunisce in un’unica orchestra per farli esibire. I bambini cantano in ebraico, arabo e inglese: “la speranza è che giocando insieme si creino ulteriori opportunità per le attività comuni e che genitori e membri delle comunità vengano coinvolti nel programma”.

In Italia, quella tra il Centro Arcobaleno di Borgotaro e Paul Moore “è un’amicizia che viene da lontano e una storia molto bella”. A definirla così è il dr. Mauro Bernardi, volontario all’interno della struttura, “Paul Moore è un grande esecutore all’ukulele – spiega – alcuni anni fa, essendo ospite al ‘Meeting internazionale della chitarra acustica di Sarzana’ ne ha approfittato per fare un salto a Borgotaro e salire a Tiedoli dove è nata la nonna che lui chiama la ‘me nuneina piceina’. Si è innamorato della nostra valle”. “Inglese di nascita, attualmente Paul vive in Israele dove ha fondato una scuola in cui ragazzi e ragazze di origine ebraica e palestinese, imparano i segreti dell’ukulele – continua Bernardi – suonano e cantano insieme dando testimonianza di convivenza e di amicizia. E’ davvero un uomo di buona volontà che ha fatto della musica uno strumento di pace e dialogo”.

Quando arriva al Borgo, il primo incontro è con le persone del Centro alle quali “dona le magie del suo strumento e della sua splendida voce”. L’ukulele, chiarisce il volontario, “ha una sonorità particolare, molto brillante e cristallina, si presta molto bene ad accompagnare ogni genere di canzone, inoltre è uno strumento facile e divertente da suonare, si adatta alle varie capacità dei ragazzi. Mi sembra una strada molto buona per arricchire le loro personalità e i loro talenti”. Nell’estate del 2016 è arrivata all’Arcobaleno una grossa scatola contenente cinque ukulele donati da Paul, è così che è cominciata l’avventura ed è nata l’idea di formare una piccola orchestra con i ragazzi, che sono entrati nel cuore del progetto Ukulele for Peace. La musica è mistero e…miracolo” conclude Bernardi.

L’opera di Paul Moore è principalmente volontaria ma per mantenere vivo il programma c’è bisogno di trovare finanziamenti e donazioni. L’obiettivo è quello di creare orchestre in diverse comunità, allargare il cerchio per permettere ai bambini e ai genitori di fare amicizia tra di loro “contribuendo a creare una società migliore, pacifica e più felice”. Inoltre, si vuole fare in modo che a nessun bambino per ragioni economiche, possa esser impedito di giocare con un ukulele perché non può permettersene uno. Anche se si tratta di uno strumento relativamente economico, ci sono famiglie che non possono acquistarlo. Per saperne di più si può visitare il sito Ukuleles for Peace. “Aspetto il giorno in cui potrà esserci una partita di calcio fra Israele e Palestina, dove all’entrata nessuno si preoccuperà di bombe, pistole o coltelli, con un pubblico intento a godersi l’amichevole rivalità agonistica, pronto ad applaudire le gesta di ciascuna fazione. E alla fine chi uscirà sconfitto, potrà tornare a casa serenamente, in pace. Amici miei, io dico che la coesistenza è l’unica via”. (sabrina lupacchini/slup)

Fonte: Redattore sociale